venerdì 29 aprile 2016

Buone notizie!

Scava scava, dalla cronaca quotidiana emergono anche delle buone notizie. E allora eccone alcune, in ordine alfabetico d'argomento.

Animali (1) - Tra le onde del Costa Rica due surfisti dal cuore d'oro si sono impegnati per oltre sei ore nel salvataggio di un cucciolo di balena (qui la notizia).

Animali (2) - Un assiolo, uccello notturno simile al gufo, era rimasto imprigionato nel Palazzo di Giustizia a Lecce. Recuperato, verrà reintrodotto in natura (la notizia qui). 

Animali (3) - Schifoso e puzzolente, ma molto raro e prezioso: una coppia ha trovato sulla spiaggia oltre un chilo di vomito di balena, del valore di oltre 60 mila euro (l'articolo qui).

Anziani - Un'anziana in gita a Bologna si è persa, vittima di un'amnesia: i clochard l'hanno salvata. Ora sta bene ed è tornata a casa (qui la notizia).

Cultura - A Timbuctù un eroico bibliotecario ha salvato migliaia di libri antichi dalla furia del fondamentalismo islamico (qui la notizia). 

Moda - Il brand di piumini più famoso al mondo, Moncler, introduce nuovi controlli per evitare inutili sofferenze alle oche. Verranno spiumate soltanto quelle destinate all'alimentazione (qui l'articolo).

Ragazzi - A Lucca due ragazzi "splendido esempio di altruismo e coraggio" hanno salvato una donna caduta nel fiume (qui la notizia). 

Salute (1) - Il tumore al seno e quello alla prostata fanno meno paura. Grazie alla ricerca scientifica, il tasso di sopravvivenza a queste due neoplasie si aggira ormai attorno al 90% e la notizia è ancora migliore se si considera che il tumore al seno è il più diffuso in assoluto tra le donne e quello alla prostata il più comune tra gli uomini (qui la notizia).

Salute (2) - Avere tanti e buoni amici fa bene alla salute e non solo a quella mentale, riempiendoci di buon umore e di autostima, ma anche alla salute fisica. Secondo una ricerca condotta all'Università di Oxford, infatti, le endorfine contribuiscono a far meglio sopportare il dolore fisico, funzionando persino meglio della morfina (qui l'articolo).

Viaggi - Riflessi pronti e sangue freddo, così un giovane autista d'autobus ha salvato la vita degli studenti in gita coinvolti in un terribile incidente a Bologna (qui l'articolo).

Campione di Kickboxing arrestato per terrorismo

Kahchia e Moutaharrik - Foto da VareseNews
Viviamo in un mondo piccolo, ormai. La globalizzazione, che fino a non molti anni fa era soltanto una parola, oggi è un dato di fatto: sulle nostre tavole arrivano fragole dal Sud America e pomodori dall'Olanda, c'è chi studia in Canada e chi fa riunioni di lavoro in Sud Africa e torna a casa per il fine settimana. 
In un pianeta che si è fatto tanto piccino, sentire che a Lecco e a Varese sono stati arrestati sei presunti terroristi fa una certa impressione; è come se avessi visto il mio vicino di pianerottolo con una bomba in mano. 

Perché Abderrahim Moutaharrik e Abderrahmane Kahchia, due degli arrestati, avrebbero davvero potuto essere i nostri vicini di casa. 
Erano immigrati "normali", da numerosi anni residenti in Italia, con tutte le carte in regola; immigrati che normalmente andavano a lavorare o a scuola, normalmente avevano una famiglia, normalmente coltivavano degli hobby.
Non erano dei disadattati, dei disperati costretti a vivere sotto i ponti campando di elemosine o furtarelli, abbandonati dalla società e dalle istituzioni. 
Avevano, Moutaharrik e Kahchia, tutte le carte in regola per poter essere dei perfetti esempi di immigrati integrati nella società occidentale. 

"Dalla Vostra Parte" del 28 aprile su Rete Quattro
riporta parte delle intercettazioni telefoniche
L'arresto di Moutaharrik, che da oltre sei anni lavora come operaio in un'azienda in provincia di Lecco, ha lasciato esterrefatti titolare e colleghi: "Una persona normalissima - ha dichiarato un collega in un'intervista - Quando si parlava difendeva l'Islam, diceva che andavano capite tutte le motivazioni, ma non avrei mai pensato a una cosa simile. Andava d'accordo con tutti, veniva alle cene aziendali...". Sì, frequentava la moschea, ma andava là, pregava e se ne andava. 
Sposato, due bei bambini. Un uomo normale, con una vita normale.

Andava persino in palestra in Svizzera. A fare Kickboxing. Ed era pure bravo. Tanto da aver disputato alcuni incontri a livello internazionale, tanto da essere essere incoronato per due anni consecutivi (2013 e 2014) campione svizzero di K1 ed essere diventato semi professionista coi colori della Fight Gym Club di Lugano. 
Recentemente, nel 2015, era salito sul ring a disputare uno di questi incontri indossando una maglia con il logo del Daesh. E questo, forse, ha contribuito a far suonare un campannellino d'allarme.
Allarme che si è concluso, giovedì 28 aprile, con l'arresto suo, dell'amico e di alcuni famigliari. Presunti terroristi. 
La bomba a Roma non sono riusciti a farla esplodere, Moutaharrik e Kahchia, ma certo hanno mandato in frantumi il sogno della felice integrazione.

Per approfondire: 

giovedì 28 aprile 2016

The Bourne identity

Un giovane uomo viene ripescato nella notte nel Mar Mediterraneo.
Non ricorda nulla, neppure chi è.
Tutto ciò che ha per tentare di ricostruire la propria storia è un numero di conto bancario.
Da qui partirà la sua ricerca, che lo condurrà ad attraversare l'Europa sfuggendo ad agguati mortali, fino a scoprire che lui è Jason Bourne (Matt Damon), membro di una squadra speciale della CIA denominata Treadstone; avendo fallito una missione, viene ormai considerato "bruciato" dai suoi superiori, che intendono eliminarlo.
Jason, aiutato da una giovane donna tedesca di nome Marie (Franka Potente), cercherà di dipanare l'intricata matassa della propria esistenza, in gran parte dimenticata e, soprattutto, di rimanere in vita.
A suo favore gioca la memoria del corpo (più correttamente detta memoria procedurale implicita automatica*): quella parte di te che ti porta a ripetere movimenti appresi grazie alla ripetizione, senza doverci stare a pensare su. Con la stessa facilità con cui le persone comuni si alzano dal letto, preparano un caffè o chiudono a chiave la porta di casa, Jason disarma killer, spezza ossa, spara con precisione letale.

"The Bourne identity" è il primo episodio della trilogia "Bourne" (seguono "The Bourne supremacy" e "The Bourne ultimatum", più lo spin-off "The Bourne legacy" in cui, nonostante il titolo, il protagonista non è Jason Bourne bensì un altro agente, Aaron Cross, interpretato da Jeremy Renner), basata su una serie di romanzi dello statunitense Robert Ludlum.
Film realizzato nel 2002, visto e riguardato più volte, mi stupisco del fatto che non lo abbia recensito prima d'ora.
Una delle numerose tecniche utilizzate nella difesa
Perché è un bel film. Una trama coinvolgente, sorretta da una buona interpretazione e - scusate, ma per me le arti marziali sono un elemento di grande rilevanza - supportata da tecniche di combattimento veritiere ed efficaci.
Certo, ci sono le "americanate", quelle scene del tutto folli, sotto ogni punto di vista logico e scientifico, che però danno gusto alla pellicola (un po' come avviene anche per tutti i film di James Bond o di Indiana Jones, per intenderci): Jason scampa ad agguati mortali orditi dai vertici della CIA, sfugge a killer dall'ineffabile preparazione militare - mica alla sciura Maria! - e sopravvive ad inseguimenti automobilistici ed esplosioni dall'esito catastrofico. Il tutto riportando solo qualche trascurabile ammaccatura.
Inoltre, come se non bastasse, taglia i capelli di Marie con la stessa delicatezza di un tosaerba e, nonostante ciò, lei si ritrova con una testolina deliziosa, un lavoro da coiffeur sopraffino.
Come detto, però, queste sono quelle esagerazioni "da film" cui lo spettatore va incontro preparato e che non intaccano la validità né la piacevolezza dell'opera nel suo insieme.

Dopo essere stata utilizzata per svariati gunting la penna biro
viene conficcata nella mano del "cattivo".
Le tecniche marziali utilizzate da Jason Bourne sono estremamente realistiche e davvero utili allo scopo; le leve articolari, incluse quelle applicate ai disarmi, sono di una bellezza e di un'efficacia eccelse.
La prima volta che ho visto il film sono letteralmente balzata sulla poltrona, alla vista del primo combattimento corpo a corpo: io quelle tecniche le conoscevo! Così come non mi erano affatto sconosciute quelle belle serie di gunting realizzate con una semplice penna biro...
Andando poi a documentarmi, il "mistero" è stato chiarito: per interpretare il ruolo di Bourne, Matt Damon si è allenato nel Jeet Kune Do e nel Kali sotto la guida di Jeff Imada, allievo diretto del mitico Dan Inosanto nonché uno dei maggiori esperti mondiali di queste discipline.
Qui potete trovare parte del making of dei combattimenti sul set, con lo stesso Imada che parla del JKD Kali e con Matt Damon che mostra... ciò con cui ho iniziato il mio percorso marziale e con cui ancora oggi mi diverto anch'io!


* Grazie Mastermind per la consulenza scientifico/psicologica.

mercoledì 27 aprile 2016

Riso all'orientale

Facile al limite dell'indecenza, questa ricetta conta soltanto 4 ingredienti e consente di portare in tavola un piatto gustoso e diverso dal solito, con un tocco esotico. Potrebbe essere inserita a buon diritto nel ricettario "Orientaleggiamo".

Come di consueto, quella che indico io è la ricetta tipo, che potete variare a vostro piacimento a seconda del vostro gusto personale e delle disponibilità di frigo e dispensa, in perfetto stile Sopravvivenza. 
Bando alle ciance e veniamo subito al risicato elenco degli ingredienti, i magnifici quattro.

Ingredienti:
  • riso (io uso l'integrale)
  • gamberetti
  • piselli
  • salsa di soia (ormai si trova comunemente nei supermercati)
Mentre si mette a lessare il riso in acqua, si provvede a lavare e sgranare i piselli ed a pulire i gamberetti, privandoli del guscio e del filetto nero. In una pentola con dell'acqua metteremo a cuocere i piselli per circa un quarto d'ora (attenzione, se usate quelli surgelati cuociono in molto meno tempo) ed aggiungeremo nella stessa acqua bollente anche i gamberetti; questa operazione consente sia di scongiurare lo spreco d'acqua, sia di limitare il ricorso al sale, sfruttando la naturale salinità dei gamberetti.
Una volta lessati, li si scola e li si unisce al riso, scolato a sua volta un po' al dente e messo in una padella; si fa saltare il tutto per qualche minuto con della salsa di soia e si serve.

martedì 26 aprile 2016

Homefront, il film d'azione tra arti marziali e traffico di droga

"Non c'è peggior cattivo di un buono quando diventa cattivo". Questa frase, pronunciata da Bud Spencer in un suo film, si adatta benissimo anche alla vicenda di Phil Broker (Jason Statham): ex agente sotto copertura della DEA, in seguito ad un'operazione antidroga dall'esito drammatico ed alla morte della moglie decide di cambiare radicalmente la propria vita e si trasferisce insieme alla figlioletta di 10 anni (Izabela Vidovic) in un paesino all'apparenza idilliaco, sulle sponde di un fiume e circondato dal verde, che richiama alla mente la magnificenza selvaggia delle Everglades.

I guai, però, iniziano ben presto: Maddy, alla quale il papà ha insegnato "non a fare a botte, ma a difendersi", rompe il naso ad un compagno di scuola bulletto e quell'episodio che avrebbe potuto risolversi con delle semplici spiegazioni e scuse tra adulti e bambini diviene invece l'origine di una vera e propria faida, soprattutto quando lo zio del bulletto (James Franco), spacciatore locale fermamente intenzionato ad ampliare il proprio giro d'affari, scopre il passato di Broker.

"Homefront", basato sul racconto di Chuck Logan, ha la sceneggiatura di Sylvester Stallone: uno che di film d'azione se ne intende. Jason Statham, dal canto suo, è sì attore, ma pure atleta di tutto rispetto, vantando un passato di tuffatore e soprattutto - in questo caso - una vasta conoscenza di arti marziali* e discipline da combattimento: esperienza che emerge con chiarezza nelle numerose e più che apprezzabili scene d'azione. 
Questo film è la sagra delle leve articolari, la fiera dei pugni, l'expo dei calci a sfondamento! E mi si perdoni il tono entusiastico, ma assistere alla realizzazione di tecniche che non siano frutto di sola coreografia è, per una praticante di arti marziali quale sono, una vera gioia per gli occhi. Le tecniche, davvero pulite e ben eseguite, sono perfettamente comprensibili nonostante la rapidità dei movimenti: deviazione con controllo dell'arto e reazione di uppercut, gomitata con torsione e leva al gomito, lotta a terra con tentativo di triangle choke culminante con un armbar... sono soltanto alcune delle numerose azioni alle quali si assite e, vi assicuro, ce n'è davvero per tutti i gusti.
La trama, forse, non brilla per originalità, ma "Homefront" è un film che certo non delude le aspettative degli amanti del genere.

*Ricordate: in ambito di film e serie tv parlo di arti marziali intendendole nel loro significato di arte del combattimento, l'ars pugnandi di romana memoria, e non di discipline marziali specifiche e codificate.

domenica 24 aprile 2016

Manutenzione e pulizia della spada

Che su queste pagine si trovino articoli di fai-da-te un po' particolari forse ai più è chiaro da tempo, almeno dal post sulla realizzazione di una borsa per Kali. Mi rendo perfettamente conto che questi articoli interessano ad un numero piuttosto esiguo di persone, tuttavia li scrivo nella speranza che possano essere d'aiuto a chi brancola nel buio.
Il fai da te odierno risponde alla domanda: come occuparsi di manutenzione e pulizia delle spade da combattimento?
La precisazione "da combattimento" è doverosa, perché le lame che vengono usate necessitano di cure diverse rispetto alle armi da collezione, in quanto sono spesso realizzate anche con materiali diversi.

Iniziamo col dire che la manutenzione andrebbe effettuata con una certa costanza, così da evitare la comparsa della ruggine. Diciamo anche, però, che sono proprio pochini (personalmente non ne ho mai incontrato nessuno) coloro che, almeno un paio di volte al mese, si preoccupano di controllare lo stato di salute della propria arma e che, normalmente, la maggior parte delle persone inorridisce e corre a cercare rimedi solo quando nota sulla lama le odiose tracce di ruggine.
Qui di seguito trovate le cose da fare per prendervi cura della vostra spada a seconda della vostra "categoria" di appartenenza.

- Spadaccino diligente - Sei il proprietario che ogni spada sogna di avere. Una volta ogni due settimane verifichi lo stato di salute della tua arma, ne controlli la lama e previeni eventuali danni. Dal momento che usi la tua spada, sai che il filo (sebbene non affilato) viene intaccato dall'urto contro altre armi e, con una mazzetta, stando ben attento a colpire con il piatto della testa, ne uniformi il filo con piccoli colpi leggeri lungo tutta la superficie. Poi, con una lima piatta, limi il filo per rimuovere le bave che si formano sia con l'utilizzo che con la battitura della spada. 
Cospargi la lama con uno spray antiruggine e con una carta abrasiva a grana fine (400 o 500) ne passi la superficie, ovviamente senza tralasciare l'elsa né alcuna parte metallica. Poi, con pezzetti di carta abrasiva a grana molto fine (1000) e piccoli movimenti circolatori, procedi alla lucidatura della lama. Infine, con uno straccio perfettamente asciutto ed una buona dose di pazienza, pulisci la lama da ogni eventuale residuo e la lucidi con uno straccio imbevuto di WD-40, olio per armi o olio Singer; eventualmente possono andar bene olio motore od un buon olio idrorepellente (dopo aver verificato che non comprometta la lucentezza della lama). Naturalmente ti ricordi di cospargere con una certa regolarità la tua spada con oli tipo il Gun Care CRC o simili e di lucidare ben bene con un panno di cotone o di lana, sempre con piccoli movimenti concentrici.

Spade vichinghe al museo di Bergen.
E' consigliabile agire PRIMA che la
tua arma si riduca così...
- Spadaccino distratto - Hai notato le prime tracce di ruggine sulla tua spada e hai pensato bene di correre ai ripari. Visto che il danno è in parte già fatto, occorre innanzi tutto provvedere a rimuoverlo ed allo scopo si può utilizzare un prodotto specifico come il Sidol, piuttosto aggressivo ma estremamente utile in certi casi: si versa direttamente sulla lama e, con un panno pulito ed una generosa dose di olio di gomito, si strofina fino a rimuovere ogni traccia di ruggine. C'è anche chi suggerisce l'utilizzo della comune paglietta in acciaio (quelle da cucina, per intenderci). Fatto ciò, si può tornare sulla retta via e cominciare a comportarci da spadaccini diligenti, curando la manutenzione prestando cura anche al filo della lama ed al suo stato ottimale.

- Spadaccino menefreghista - Nelle tue mani la spada rimpiange di non essere diventata un badile, utile almeno per l'agricoltura. Di lei ti dimentichi fino a quando non è il momento di utilizzarla e allora, fatalmente, ti accorgi che la poveretta è conciata da buttar via: nulla o quasi resta dell'antico splendore, ormai completamente mangiato dalla ruggine e dall'incuria. 
Siamo nell'ambito del "O la va, o la spacca". A questo punto servono le maniere forti. 
Si può tentare con della pasta abrasiva per carrozzieri passata con dei batuffoli di cotone - e tanto olio di gomito - su ogni parte interessata dalla ruggine.
Se questo non dovesse bastare, puoi usare il Ferox (feroce, un nome una garanzia...) Convertiruggine, prodotto molto valido che però presenta la "controindicazione" di scurire la lama; lo si lascia agire per qualche minuto, dopo di che lo si risciacqua alla perfezione con abbondante acqua e si asciuga la lama minuziosamente. C'è chi ricorre persino alla smerigliatrice... a me vengono i brividi al solo pensiero! Nel caso tu debba far ricorso a questo incubo per ogni spada, è raccomandata mano ferma e leggera, per tocchi chirurgici. 

- Spadaccino barbaro - Può capitare che nel bel mezzo di una rievocazione storica non si desideri rovinare la scena mostrando oggetti moderni, come pagliette abrasive, olio per armi o spray anti ruggine (che fatalmente fanno poi capolino in fotografie e riprese video). 
Come occuparsi allora della nostra spada? Un piccolo martello e la mazzetta sono indispensabili per ribattere il filo dell'arma, che certamente sarà usurato dalle "battaglie" (vedi "Spadaccino diligente"); è ovvio che in una rievocazione non utilizzeremmo un'arma compromessa dalla ruggine, perciò quello di cui dobbiamo occuparci è la sua lucentezza e manutenzione: c'è chi asserisce che un qualsiasi olio è adatto allo scopo - sia di oliva, che di semi - e chi vanta le meraviglie dell'olio di lino. 
C'è poi la "ricetta" estrapolata dal libro, curato da Silvia Bianchi Tosatti, "Il manoscritto veneziano. Un manuale di pittura e altre arti - Miniatura, incisione, vetri, vetrate e ceramiche - Di medicina, farmacopea e alchimia del Quattrocento": una mistura di olio (non meglio precisato) e limatura di piombo fatta decantare per nove giorni. La limatura di piombo, che può destare qualche perplessità, pare serva a mitigare l'acidità dell'olio puro, che potrebbe col tempo danneggiare il metallo. 

venerdì 22 aprile 2016

La Giornata Mondiale della Terra, Laudato si'

I doodle di Google 
22 aprile, Giornata Mondiale della Terra. E Google dedica al pianeta che ci ospita un doodle, o meglio, una serie di doodle: dalla savana africana alle profondità degli oceani, passando per i boschi dei climi temperati e spingendosi fino alle estremità del Polo.

In questa giornata i "grandi della Terra" si sono riuniti nel Palazzo di Vetro dell'Onu per siglare l'accordo sul clima raggiunto lo scorso dicembre a Parigi e tentare di porre un freno ai cambiamenti climatici; tra le voci dei potenti è risuonata già da tempo, forte e chiara, anche quella del pontefice Papa Francesco, che attraverso l'enciclica "Laudato si'" ha espresso preoccupazione e richiamato l'attenzione di tutti gli esseri umani, cristiani e no, sull'importanza che la Terra ha per ciascuno di noi.
Anche citando il suo predecessore Papa Benedetto XVI, che già era intervenuto asserendo che "il libro della natura è uno e indivisibile", e include l'ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, Papa Francesco ricorda poi come la Terra ci è data in prestito: "Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. Ciò consente di rispondere a un'accusa lanciata contro il pensiero ebraico-cristiano: è stato detto che, a partire dal racconto della Genesi che invitava a soggiogare la terra (cfr Gen 1,28), verrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della terra presentando un'immagine dell'essere umano come dominatore e distruttore.
Questa non è una corretta interpretazione della Bibbia come la intende la Chiesa. Anche se è vero che qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature. E' importante leggere i testi biblici nel loro contesto, con una giusta ermeneutica, e ricordare che essi ci invitano a "coltivare e custodire" il giardino del mondo (cfr Gen 2,15). Mentre "coltivare" significa arare o lavorare un terreno, "custodire" vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura". E, prosegue il pontefice, "Perciò Dio nega ogni pretesa di proprietà assoluta: Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti" (Lv 25,23).

Ospiti e custodi, dunque, non padroni. E, se anche fossimo padroni, quale proprietario sarebbe tanto scriteriato da voler rovinare, distruggere, annientare ciò che l'ha preceduto e che gli sopravviverà, privandone i proprie eredi? 
La speranza è che i 171 rappresentanti di altrettanti Paesi del mondo riunitisi oggi a New York intendano davvero guidare i diversi Stati sulla via di uno stile di vita più sostenibile ed umano. Per tutti.

Titolo: Laudato si' - Enciclica sulla cura della casa comune
Autore: Papa Francesco
Editore: San Paolo
Anno di edizione: 2015

Per approfondire:
- La "mia" Giornata della Terra
- Giornata Mondiale della Terra, le foto dallo spazio
- La Giornata Mondiale della Terra su Famiglia Cristiana
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