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domenica 22 settembre 2019

Il gatto che aggiustava i cuori

La nostra capacità di adattamento, la nostra furbizia, il nostro sapercela cavare in qualunque situazione e, allo stesso tempo, la nostra generosità che ci porta a dare amore ai bipedi, anche in modo smisurato e sconsiderato. Alla faccia di quello che i bipedi stessi fin troppo spesso dicono di noi, e cioè che siamo opportunisti, che siamo dei solitari, che non proviamo affetto né men che meno amore! Bazzecole!

Finalmente un libro che rende giustizia a molti degli innegabili pregi di noi gatti.
La morte di Margaret è la fine di una bipede e l'inizio di una vita nuova di zecca per Alfie che, da gatto da divano, dovrà darsi da fare per salvare la propria pelliccia, trovare una nuova sistemazione ed evitare di finire in un gattile
Alfie non è un gatto speciale: è bello e dotato di una certa eleganza - ma chi di noi non lo è? - astuto e coraggioso quanto basta per potersela cavare nelle diverse situazioni, generoso, come molti di noi, tanto da arrivare ad aiutare i diversi bipedi che incrocia sul proprio cammino. 
Di speciale c'è Rachel Wells, una bipede che, una volta tanto, ha saputo cogliere e trasmettere l'eccezionalità di noi gatti.
Felinamente vostro, 
Puxi il Gatto.

Questo libro mi vede formulare un giudizio parzialmente diverso da quello del mio coinquilino peloso. Mentre Puxi si è - forse giustamente - concentrato sulla centralità di Alfie, io ho preferito guardare il romanzo nella sua complessità, senza trascurare l'importanza degli esseri umani. 
"Il gatto che aggiustava i cuori" è una deliziosa favoletta romantica dall'epilogo scontato, ma sorretta da una validissima costruzione narrativa, impreziosita dalla particolarità della voce narrante: Alfie, infatti, è il gatto che aggiustava i cuori, protagonista e narratore della storia. 
E forse non è neppure corretto parlare di storia, al singolare, perché molteplici sono le storie che si intrecciano in questo libriccino dalla lettura piacevole e scorrevolissima, che tratta con delicatezza tematiche di spessore quali l'immigrazione, la violenza sulle donne, la perdita del lavoro, la maternità difficile, senza mai approfondire, senza mai divenire pesante, conservando la propria leggerezza di fiaba moderna e spensierata.

Titolo: Il gatto che aggiustava i cuori (Alfie the Doorstep Cat)
Autore: Rachel Wells
Traduttore: Elisabetta Valdrè
Editore: Garzanti
Anno d'edizione: 2018
ISBN: 9788811680000 

La recensione 💥"lampo" su Goodreads.

venerdì 30 settembre 2016

Nuova vita per Bart, il "gatto zombie"

C'è chi lo ha definito gatto zombie, chi invece lo vede come la dimostrazione che i gatti hanno davvero nove vite, di certo Bart ha una storia davvero insolita. Una storia di forza e di tenacia che può essere esempio per tutti noi, cari (a)mici.
Di questo micio bianco e nero si parla infatti non solo a Tampa Bay, nel Golfo del Messico, ma ormai in tutto il mondo.
Investito da uno di quegli odiosi scatoloni rumorosi e puzzolenti che corrono lungo le strade, Bart era stato raccolto sull'asfalto dai suoi bipedi e seppellito in giardino.
Cinque giorni dopo, però, ha fatto la sua comparsa come se niente fosse nel giardino dei vicini.
Era molto debole e stanchissimo, ma, dopo essersi scavato una via di fuga dalla tomba, ha provato a trascinarsi verso quella che era la sua casa, la sua famiglia.
I bipedi, appena l'hanno visto, non riuscivano a credere ai loro occhi e l'hanno subito portato dai veterinari della Humane Society, dove Bart ha dimostrato di avere una gran voglia di vivere, cominciando a mangiare quasi subito e riprendendosi lentamente dalla brutta avventura. Già dopo pochi giorni accoglieva i veterinari e i volontari del centro facendo le fusa e miagolando.
Ha dovuto essere operato alla mandibola e ha perso l'occhio sinistro, ma si sta riprendendo e la Humane Society che si è presa cura di lui dice che è coraggioso, affettuoso e pieno di entusiasmo, tanto da avergli trovato - dopo una lunga battaglia legale durata 20 mesi - una nuova famiglia che si prenda cura di lui. E, si spera, non lo seppellisca prima che sia davvero morto.

Felinamente vostro, 
Puxi il Gatto.

giovedì 22 settembre 2016

Il gatto morto trasformato in borsetta va all'asta

Cari (a)mici, 
cose dell'altro mondo! 
Nel vero senso della parola.
Perché all'altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, una bipede ha trovato sul ciglio della via un nostro compare dal pelo fulvo, un bel gatto forse investito come tanti (troppi) altri da una di quelle scatole di metallo grosse e rumorose che scorrazzano per le strade e che non ci danno scampo. Morto.
Il gatto si era probabilmente giocato così l'ultima delle sue proverbiali vite, ma la bipede, che si chiama Claire Third e che di professione fa la tassidermista (che non sapevo cosa volesse dire, ma mi sono documentato e così, fiero di questa nuova conquista, uso questa parola), ha pensato di dare "nuova vita" al micio, trasformandolo in una borsetta.
"Per la ragazza che ha tutto e che vuole attirare l'attenzione ovunque vada", dice sul sito d'aste online TradeMe in cui ha messo in vendita la sua creazione a partire da un'offerta minima di 1.400 dollari.
Al momento non sono giunte offerte più elevate e, anzi, la bipede ha dovuto accontentarsi di poco più di 500 dollari, ma in compenso pare che molti bipedi si siano parecchio indignati. 
E voi cosa ne pensate? Vorreste che i vostri bipedi vi trasformassero in borsette per non separarsi mai da voi, nemmeno quando sarete passati a miglior vita? 
Aspetto i vostri commenti, felinamente vostro
Puxi il gatto.

giovedì 8 settembre 2016

Pordenonelegge, un gatto testimonial del festival letterario

Libri e gatti hanno un legame molto stretto che li unisce. Non si sa per quale motivo, ma spesso chi ama i gatti ama anche i libri. E viceversa.

Forse, ho pensato io, è perché noi gatti siamo molto più discreti e silenziosi dei cani: capaci di far compagnia ai nostri bipedi senza disturbarli facendo chiasso mentre sono immersi nella lettura di un romanzo o nello studio. Certo, non sappiamo resistere alla curiosità e spesso ci sdraiamo proprio nel bel mezzo del tomo, ma di solito i nostri bipedi tollerano di buon grado questa "invasione di campo".
Comunque, quale che ne sia il motivo, capita piuttosto spesso di trovare gatti e libri che fanno coppia fissa: come alla Libreria Acqua Alta di Venezia, ad esempio, o come alla Biblioteca Classanese di Ravenna.
E, forte di questo binomio spesso vincente, un micio è stato scelto come testimonial del Festival del Libro PordenoneLegge.
Moltissimi gli appuntamenti in programma per l'edizione 2016, che prenderà il via il 14 settembre e che vedrà la presenza di ben 500 autori; da quest'anno, poi, il Festival è anche più accessibile, grazie a 10 eventi che verranno tradotti nella lingua dei segni.
Sarebbe impossibile elencare tutti gli appuntamenti previsti e, d'altro canto, io sono un micio parecchio indaffarato, quindi vi invito a cliccare qui per accedere al programma completo della manifestazione. 
E buona lettura!
Felinamente vostro, 
Puxi il gatto

martedì 30 agosto 2016

La gatta che ama viaggiare (da sola)

Ah, Parigi

Animali colti come noi, che da sempre hanno un legame del tutto speciale con libri e biblioteche, non possono rimanere indifferenti al fascino che esercita una città come Parigi, così spesso al centro di racconti emozionanti. Anche il cinema, poi, ci ha messo lo zampino: da "Gli Aristogatti", ambientato nella capitale francese d'inzio del 1900, a "Un gatto a Parigi" non mancano certo i richiami per noi che ci attraggono verso questa città.

E il richiamo deve essere diventato irresistibile per Moon Unit, una gatta inglese che un bel giorno ha deciso di andarsene a Parigi. 
Raccolta per strada quando era una cucciola, Moon Unit - chiamata così in onore dell'attrice e figlia di Frank Zappa - ha vissuto per tre anni a Londra con i suoi fedeli bipedi, Marna Gilligan e Sean Purdy, ma la notte di capodanno del 2008 ha deciso di cambiare vita ed è scomparsa.

Voi bipedi che avete a che fare con noi, che spesso siete nostri coinquilini, sapete bene quanto siamo bravi a far perdere le nostre tracce. Spesso per strada si vedono volantini che annunciano la scomparsa di qualcuno di noi, con tanto di modo per contattare i bipedi di riferimento e magari offrendo anche ricompense...
Lo stesso avevano fatto i due bravi bipedi londinesi, che però, dopo diverso tempo, si erano convinti del fatto che non avrebbero mai più rivisto la "loro" micia.

In realtà così non è stato, perché nell'estate del 2016 l'ADAD, un'associazione francese per la protezione degli animali, si è messa in contatto con Marna e Sean: avevano trovato una gatta bianca e nera a Parigi ed il suo microchip era britannico, così erano risaliti a loro.
Che subito si sono attivati per riportare a casa l'amata - e vagabonda - Moon Unit. Anche dotandola dell'indispensabile passaporto per gli animali da compagnia.
Non è dato sapere se la signora fosse subito arrivata a Parigi e lì si sia fermata o se piuttosto non abbia girovagato un po' per l'Europa, prima, ma certo è che ora è tornata a casa nel Regno Unito, dove è già diventata una piccola star grazie a questo suo viaggio durato ben otto anni del quale già parlano i giornali.

Felinamente vostro, 
Puxi il Gatto.

mercoledì 8 giugno 2016

La prevenzione dei tumori cutanei in uno spot... bestiale

Pare che il 90% dei tumori cutanei potrebbe essere guarito, se diagnosticato in tempo. E così, ecco che i bipedi ci reclutano per una campagna di sensibilizzazione firmata La Roche - Posay.
Noi, che ai nostri bipedi ci teniamo, ci siamo prestati ben volentieri a spargere la voce e, quando miagolii e latrati non bastano...

martedì 31 maggio 2016

Inevitabile destino: il gatto cacciatore ed il rondone

Doveva succedere prima o poi. 
Forse lo sospettavano persino i miei bipedi, sebbene non siano sempre sveglissimi. Di certo, lo sapevo io.
Perché, alla faccia di quello che va ripetendo il bipede maschio, so benissimo di essere un cacciatore di gran classe, degno discendente dei miei progenitori. 
E non importa se passo le mie giornate tra casa e terrazzo, sonnecchiando per la maggior parte del tempo: se mi si presenta l'occasione, io caccio.
Così, lo scorso venerdì, quando il bipede maschio è tornato a casa ha trovato il cadavere di un rondone in cucina (che si trattava di un rondone l'hanno detto loro, perché per me era solo un cosino piumato come gli altri). 

A questo punto, nonostante tutte le storie del "mangia tonno a tradimento" e via dicendo, ha iniziato ad insultarmi in malo modo, accusandomi di essere un assassino.
La bipede femmina ha cercato di difendermi, dicendo che sono progettato così, che la caccia fa parte della mia natura, ma lui niente, continuava a trovare ingiusto che cacciassi per divertimento e non per fame (dal momento che, nonostante l'infamia del mangiatore di scatolette a sbafo, devo ammettere che la mia ciotolina è davvero sempre ben rifornita).
In effetti la fame è un'altra cosa - e io che l'ho vissuta me la ricordo bene - mentre in questo caso ho del tutto perso interesse verso il cosino piumato appena questo ha smesso di muoversi.

La bipede femmina cerca di ridimensionare le mie abilità di cacciatore dicendo che ho avuto vita facile: probabilmente si trattava di un rondone anziano o malato e, comunque, quando questi animali toccano terra non riescono più a riprendere il volo, quindi con me non aveva scampo. Ma intanto io la mia preda l'ho avuta. Loro dicano pure quel che vogliono. 

Felinamente vostro, 
Puxi il Gatto.

mercoledì 25 maggio 2016

Yulin, cani e gatti mangiati in Cina

Cari (a)mici, manca meno di un mese al Festival di Yulin, grande festa della Cina nel corso della quale vengono mangiati cani.
Lo so, lo so, tanti di voi a questo punto staranno pensando che dovremmo far festa pure noi: esiste un luogo in cui i bipedi mangiano quei grossi cosi puzzolenti e invadenti, che appena ci vedono nel migliore dei casi si lanciano ad annusarci il portacoda e nel peggiore attaccano ad abbaiare e ci corrono contro a tutta velocità.

Vi invito però ad analizzare con attenzione la situazione, perché anche noi gatti abbiamo poco per cui gioire. Se vi fate recuperare dal vostro bipede questo articolo del Sole 24 Ore, infatti, vi accorgerete che, anche se i cani sono il  piatto forte, in Cina vengono mangiati anche i gatti. In gran quantità.
Sì, i nostri nobili e affascinanti parenti vengono scuoiati, non di rado ancora vivi, e poi bolliti.

Foto: Humans Society International
E se in Italia si parla di Yulin riferito quasi solo ai cani, all'estero va meglio e i bipedi protestano anche contro la mattanza dei gatti; il Daily Mail, ad esempio, nel titolo cita persino prima noi gatti che i cani. 

Come già l'anno scorso mi sembra giusto metterci il muso per parlare della questione, fermo restando che non voglio criticare la cultura e le abitudini di nessuno. Però riflettere sulla situazione mi pare importante. E, visto che spesso in casa siamo noi a comandare, vi invito a far riflettere anche i vostri bipedi. Che poi, se vogliono, possono guardare questo servizio del TG2 e firmare la petizione.
Felinamente vostro, Puxi il gatto. 

venerdì 6 maggio 2016

Io ci metto il muso

L'udito del cane pare essere molto sviluppato, questo almeno secondo gli studi condotti dai bipedi, sulla cui attendibilità non metterei la zampa sul fuoco; loro, i bipedi, che si prendono come metro di giudizio per tutte le cose, secondo questi studi dicono che i cani sentono fino a 40.000 hertz al secondo, il doppio rispetto ai loro 20.000.
Io non ho la minima idea di cosa siano questi hertz, fatto sta che noi gatti ne sentiamo la bellezza di 100.000 al secondo. Il che, detto in poche parole, vuol dire che abbiamo delle orecchie di tutto rispetto.
Non è un caso se siamo così bravi nella caccia...

Naturalmente cari (a)mici non scrivo tutto questo per voi, che già siete gatti e quindi sapete perfettamente quale fortuna sia stata nascere con un corpo perfettamente funzionale oltre che bellissimo a vedersi; lo scrivo per loro, per i bipedi, che forse non si rendono conto di quanto fastidio ci diano le grida, gli urletti, il picchiettare contro i vetri...
Se un gatto normalmente può sottrarsi a tutto questo chiasso semplicemente girando sui reali polpastrelli e levandosi di torno, questo non avviene per i cuccioli in vetrina. Costretti a subire grida, urletti, picchiettare contro i vetri... Tutto il giorno. Tutti i giorni. 

Adesso alcuni bipedi più sensibili di altri sembrano essersi accorti che molti di noi vengono tenuti "in vetrina, esposti come un profumo, un vestito o un giocattolo" ed hanno deciso di opporsi a questo con una cosa che chiamano petizione.
Tutte le informazioni le potete trovare qui
Lo so, lo so, a lanciare questa idea è la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ma (a)mici, in certi casi la rivalità tra noi e quei quadrupedi goffi e poco svegli merita di essere accantonata: in fondo, lo facciamo anche per i gattini. Anzi, soprattutto per loro, dal momento che il loro udito è molto più sensibile di quello dei cuccioli di cane.
Come vedete, io il muso ce l'ho messo. Adesso tocca a voi.
Felinamente vostro, Puxi il gatto.


mercoledì 17 febbraio 2016

Io, Milton, gatto scrittore

Nulla di meglio, nella giornata della Festa del Gatto, che tornare a sfogliare un libro che parla della mia stirpe. Anche questo gatto, così come me, ha la pelliccia bianca e nera, è un micio curioso ed è sicuro di essere un ottimo cacciatore, ma lui si dedica ai topi mentre io preferisco di gran lunga i cosini piumati che svolazzano sul terrazzo. E, comunque, sono sicuro di essere un cacciatore migliore di lui.

Il libro, ovviamente consigliato dalla gattofila Carla della Libreria Pagina 18, è carino, ma sono sicuro che io sarei uno scrittore migliore di Milton e, forse, lo sto già dimostrando con questo diario.
E adesso scusate, scappo via: è l'ora
della pappa!
Comunque, la mia bipede dice che si tratta di un libro adatto ai bambini, sia quelli che stanno imparando a leggere sia quelli più piccolini che possono guardare le figure mentre un bipede grande legge le parole. 
Di certo è un libro che piacerà a tutti: che diamine, parla di gatti! 
Felinamente vostro, Puxi il gatto.

Nota di Viviana B.: riporto qui di seguito la scheda del libro.

Titolo: Io, Milton
Autore: Hayde Ardalan
Traduttore: Andrea Balconi
Editore: Adriano Salani Editori SpA
Anno d'edizione: 1997

martedì 19 gennaio 2016

Il gatto stregato

Io non lo so chi fosse il mio papà e della mia mamma ho un ricordo molto confuso di micetto, ma la mia bipede mi ha letto questo libro e io ho guardato ben bene i disegni e mi sono accorto che i colori sarebbero proprio quelli giusti...

Il libro arriva, come sempre, dalla Libreria Pagina 18 e la mia bipede, che pure non ama le storie di streghe, maghi e compagnia bella, essendo razionale e scientifica, è rimasta incantata dai bellissimi disegni.

Io ho il sospetto, per quel poco che mi ricordo, che anche la mia mamma fosse una micetta piuttosto spelacchiata, però per me era la gatta più bella del mondo - come tutte le mamme sono bellissime agli occhi dei loro figli - e non mi stupirei poi tanto se il mio papà fosse davvero il nero Girotondo, pronto persino a diventare stregone pur di conquistare il suo amore.
A presto, miei cari.
Felinamente vostro, Puxi il gatto.

Nota di Viviana B.: Le illustrazioni di Massimiliano Frezzato sono davvero meravigliose, grazie anche ai colori di Eleonora Trinca. Il libro, edito dalla Lavieri nella collana "Piccole pesti", è anche "etico" in quanto realizzato con carta proveniente da foreste correttamente gestite e da altre origini controllate.

giovedì 18 giugno 2015

Yulin: amici o cibo?

La mia bipede aveva già scritto, tempo fa, circa il fatto che mangiare animali fosse un fatto culturale. Io non entro nel merito della cultura, perchè di voi umani ne capisco davvero poco e comunque a quanto ne so anche quello che riempie le mie ciotole arriva da animali: scatolette con tonno, sgombro, pollo... E poi, appena ne ho l'occasione, mi dedico alle battute di caccia, ma, che diamine!, sono un gatto, che altro dovrei fare?!

Non sto a contestare cosa mangino il 21 giugno nella Foresta di Giada, Yulin, anche se ho capito che nella stessa Cina ci sono sempre più attivisti contrari a questo Festival, ma mentre ero acciambellato sulle gambe della mia umana davanti al computer ho visto immagini di come vengono trattati i cani prima di diventare cibo, delle scatole di metallo dove sono chiusi uno sopra l'altro, di come vengono legate le loro zampe... Tanti umani chiamano questo sistema "tortura". Possibile che non ci sia un modo più umano per procurarsi il cibo? E magari anche più sicuro, visto che sembra manchino i controlli sanitari e che molte persone abbiano contratto la rabbia. E comunque mi pare di aver capito che la cultura si cambia, se no voi umani girereste ancora in mezzo ai leoni armati con un bastone o vivreste insieme a noi solo perchè ci trovate utili per cacciare i topi nei granai mentre costruite piramidi. Ma forse non è così. In fondo l'ho detto all'inizio che di voi ci capisco poco...

Oggi, dalle 11 e fino all'ora di pranzo, davanti all'ambasciata cinese di Roma ci sarà una manifestazione degli umani contrari al Festival di Yulin; io resto qui, bello comodo sul divano, ma mi sembrava giusto darvi l'informazione.
Felinamente vostro, Puxi il gatto.

Nota di Viviana B.: Oggi è stata resa nota ufficialmente anche la lunga, profonda ed articolata enciclica di Papa Francesco "Laudato sì, sulla cura della casa comune". Io non credo alle coincidenze e penso che questa giornata ci offra un'eccezionale occasione di riflessione sul nostro comportamento come esseri umani abitanti della Terra.

giovedì 16 aprile 2015

Gatto cacciatore? Dagli USA il collare che salva gli uccelli

A passeggio con il Birdsbesafe CC
Cari (a)mici, sono tempi difficili per noi felini! L'ultima terribile trovata arriva dagli Stati Uniti, dove già da alcuni anni preoccupa la nostra capacità di predatori. Vista la grande passione con cui i nostri cugini americani si dedicano, ottenendo ottimi risultati, alle battute di caccia, cosa si sono inventati tre ricercatori della St. Lawrence University? Dei collarini per gatti, chiamati Birdsbesave collar cover: coloratissimi, giganteschi, una cosa ingombrante e che salta agli occhi anche del più sprovveduto cosino piumato o del topo più imbranato! Insomma, vogliono mandarci a monte tutte le battute di caccia!
Successi simili potrebbero 
essere solo un ricordo!
La mia coinquilina umana ha letto che, secondo uno studio del 2013 i gatti americani hanno ucciso mediamente 2,4 miliardi di uccelli e 12,3 miliardi di piccoli mammiferi negli ultimi anni e questi dati fanno sbellicare dal ridere, perchè, sempre secondo lo studio effettuato dai tre che hanno poi ideato i collarini da pagliacci, la bellezza di 45,7 milioni di americani si considerano amanti non solo dei gatti ma della natura in generale e moltissimi incoraggiano gli uccelli a cibarsi vicino alle loro case! 
Come si può cacciare con 
una cosa simile al collo?!
Quindi, magari il tuo umano ti lascia uscire per una passeggiata e tu, casualmente, capiti nel giardino del vicino dove c'è una bellissima mangiatoia messa lì apposta per i cosini piumati... Cosa dovresti fare? Girarti dall'altra parte? Far finta di niente? Mettere a tacere il ruggito felino che ti scuote il petto e infiamma il cuore? Giammai! Uccellini, a me!
E così... tiè, becchiamoci questi orribili cosi attorno al collo (che hanno pure il bordo catarifraqualcosa, insomma, che fa luce al buio, tanto per essere sicuri di mandarci a pallino anche gli agguati notturni)! I nostri 54 parenti americani che sono stati oggetto dello studio portavano in dono ai loro coinquilini circa 300 cosini piumati ogni anni, ma una volta costretti ad indossare questo aggeggio infernale ne hanno portati solo 39. Capite, vero, di che catastrofe si tratti? 
Felinamente vostro, Puxi il gatto.

Nota di Viviana B.: Un interessante articolo, molto documentato, sugli studi condotti in merito negli Stati Uniti lo trovate qui. E, chiaramente, mi dissocio dalle intenzioni killer di Puxi!

mercoledì 18 febbraio 2015

I gatti odiano l'acqua. O no?

Miei cari (a)mici, torno a voi con una nuova pagina del mio diario approfittando del fatto che i miei due bipedi di casa sono impegnati in altre faccende e condivido con voi alcuni fatti che riguardano noi gatti. Tanto per cominciare, vi segnalo questo filmato in cui un mio sosia sguazza nella vasca da bagno insieme a quella che probabilmente è la sua bipede: chiara dimostrazione che non è vero che noi gatti non amiamo l'acqua. Almeno, non tutti noi la detestiamo cordialmente (e, d'altro canto, le nostre cugine tigri sono abili nuotatrici: la genetica non è... acqua!).



Io personalmente, poi, preferisco di gran lunga bere dal rubinetto piuttosto che dalla ciotolina che mi viene puntualmente pulita e riempita. E, a quanto pare, non sono il solo: qui, ad esempio, trovate 17 mici che sguazzano nell'acqua, armeggiano coi rubinetti o si fanno la doccia.
E il gatto di Simon che rapporto ha con l'acqua?



Oh-oh, la bipede ha finito di spolverare! Vi saluto e fingo di ronfare, prima di dare troppo nell'occhio. Come sempre felinamente vostro, Puxi il gatto.


martedì 14 ottobre 2014

Gatto d'ottobre

Salvi! Ho appena salvato i miei bipedi da una pericolosa noce. Caduta per terra a Viviana, ha lanciato il suo sordo "toc!" di battaglia contro il pavimento e io, sprezzante del pericolo, le sono subito piombato addosso, dandole zampatine e facendola rotolare di stanza in stanza: lei cercava la fuga, è ovvio, ma io le ero subito dietro e zac!, zampata dopo zampata l'ho spinta fino alla porta d'ingresso, dove l'ho abbandonata ormai esanime. 
I miei bipedi dicono che sono un pigrone nullafacente, Viviana dovendo descrivere una giornata da gatto ha preferito scrivere di un micio immaginario piuttosto che di me, ma la verità è che sono due ingrati ed ignorano quanto io faccia per loro, soprattutto in queste giornate d'inizio autunno quando, forse un po' stranamente, mi sento pieno di voglia di cacciare
La mia vittoriosa battaglia contro la noce è solo l'ultima, in ordine di tempo: loro fanno finta di non vedere tutte le volte che prendo a zampate e mordo quel lungo serpente di spugna che si avvolge attorno ai panni che usano per asciugarsi quando escono dalla doccia, ad esempio, ma se non ci fossi io a difenderli che ne sarebbe di loro? E vogliamo far finta di niente, ignorando tutte le mie battute di caccia a fusilli e rigatoni caduti a terra prima della cottura? Sono un gatto con i fiocchi, io, e un fior fior di cacciatore.
Gli uccelli che cantano fuori, sugli alberi dalle foglie che stanno cambiando colore nei giardini vicino a casa, sono una grande tentazione per me e quando esco sul terrazzo la voglia di lanciarmi all'avventura non manca di certo: il loro canto mi attrae in modo quasi irresistibile e vederli saltellare tra le foglie... mmmh, che fatica trattenermi dallo spiccare un balzo felino! Ma non voglio dar loro soddisfazione: sono esseri inferiori, che diamine, se vogliono devono essere loro a venire a sfidarmi! Gli uccelli, però, sono dei gran fifoni: anche quel merlo che fa tanto il baldanzoso cantando a squarciagola si guarda bene dal venirmi a portata di artigli, altrimenti gli farei vedere io che cacciatore sono. Lo acciufferei di sicuro e poi lo porterei in casa, alla faccia di quei due bipedi ingrati e irrispettosi!
Per fortuna ci siete voi a leggere su questo Diario di un gatto le mie gloriose imprese e a tributarmi il giusto merito, chè coi miei due bipedi ho poco da stare allegro.
Felinamente vostro, Puxi il Gatto.

lunedì 8 settembre 2014

Gatti, tenete in forma i vostri umani!

Dopo tanto tempo torno a voi con il mio Diario di un Gatto perchè la situazione è grave: cari (a)mici, dobbiamo unirci per fronteggiare un problema che pare coinvolgere un numero sempre maggiore dei nostri animali domestici bipedi, gli umani. Sto parlando dell'obesità
Ammettiamolo: spesso li trattiamo con troppo amore. Lasciamo che impigriscano accanto a noi sul divano e talvolta concediamo persino loro di dividere con noi il letto! Per non parlare poi di tutto quello che lasciamo mangiare loro, altro che croccantini e scatolette!
Fortunatamente intervenire si può e due esperti del settore ci mostrano come mantenere in forma i nostri umani, con semplici esercizi quotidiani. Ricordate (a)mici: un umano in salute è un umano felice! Quindi mettiamoci all'opera e spargiamo il miagolio.
Miao a tutti, a presto!
Felinamente vostro, Puxi il Gatto.

giovedì 28 febbraio 2013

Diario di un gatto incompreso

Alcuni potranno pensare che io viva una vita da sogno: strappato alla fame ed alle malattie, ho una ciotolina sempre piena, dormo al calduccio e vengo coperto di coccole. Beh, cari miei, sappiate allora che le coccole sono nella maggior parte dei casi non richieste, che il mio giusto riposo viene a volte interrotto nei modi più bruschi e inaspettati e che anch'io ho le mie belle preoccupazioni, soprattutto quando i bipedi con i quali divido l'appartamento impazziscono e si mettono a fare cose folli e incomprensibili.

Periodicamente, ad esempio, la bipede femmina - Viviana - si muove portandosi dietro uno stranissimo... coso e borbottando "Io lo depilo... un giorno o l'altro io lo prendo e lo depilo!". Questo coso si muove come il cane Reika quando viene portata a spasso, sta attaccato a Viviana che però non lo tiene per una specie di corda, come fa col cane, ma per quello che penso sia un lungo naso, perchè l'estremità del naso sta sempre piantata per terra e sbuffa e soffia e aspira... forse annusa. Quando il coso smette di fare la passeggiata in giro per casa e viene riportato al suo posto, di colpo smette di sbuffare e soffiare e così io, che sono curioso e coraggioso, un giorno mi ero avvicinato a lui; giusto per presentarci, insomma: io ero arrivato per primo, mi sembrava educato fare gli onori di casa e, se ce ne fosse stato bisogno, mettere subito in chiaro un paio di cosette. 
Ma lui, niente. Non sono riuscito a trovare il suo muso, quindi non sapevo nemmeno bene dove annusare, e la sua coda - dovreste vederla, è una coda lunghissima e sottile sottile, senza pelo, stranissima! - era sparita. No, non nel senso che la teneva in basso tra le zampe! Era proprio sparita sparita! Viviana aveva schiacciato la schiena del coso e con un fruscìo la coda gli era sparita tutta dentro la pancia! Insomma: impossibile capire cosa pensasse e che razza di animale fosse, quindi dopo un'annusatina di cortesia ho lasciato perdere le presentazioni. 

Qualunque cosa sia, ad ogni buon modo, è evidente che mi è inferiore. Inutile sprecarci tempo. Lui, dal canto suo, se ne sta buono buono nel suo angolino e si limita a farsi le passeggiatine con Viviana che, comunque, non lo accarezza mai e di certo non gli dice "bello il mio gatto gattone" come invece fa con me, anzi: è sempre piuttosto di cattivo umore quando si porta dietro quel coso e borbotta di depilazioni. Evidentemente il cattivo umore è contagioso, perchè lui soffia come un ossesso mentre gira per casa. Eppure mangia un sacco! Non solo le briciole dei croccantini che mi cadono fuori dalla ciotola, ma persino i batuffoli di pelo che io dissemino con molta generosità in giro per tutto l'appartamento. Tutto, lui annusa e si mangia tutto! E soffia.

Adesso: qualsiasi gatto, anche il micetto più sprovveduto, sa che è meglio tenersi alla larga dai soggetti che soffiano. E' cosa nota, no? E invece quei due balordi dei miei coinquilini anche oggi si sono fatti grandi risate vedendomi sparire al passaggio di Viviana e del coso soffiante! Che mancanza di rispetto!

Loro sono convinti che io sia un gatto fifone, mica ci badano al fatto che non corra via di gran carriera ma, anzi, con grande calma e dignità mi allontani semplicemente dal loro tragitto. 

La verità vera è che io sono un povero gatto incompreso, ecco! Prima quella storia dei dodici topi al giorno, poi le risate per le mie uscite di scena al momento delle passeggiate soffianti... altro che vita da sogno, cari miei, io qui devo sopportare l'infamia e la menzogna!

Oggi, mentre il coso dal lungo naso continuava a soffiare imperterrito, la mia bipede l'ha lasciato andare ed è andata a prendere la scatoletta con la quale ogni tanto mi punta. Dice che serve per fare fotografie. Qualunque cosa siano, l'aggeggio infernale continuava a sbuffare, con il naso ben fermo a terra, e lei mi ha puntato addosso la scatoletta. Io li tenevo d'occhio, eh! Questi pensano di potermi cogliere di sorpresa, tzè! Non sanno con che re dei felini hanno a che fare! 

Me ne stavo buono buono, zitto zitto, perfettamente mimetizzato, dietro il mio tiragraffi nuovo di zecca (vedete, in basso ci ho ho già lasciato attaccato un mio meraviglioso batuffolo di pelo grigio scuro. Sono un micio generoso, io!) e non li mollavo un attimo con lo sguardo. Pronto, in qualsiasi momento, a balzare fuori con un prodigioso scatto felino! Altro che fifone! Questi due - tre, se contiamo anche il coso soffiante - non hanno ancora capito che che splendido esempio di felinità hanno a che fare!

Felinamente vostro, Puxi il gatto.

sabato 13 ottobre 2012

Dodici topi e una tortora con l'infarto


Diciamocelo: la situazione era diventata insostenibile. Il bipede maschio con cui condivido l'appartamento, Davide, continuava ormai da tempo a guardarmi con aria di sufficienza, mi accusava di essere un mangia-tonno a tradimento e, soprattutto, mi ripeteva in modo davvero fastidioso, con aria di sfida: "Dodici topi al giorno!". 
Questa storia dei dodici topi è saltata fuori un giorno, dopo che lui e Viviana avevano visto un documentario in cui si affermava che i gatti selvatici - o rinselvatichiti - per sopravvivere arrivano a cacciare fino a una dozzina di roditori al dì e… zac!, subito sono stato condannato a sentirmi ripetere questa frase, come se io mangiassi scatolette di surimi e trota per scelta. Sarà mica colpa mia se di topi in casa non ce ne sono!

Comunque, il mio orgoglio felino - dopo mesi e mesi di ferite subìte ingiustamente - mi ha imposto di agire, di dimostrare a questi due bipedi di che cosa sono capace. Altro che mangia-tonno a tradimento!
E così questa mattina, appena i due si sono alzati dal letto, hanno visto lo spettacolo che avevo preparato:





piume sparse ovunque, disseminate su tutti i pavimenti dell'appartamento. 
No, signori miei, non ho squartato un cuscino del divano! Ho semplicemente fatto ciò che andava fatto.
I due mi avevano sentito scorrazzare avanti e indietro per casa a tutta birra, miagolando il mio famoso urlo di battaglia, ma - ah, che pazienza mi ci vuole! - avevano creduto che stessi giocando con qualche pallina o con il mio topino peloso. Ignari! Ecco cosa stavo facendo invece: una battuta di caccia in piena regola!

Davide e Viviana si sono subito messi, allarmatissimi, a cercare la povera vittima, seguendo la scia di piume disseminate sui pavimenti. E così facendo, accidenti a loro!, mi hanno impedito di portare a termine la mia missione. Eccola là, la mia vittima designata: ha cercato rifugio su un pensile della cucina! Vieni giù, se hai coraggio! 

La coda sfilacciata, l'ala destra un po' spiumata, il petto arruffato e persino le piume della testa sconvolte: cara la mia tortora, ti insegno io a sottovalutare Puxi, il re dei cacciatori!
Purtroppo Davide e Viviana sono arrivati prima che io potessi portare a termine la mia strepitosa battuta di caccia, arrampicandomi sui pensili e dando il colpo di grazia alla tortora che tanto stava comunque già crepando d'infarto. I due hanno spalancato la finestra della cucina e, come se non bastasse, Davide ha persino indicato la via di fuga alla mia preda che, ovviamente, ha subito colto il suggerimento ed è volata via in tutta fretta.
A questo punto penserete, come è logico, che il mio buon nome sia stato riabilitato e che io sia tornato a rivestire il ruolo che mi spetta di diritto: quello di signore e padrone della casa. Sbagliato! Quell'insolente del bipede maschio è arrivato persino al punto di dire: "Che pirla di un gatto, io parlo di topi e lui mi terrorizza povere tortore!". 

Comunque io sono superiore a certe basse insinuazioni e, dopo tutta questa fatica, mi merito il giusto riposo. O no?

Felinamente vostro, Puxi il gatto.



venerdì 3 agosto 2012

L'incredibile storia di Soia e Tofu



Che sia comodamente sdraiato sul divano di casa o acciambellato al riparo dal sole sotto un'automobile, che sia un raffinato discendente di antenati blasonati o un figlio dell'amore libero nato in un vicolo sudicio, una cosa accomuna ogni gatto: la leggerezza. Agli occhi di chi osserva, un gatto apparirà sempre come una creatura alla quale sono estranei gli affanni della vita. Forse anche per questo suo distacco da tutto quanto sia terreno è stato, alternativamente, visto come divinità o perseguitato come incarnazione del demonio.

Eppure essere un gatto a volte è tutt'altro che semplice. Soprattutto a Pechino. Se ne accorgono ben presto Soia e Tofu, i protagonisti di questo libro. Soia è il figlio unico di una micia "cittadina modello" della nuova Cina, ben pasciuto e amatissimo dall'anziana Nai Nai che lo chiama "piccolo imperatore", aspirante miglior cacciatore al mondo di libellule, pelo fulvo e carattere baldanzoso; Tofu non è da subito Tofu: lei è nata come Numero Tre, unica femmina in una cucciolata di quattro gattini partoriti in un bidone dei rifiuti da una micia che li ama tantissimo ma che fatica a procurare cibo per tutti e diventa ogni giorno più magra e stanca.

Il Piccolo Imperatore e Numero Tre non potrebbero essere più diversi tra loro, eppure un giorno le loro strade si incontrano, quando vengono separati dalle rispettive famiglie e adottati da una coppia di waiguo ren, stranieri; vengono portati a vivere nella stessa casa e viene loro messo un nuovo nome. Soia, più esperto del mondo umano e sicuro di sè, guida la ritrosa Tofu nell'universo sconosciuto di queste bizzarre creature così poco abili a comunicare e comprendere il linguaggio felino.

Questo romanzo racconta una storia toccante, da leggere a mente aperta e senza preconcetti, per scoprire che gli animali protagonisti di questo libro non sono poi tanto diversi dagli esseri umani, con le proprie personalità e convinzioni, ma soprattutto il loro costante bisogno di verità, giustizia e amore. Un romanzo ricco di riferimenti alla Cina di ieri e di oggi, che non a caso include un piccolo glossario; un simpatico racconto adatto ai bambini, che lo vivranno come una favola nuova e diversa dal solito, un  romanzo che regala spunti di riflessione agli adulti che sentono la necessità di comprendere meglio chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.

Titolo: L'incredibile storia di Soia e Tofu
Autore: Aiyar Pallavi
Traduttore: Monica Pesetti
Editore: Feltrinelli
Anno di edizione: 2012

Il parere del nostro esperto del settore felino

La Cina non è sempre benevola nei confronti di noi gatti. Be', forse tutto sommato va persino peggio ai cani, con la storia di Yulin e via dicendo, ma quelli sono esseri inferiori e non è che me ne importi poi tanto di loro e, comunque, non è di politica che voglio parlare: queste sono cose da bipedi, in cui noi esseri superiori ci troviamo coinvolti nostro malgrado. Scalda il cuore, però, che dalla Cina arrivi questa storia di due miei simili, diversi tra loro quanto il giorno e la notte, ma accomunati dalla regalità del nostro sangue felino, una regalità che viene riconosciuta anche dal cane Bianchetto. E che pure la yunqi di cui parla spesso la Madame Wang del romanzo alla fine riconosce: la fortuna arride tanto a Soia quanto a Tofu, tanto a chi l'ha avuta sin dalla nascita quanto a chi ha saputo conquistarsela, perché la fortuna bisogna saperla acchiappare. E nessuno sa acchiappare le prede, anche le più sfuggenti, meglio di noi gatti.
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