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giovedì 14 gennaio 2016

Anna Cappellini e Luca Lanotte, orgoglio italiano

Forse me le sono perse io o forse di notizie circa l'esito dell'ISU Gran Prix 2015/2016 ne sono state date davvero pochine dai "canali d'informazione ufficiali" (come, ad esempio, La Gazzetta dello Sport). Fatto sta che, trattandosi peraltro di buone notizie per l'Italia, ho deciso di scriverne io. 
Il duo composto da Anna Cappellini e Luca Lanotte, coppia ormai collaudatissima e pluri premiata di danza su ghiaccio, ha infatti conquistato il terzo posto alla finale del Grand Prix disputata a Barcellona, unica coppia europea capace di calcare il podio e limitare lo strapotere di canadesi e nordamericani. 
Il duo si conferma così autentico motivo di orgoglio italiano sul giaccio mondiale e, da comasca, permettetemi un moto d'orgoglio in più al pensiero che un talento come quello di Anna sia nato sulla pista di Casate. 
Qui potete trovare il video del loro magnifico programma libero di Barcellona. 

venerdì 4 dicembre 2015

Chi ha visto Georgette Bühlmann?

Un'immagine della giovane Georgette
Forse molti di voi non l'avranno nemmeno mai sentita nominare, ma questa signora ha contribuito a fare la storia del pattinaggio di figura. Paragonata da più fonti a ciò che Rita Levi Montalcini è stata per la scienza, in termini di longevità sportiva.
Nel 2011 qualche notizia ci giunse da oltralpe quando, compiuti da poco gli 81 anni, rilasciò un'intervista nella quale asseriva che "I muscoli, così come il cervello, con una buona dieta ed esercizio aerobico non si deteriorano o, comunque, invecchiano più lentamente"; non a caso lei continuava a pattinare, incurante dell'anagrafe e di quella data di nascita stampata sui documenti.

Più volte medaglia d'argento del pattinaggio elvetico ed impegnata in numerose competizioni internazionali, Georgette ha inventato una piroetta che porta il suo nome ed annovera tra le sue allieve Carolina Kostner e Valentina Marchei, oltre ad aver insegnato a piroettare sul ghiaccio ad una star come Brigitte Bardot, che ricorda come "estremamente disciplinata".
Georgette Bühlmann impegnata con una giovane atleta
Secondo quanto scritto nell'articolo pubblicato sul Gstaadlife, avrebbe riportato in 60 anni di carriera soltanto un infortunio, piuttosto grave, ai legamenti del ginocchio, il quale non le ha però impedito di tornare a pattinare; il segreto del duraturo successo di questa lady del ghiaccio sarebbe in questa ricetta: dieci minuti di Pilates al giorno, due allenamenti settimanali in palestra ed una dieta povera di proteine. Ma, cosa forse ancora più importante: "Ciò che conduce al successo nella vita, a qualunque età, è la disciplina ed il porsi degli obiettivi".

"Io non mi sento molto diversa da quando avevo sessant'anni - aveva asserito l'inossidabile atleta svizzero-tedesca - basta non mettersi i lucchetti al cervello e non dirsi mai ho una certa età, certe cose non me le posso più permettere; nel mio caso ho solo rallentato, scalando un po' le marce".
Dai tempi di questa intervista, però, Georgette Bühlmann è tornata nell'oblio, di lei si sono perse le tracce e, sebbene ci sia chi vocifera che si divida ancora tra Courchevel e Cortina d'Ampezzo, senza dimenticare tappe nei Paesi Bassi ed in Danimarca, tenendo seminari ed insegnando alle atlete più giovani (pare, peraltro, che abbia un eccezionale fiuto nello scovare talenti), non vi sono testimonianze concrete della sua attività in questi ultimi anni. Un vero peccato, perché la sua esperienza sarebbe di certa ispirazione per molte giovani pattinatrici.

domenica 29 novembre 2015

La fauna del ghiaccio

Sigla.

Buona sera e benvenuti a questa puntata speciale, nel corso della quale ci avventureremo nell'affascinante mondo del pattinaggio su ghiaccio; non in quello delle competizioni, però, bensì in quel microcosmo spesso ignorato del pattinaggio del sabato pomeriggio e ne esploreremo la fauna.
Ora, dovete sapere che così come esistono i guidatori della domenica, allo stesso modo esistono i pattinatori del sabato pomeriggio: si tratta, in questo caso, di esseri viventi tutt'altro che timidi che fanno la loro comparsa sul finire della stagione autunnale ed imperversano sulle piste e nei palazzetti sino all'inizio della primavera. Solitamente sono facilmente localizzabili grazie all'abbigliamento completamente fuori luogo e soprattutto ai pattini, spesso di un acceso colore arancione, tuttavia esistono esemplari che indossano capi adeguati e presentano pattini di differente foggia e colore, quindi è bene avvicinarsi a tutti loro con estrema cautela.

In questa particolare specie di mammiferi gli studiosi hanno riscontrato significative differenze in base all'età: gli esemplari più giovani, chiamati bambini, di solito sono molto chiassosi e, come spesso accade tra i primati, apprendono i rudimenti della sopravvivenza sul ghiaccio dagli esemplari più anziani e di maggior esperienza, siano questi i genitori o dei temporanei surrogati definiti "maestri". Questi cuccioli, ancora inesperti, si possono osservare in natura vicino alla balaustra, mentre muovono i primi passi o accennano i primi goffi tentativi di spinta e frenata. Come tutti i cuccioli, suscitano tenerezza e sono innocui, ma è bene non avvicinarsi troppo: i genitori potrebbero allarmarsi, esibendosi in portentose cadute e sederate sul ghiaccio, magari trascinando con loro il piccolo.

E' al raggiungimento della maturità sessuale, però, che il pattinatore del sabato pomeriggio da il meglio di sé: in preda allo scatenarsi degli ormoni, eccolo formare piccoli branchi composti da quattro, cinque o più individui, spesso dei due sessi, ed esibirsi in rituali di accoppiamento che i ricercatori ancora non sono riusciti a decifrare compiutamente. Uno di questi è senza dubbio il cosiddetto "trenino" o più semplicemente "treno": un esemplare, per ragioni ignote ritenuto (a torto) il meno inetto, inizia ad arrancare sul ghiaccio, un secondo esemplare gli cinge con le mani la vita ed arranca dietro di lui, un terzo esemplare si lega allo stesso modo al secondo e così si forma una coda più o meno lunga, che avanza berciando e zigzagando priva del benché minimo controllo all'interno della pista.
A differenza dei cuccioli, questi esemplari sono da ritenersi estremamente pericolosi, in quanto non stanno vicini alla balaustra ma si muovono all'interno della pista senza seguire precise traiettorie e sono soggetti a frequenti cadute, nel corso delle quali non esitano a tirare le temibili "zampate del principiante", annaspando nell'aria alla ricerca di un qualsiasi appiglio, riuscendo talvolta a trascinare nella catastrofica caduta anche un incauto osservatore che si sia avvicinato troppo.
Un rituale analogo e non di minor pericolosità per l'osservatore è quello che vede gli esemplari procedere mano nella mano. Si ritiene che questo possa essere un ulteriore passo verso l'accoppiamento, dal momento che sovente gli esemplari sono un maschio ed una femmina, tuttavia non mancano le eccezioni: gli studiosi hanno spesso notato coppie di femmine procedere in tal modo, mentre mancano ad oggi osservazioni relative a coppie di maschi.
Nonostante il mistero che ancora ammanta, almeno in parte, questi particolari rituali, un dato emerge con chiarezza: l'imbranataggine dei pattinatori del sabato pomeriggio non si divide in gruppo, ma, al contrario, si moltiplica; se un pattinatore adolescente è da considerarsi pericoloso, gli adolescenti in branco in posizione di trenino o mano nella mano sono potenzialmente letali.
E' stato inoltre rilevato che spesso i giovani maschi creano piccoli branchi e si esibiscono singolarmente in quelle che possono essere considerate manifestazioni di prestanza giovanile, sfidandosi a vicenda, tentando di muoversi il più velocemente possibile o di piroettare su se stessi o di frenare repentinamente: si tratta, in ogni caso, di comportamenti molto pericolosi per l'osservatore, in quanto messi in atto senza alcun preavviso né seguendo precise traiettorie e culminano spesso con poderose "zampate del principiante", esaurendosi poi con la caduta a terra del soggetto. Questi esemplari sono da evitare con la massima cautela.

Ma torniamo per un attimo agli esemplari che si accingono all'accoppiamento: quando il rituale è andato a buon fine, ecco che si assiste alla nascita del pattinatore pomicione.
E' il momento in cui il pattinatore del sabato pomeriggio è meno pericoloso: trascorre la maggior parte del tempo attaccato alla balaustra intento ad infilare la lingua in bocca al partner o a tastargli il sedere, completamente ignaro di qualunque cosa gli accada intorno. Le rigide temperature, però, fanno sì che gli studiosi non siano ancora riusciti a documentare un accoppiamento tra pattinatori pomicioni e, pertanto, ad oggi non è dato sapere come vengano concepiti i cuccioli di pattinatori del sabato pomeriggio. Diversi studiosi ritengono che le modalità possano essere molto simili a quelle messe in atto dagli altri ominidi, tuttavia resta un mistero che la scienza non mancherà di indagare.

Grazie per averci seguito nel corso di questa speciale puntata alla scoperta dei pattinatori del sabato pomeriggio, buona sera. 

sabato 28 novembre 2015

Pattinare sul ghiaccio!

Come forse avrete capito da alcuni miei recenti ed entusiastici cinguettii su Twitter, l'autunno ha portato con sé la riapertura degli impianti per pattinare sul ghiaccio, mia indiscussa passione. 

Lo stadio del ghiaccio di Casate, quello in provincia di Como che ha dato i natali, artisticamente parlando, ad "una certa" Anna Cappellini, ha riaperto i battenti già a inizio ottobre mentre più recentemente è tornata attiva anche la "pistina" in prossimità della piscina di Saronno. "Pistina" che verrà ben presto affiancata dalla "sorella" comasca che, come ogni anno da diverso tempo ormai, in occasione delle feste di Natale, troverà spazio in Piazza Cavour

Insomma, le occasioni per divertirsi, almeno in queste due città, non mancheranno di certo e, dal momento che non sono egoista, pubblico qui - in ordine alfabetico, prima Casate e poi Saronno - le informazioni necessarie per poter trascorrere del tempo divertendosi come pazzi sui pattini (cliccateci sopra per ingrandire).
E adesso scusate ma scappo via, che il ghiaccio mi aspetta! 

Pattinaggio libero stadio del ghiaccio di Casate (CO) 
Pattinaggio libero pista di pattinaggio di Saronno (VA)

Aggiornamento. Nella mia somma bontà inserisco qui di seguito anche gli orari della pista di pattinaggio realizzata dalla Città dei Balocchi in piazza Cavour a Como, dove oltre al noleggio pattini si trovano anche dei simpatici pinguini pattinatori che aiutano i più piccoli ed inesperti a reggersi in piedi.

venerdì 27 novembre 2015

The time of my life on ice

Il tempo passa, le cose cambiano, ma le sensazioni provate, quelle no, restano e ci accompagnano ogni giorno.

mercoledì 18 febbraio 2015

Pattinare alla cieca

Diamo per scontate le enormi benedizioni che abbiamo. Nessuno di noi, al mattino, aprendo gli occhi ringrazia il cielo perchè vede dove si trova la sveglia, ad esempio, e riesce subito a metterla a tacere, senza annaspare nel buio. Banalità. Cose ovvie. E invece no. Vedere non è ovvio, nè scontato. Ci sono milioni di persone non vedenti a testimoniarlo, ogni giorno. Solo che noi non ci pensiamo.
Negli ultimi anni si è andata via via sviluppando una maggior sensibilità nei confronti dei disabili e, per quanto riguarda i ciechi e gli ipovedenti, sono state anche realizzate numerose iniziative per "mettersi nei loro panni", non ultima quella ideata da "Tratto Nero" con le sue cene al buio, ma tanto ancora si può fare. 
Il progetto Horus, il cui nome si rifà alla divinità egizia incarnata in un falco dalla proverbiale vista, è frutto di una startup italiana di tre giovanissimi e promettenti studenti: presenta un dispositivo innovativo che intende migliorare la qualità della vita delle persone cieche o ipovedenti, riconoscendo lo spazio attorno a sè e fornendo indicazioni vocali attraverso un auricolare. Una volta messo a punto, Horus sarà un valido aiuto ad esempio per attraversare la strada in sicurezza, leggere la posta ed avere indipendenza nell'acquisto di beni. 
Essendo gli ideatori degli studenti, ed essendo gli studenti notoriamente squattrinati, il progetto mira ad essere realizzato attraverso il crowdfunding, ovvero sia il finanziamento collettivo: chi crede in questa idea, la sostiene e cerca di contribuire alla sua realizzazione. Ed è qui che entrano in gioco i campioni di pattinaggio di figura Valentina Marchei ed Ondrej Hotarek, che hanno accettato di pattinare alla cieca - letteralmente! - per realizzare un video, le cui visualizzazioni contribuiranno alla raccolta di fondi. Ed è qui, anche, che entro in scena io, dando notizia dell'iniziativa nella speranza che la troviate interessante e che la condividiate sui social network. 
Ecco il video. Buona visione e... condivisione! 

domenica 21 dicembre 2014

Campionati assoluti di pattinaggio di figura, tra conferme e novità

Convince e vince la nuova coppia del pattinaggio di figura italiano: Valentina Marchei e Ondrej Hotarek, coppia sui pattini dall'estate 2014, non hanno perso tempo e sono subito partiti alla grande mietendo successi, fino a conquistare sabato 20 dicembre il titolo di Campioni Italiani di artistico
Campionati che, sul versante della danza, hanno visto confermati i pronostici della vigilia, con la strabiliante coppia composta da Anna Cappellini e Luca Lanotte staccare nettamente gli avversari: 76.55 il loro punteggio finale, contro il 66.95 messo a segno da Charlene Guignard e Marco Fabbri. In testa alla classifica già dopo il corto, i due pluri campioni italiani, europei e mondiali hanno confermato la loro supremazia con un libero meraviglioso, che ha subito fatto dimenticare l'esordio di stagione non esaltante di Shanghai e riacceso le speranze più rosee (punteggio finale: 190.16).
Il duo Marchei/Hotarek porta a termine un triplo salchow in parallelo ed un triplo flip lanciato che, combinati con una buona sequenza di passi ed una trottola ben valutata, fruttano loro il primato nazionale, posizionandoli con 58.44 davanti a Nicole Della Monica e Matteo Guarise, comunque molto bravi e convincenti, che non vengono staccati di molto con il loro 57.18. Bella prova anche nella seconda parte della competizione, che il nuovo duo conclude mantenendosi in testa con un punteggio complessivo di 173.76.
Vittoria facile per le Hot Shivers in ambito di pattinaggio sincronizzato, dove la squadra milanese si conferma la migliore del panorama nazionale staccando nettamente le Shining Blades (151.71 punti le prime, 82.19 le seconde), mentre a chiudere il podio sono le Flying Angels con 76.95.

domenica 14 dicembre 2014

Il pattinaggio su ghiaccio? E' questione di fisica

Pattinare sul ghiaccio? E' questione di fisica!
Il pattinaggio su ghiaccio? E' questione di fisica.
A vederle volteggiare, leggiadre ed apparentemente senza difficoltà sulla superficie ghiacciata, nessuno ci pensa, ma le pattinatrici sono grandi esperte di fisica e lo stesso, naturalmente, vale anche per i loro colleghi uomini. Forse neppure loro lo sospettano, eppure ogni singolo movimento che si fa sul ghiaccio è strettamente legato alla fisica, e non sto parlando di educazione fisica ma proprio di quella fisica del tipo "velocità = spazio/tempo" e via dicendo.

Ad esempio: perché il pattino scivola sul ghiaccio e non sul legno? Sia la lama del pattino, che il ghiaccio, che il legno sono solidi: perchè, allora, la lama scivola sulla superficie del ghiaccio e non su quella del legno? E' questione di attrito. In realtà, infatti, la lama del pattino non scivola sopra ad un altro solido, bensì ad un liquido: il quasi impercettibile strato d'acqua che si forma sulla superficie del ghiaccio; è questo che consente al pattino di scivolare in avanti, dal momento che presenta una forza d'attrito inferiore rispetto a quella del solido, e, in mancanza di questo strato liquido, sarebbe impossibile pattinare sul ghiaccio esattamente come è impossibile pattinare sul legno.

Se questa spiegazione vi ha interessato, allora impazzireste per il dvd, prodotto dalla Provincia di Trento e realizzato da un progetto di Silvia Defrancesco e Luigi Gratton con la collaborazione di Gabriele Minchio e Diego Busacca, "Il professor Icetein impara a pattinare" in cui volutamente si gioca sull'assonanza tra Einstein ed Icetein e si trattano argomenti di fisica applicandoli alla concretezza di uno sport. 
Frenare sul ghiaccio? Aumentando la superficie d'attrito ed
applicando una forza contraria a quella di spinta.
Ad esempio: perché pattinatori e pattinatrici effettuano un movimento a spina di pesce per avanzare sul ghiaccio? Qual è il modo più efficace per fermarsi, se si eccettua l'andare a sbattere contro la balaustra? Come è possibile eseguire salti e trottole? E come fanno le pattinatrici sincronizzate ad eseguire movimenti così... sincronizzati? La fisica, solitamente vista come materia estremamente teorica, in questo dvd viene spiegata in modo molto semplificato ed applicata ad esempi concreti, che ne rendono più semplice la comprensione, approfittando anche dell'immediata simpatia che suscitano il professor Icestein ed il suo aiutante pinguino.

Le scuole interessate possono provare a richiedere il dvd direttamente alla Provincia di Trento, che ne ha curato la produzione.
Un'idea simile, cioè quella di applicare i princìpi fisici al pattinaggio, è alla base anche del film del 2005 "Ice Princess", prodotto tra Canada e Stati Uniti per la Disney, in cui la "secchiona" Casey Carlyle si ripropone di utilizzare la fisica del pattinaggio di figura per realizzare la propria tesina d'accesso al College, appassionandosi poi però a questo sport che coniuga il rigore scientifico alla leggiadra poesia della danza.

Immagini pubblicate per gentile concessione di Diego Busacca e Provincia di Trento.

domenica 20 luglio 2014

Inseguendo la vittoria nell'afa di luglio

Uno dei grandi misteri dell'umanità, uno di quelli sul quale dibatteranno antropologi e archeologi tra una manciata di migliaia di anni, è perchè caspita si ostinino a trasmettere film di pattinaggio su ghiaccio nel bel mezzo della calura estiva, periodo durante il quale vengono proposte in tv anche puntate di sitcom ambientate a Natale o al Giorno del Ringraziamento. Che diamine, nel 2014 anche chi organizza i palinsesti dovrebbe essere in grado di leggere un calendario! 
Comunque: domenica 20 luglio 2014 Italia Uno ha trasmesso "Inseguendo la vittoria", film made in USA il cui titolo originale è "The cutting edge 3: chasing the dream"; lo sottolineo quale avvertimento, perchè quel "3" è estremamente indicativo: se un sequel, di solito, non è all'altezza del primo film,  immaginate cosa può saltar fuori dal sequel di un sequel...
Io, pare ovvio, sono capitata a film già iniziato ed è bastata l'inquadratura di un tizio con pattini da artistico che duellava con qualcuno in tenuta da hockey per farmi interrompere lo zapping. Ma la visione del film è stata parecchio deludente. 
Alejandra "Alex" Delgado (interpretata da Francia Raisa Almendarez)  è una giocatrice di hockey dilettante, con un passato di pattinaggio artistico alle proprie spalle, ed incontra il playboy pattinatore professionista bello e dannato Zack Conroy (alias Matt Lanter), fresco di rottura con la sua partner. Rottura nel senso che questa si è infortunata una caviglia ed è costretta a ritirarsi momentaneamente dalle competizioni. E che hanno anche smesso di andare a letto insieme. Chiaramente, le centinaia di migliaia di pattinatrici dilettanti presenti negli Stati Uniti non vengono neppure prese in considerazione dalla sceneggiatura: la stella emergente del pattinaggio di figura statunitense deve far coppia con una giocatrice di hockey. Il che, per chiunque abbia anche solo una vaga idea di cosa significhi pattinare in coppia rispetto a giocare a hockey, è peggio che inverosimile. Comunque: i due pattinano, si innamorano, vincono. I buoni trionfano, i cattivi vengono sconfitti. Happy end e pronti alla realizzazione di "The cutting edge 4" o giù di lì. 
E se la sceneggiatura è da encefalogramma piatto, tanto meglio non va per la fotografia ed il montaggio, con le immagini delle competizioni palesemente effettuate da veri pattinatori (che, unici ad aver lavorato degnamente, non si sono meritati neppure una citazione su Wikipedia) e stacchi su primi piani dei protagonisti.
Unico lato positivo: si da visibilità al pattinaggio di figura. In qualunque stagione, ben venga. E, come si dice, "nel bene o nel male, purchè se ne parli"...

lunedì 30 giugno 2014

Grand Prix "orfano" di Carolina, ma l'Italia può ben sperare

Da anni sempre sotto i riflettori, "nella buona e nella cattiva sorte", osannata nelle vittorie e contestatissima nelle sconfitte, Carolina Kostner ha ora deciso - dopo aver vinto tutto - di concedersi una salutare pausa lontana dalle competizioni. I pattini continueranno a far parte della sua vita - e forse non potrebbe essere altrimenti - ma per una stagione agonistica l'atleta altoatesina si limiterà a fare il tifo per gli altri azzurri, concentrandosi sullo studio, sulla sua vita di giovane donna e sui molteplici interessi dentro e fuori la pista di ghiaccio.
Valentina Marchei
(foto da Twitter @valemarchei14)
L'Italia riversa dunque tutte le proprie speranze per il singolo femminile sulla grintosa Valentina Marchei, già convocata per il Grand Prix 2014: l'atleta milanese sarà impegnata a Skate Canada International, dove l'attende la medaglia d'argento olimpica Kaetlyn Osmond, ed alla Rostelecom Cup in Russia, dove dovrà scontrarsi con la padrona di casa e campionessa olimpica Adelina Sotnikova. Valentina è reduce da una buona stagione: i XXII Giochi Olimpici Invernali si sono chiusi con il suo miglior punteggio di sempre (173.33) e con il suo miglior punteggio nel libero (116.31), entrambi registrati il 20 febbraio 2014; una crescita che l'ha portata ad essere l'undicesima miglior pattinatrice del pianeta. Già appannata la stella dell'enfant prodige russa Elizaveta Tuktamysheva, Valentina non avrà scontri diretti con un'altra atleta russa quantomeno temibile: la giovanissima Julia Lipnitskaia, che nella stagione 2013/2014 si è piazzata quinta ai Giochi Olimpici e si è messa al collo la medaglia d'argento mondiale e l'oro europeo (tra l'altro, avendo conquistato la sommità del podio a soli 15 anni, 7 mesi e 12 giorni d'età, è la più giovane campionessa europea della storia). 
Questo non significa certo che Valentina avrà la strada spianata verso il podio canadese, ma indubbiamente l'atleta lombarda ha tutte le carte in regola per ben figurare in un contesto mondiale.
Molte speranze sono riposte anche nella coppia d'oro formata dalla comasca Anna Cappellini e dal milanese Luca Lanotte, campioni del mondo di danza, che a novembre prenderanno parte sia alla terza tappa, la Lexus Cup of China, sia alla quinta, il Trophee Bombard a Bordeaux. Una sola, invece, la tappa prevista per l'altra coppia azzurra di danza: Charlene Guignard e Marco Fabbri saranno impegnati a Skate America. 
Esordio immediato a Skate America anche per la coppia di pattinaggio di figura composta da Stefania Berton e Ondrei Hotarek, poi impegnati nella Rostelecom Cup russa; i campioni italiani, reduci dal quarto posto agli Europei 2014 e da un altro quarto posto nei Giochi Olimpici Invernali a squadre (dove, come coppia, si erano piazzati soltanto undicesimi), sono affamati di podio. C'è di che ben sperare in vista del Grand Prix, dunque. Il secondo duo azzurro di figura vedrà Nicole Della Monica e Matteo Guarise scendere sul ghiaccio in Cina prima ed in Francia poi.
In ambito maschile, unico rappresentante dell'Italia convocato al Grand Prix è il giovane moscovita Ivan Righini, campione azzurro 2014 e 13° ai Campionati Mondiali 2014; sarà impegnato nella tappa russa e nell'ultima tappa in calendario, l'NHK Trophy di Osaka.

Per approfondire:

sabato 21 giugno 2014

Pattinare in ogni stagione, tra ghiaccio e roller

Cosa fa un'amante del pattinaggio su ghiaccio quando è estate e si sforano i 30 gradi? O si sottopone ad estenuanti trasferte alla ricerca di stadi del ghiaccio aperti sotto il solleone oppure si arma di coraggio e tenta di muoversi con ciò che, a prima vista, può sembrare simile ad un paio di pattini da ghiaccio: i roller.
Rispetto ai tradizionali pattini a rotelle, i roller hanno le ruote in linea e quindi, in via puramente teorica, il peso del corpo andrebbe distribuito in modo più similare a quanto avviene con i pattini da ghiaccio, sebbene la superficie a contatto rispettivamente con strada o ghiaccio sia diversa.
Ho quindi comprato un paio di roller molto basic - tanto la mia passione è e resta il ghiaccio - e sono andata al parco vicino casa, dove è disponibile una piccola pista riservata a pattini e skateboard.

La prima, abissale differenza tra i miei pattini da individuale e i roller sta nel peso: questi ultimi sono infinitamente più pesanti rispetto ai primi ed anche lo scarponcino è molto, molto più rigido. Il peso non è questione da sottovalutare, soprattutto se si intendono eseguire salti o figure come l'angelo, l'anfora o il carrellino (chiamato anche pipa, o carrettino o con altri nomi ancora, a seconda delle regioni); a me, personalmente, sono bastate le prime tre spinte per capire che di tentare salti non se ne parlava neppure e, dopo le prime due clamorose sederate, ho anche rinunciato all'idea del carrellino. E' andata decisamente meglio con l'angelo - sebbene abbia faticato di più, rispetto al ghiaccio, proprio a causa del peso maggiore del pattino - e con l'anfora (non serve, vero, che vi sottolinei il fatto che, comunque, non li ho eseguiti come Carolina Kostner o Valentina Marchei e che non li avrei eseguiti così nemmeno se fossi stata sul ghiaccio?). Comunque: ce la si fa.

A distogliermi dalla folle idea di tentare salti, poi, c'è stata anche la totale mancanza di punta.
Lama di pattini da figura e lama di pattini da hockey
La punta è quella cosa che fa impietosamente incastrare i principianti nel ghiaccio, spesso facendoli cadere (non è un caso che i pattini a noleggio siano più simili a quelli da hockey, senza punta), ma è anche quella parte della lama indispensabile per fare presa sul ghiaccio, grazie ai "dentini", e spiccare il balzo per un salto, o anche iniziare una rotazione per la trottola. E, banalmente, per frenare di botto se un ragazzino scapestrato ti si lancia davanti!
Frenare di botto coi roller è tutt'altro che uno scherzo, almeno fino a quando non ci si abitua a pensare che il freno è in coda... A momenti il ragazzino scapestrato lo travolgevo!
Nella mia prima escursione al parco con i pattini in linea ho trovato parecchia differenza anche per quanto riguarda i fili (per la verità, non so nemmeno se in fatto di roller sia corretto parlare di fili... ma va beh, l'importante è capirsi): coi pattini da ghiaccio le curve - e anche tutte le figure come le già citate anfora e angelo - si eseguono spostando il peso del proprio corpo sui fili delle lame (filo interno o filo esterno); coi roller il principio è lo stesso, credo, ma ho trovato maggior difficoltà nel bilanciare il peso.
In attesa dell'inverno, con relativa riapertura del piccolo stadio del ghiaccio locale, credo che continuerò a far pratica con i roller, giusto per non dimenticare il poco che so - e perchè, comunque, questi esercizi sono una meraviglia per rassodare gambe e glutei! - ma, ribadisco, la mia passione è e resta il ghiaccio!

lunedì 28 gennaio 2013

Pattinaggio su ghiaccio: l'Europa s'inchina all'Italia

Si sono conclusi i Campionati Europei di pattinaggio artistico e di figura e l'Italia può vantare risultati  maiuscoli. Merito di una Carolina Kostner in stato di grazia, che è riuscita a domare le giovanissime russe (entrambe ancora minorenni!) Adelina Sotnikova e Elizaveta Tuktamysheva con un programma libero assolutamente perfetto (9 la media del voto conquistato dal suo "Bolero"), conquistando così il suo quinto oro europeo, ma merito pure di una brava e grintosissima Valentina Marchei, purtroppo relegata ancora a un passo dal podio.

Carolina Kostner, settimo podio conquistato agli Europei

A scrivere il nome della nostra nazione in lettere dorate nella storia del pattinaggio hanno contribuito poi Stefania Berton e Ondrej Hotarek che, con uno splendido programma, hanno conquistato il terzo posto nella gara di artistico a coppie: il primo podio europeo di sempre nella storia di questa disciplina per l'Italia.

Ondrej Hotarek solleva Stefania Berton.
Una classe e un affiatamento che valgono il primo podio italiano

Un altro prestigioso bronzo europeo arriva poi dalla collaudatissima e sempre più affiatata coppia di danza: Anna Cappellini e Luca La Notte regalano una medaglia al nostro Paese grazie ad una "Carmen" capace di incantare.
Un Campionato Europeo ricco di soddisfazioni, dunque, ma che forse fa risaltare ancora di più la mancanza di un atleta che sappia competere ad altri livelli nel singolo maschile: fuori sia Paul Bonifacio Parkinson che Paolo Bacchini prima di giungere alla finale. Un peccato.

Poco o nulla centra con l'Italia lo spagnolo Javier Fernandez, primo podio nella Storia (e subito con un oro!) per la Spagna in una competizione internazionale, ma mi pare giusto citarlo visto che la stampa di casa sua ha liquidato l'impresa con una media di tre righe. Lui, sportivamente, ci aveva riso su da subito, profetizzando dall'alto del podio: "Rubare spazio a Casillas e Messi? Non credo proprio" e infatti il suo vaticinio ha trovato triste conferma. Ecco, forse in comune con l'Italia c'è questo: che neppure i successi più grandi riescono a distogliere l'attenzione da quel carrozzone corrotto e fasullo che è divenuto il calcio.

venerdì 11 gennaio 2013

Non sono mica Wonder Woman!


L'essere stata ferma, lontana dal tatami e praticamente senza il benchè minimo allenamento fisico, per quasi due anni ha scatenato in me un effetto inaspettato: ora che l'asma è scomparsa (mitica la mia pozione magica!), mi sto allenando come una pazza!
Lunedì, Kung Fu; martedì, JKD Kali; mercoledì, Kung Fu; giovedì, pattinaggio su ghiaccio; venerdì, Kung Fu al pomeriggio, JKD Kali la sera. Il sabato e la domenica, poi, se c'è la possibilità di partecipare a qualche stage non me lo lascio scappare.

In questi ultimi mesi sono in formissima, mi sento benissimo, ho già ampiamente smaltito la ciccetta accumulata a suon di antipasti, panettoni e squisitezze natalizie varie, la cellulite ha deciso che sono un'avversaria troppo dura per lei e ha levato le tende, ma... puff! Che stanchezza! Non sono mica Wonder Woman!

Mercoledì sera il Maestro ci ha deliziato con un allenamento di Kung Fu T'Ienshu particolare, definito di mini-mini-mini pressing (che se quello è il "mini-mini-mini" ho sinceramente paura di vedere come sia un allenamento con pressing reale!), con tecniche di calci e pugni a profusione in preparazione ai combattimenti. Bellissimo! Il giorno dopo, però, non ho voluto lasciarmi sfuggire la possibilità di andare a pattinare sul ghiaccio: ora che le feste sono finite, la pista è spesso semi deserta e capita sovente che ci siano istruttori e pattinatori "seri" che gentilmente dispensano consigli e dritte... un'occasione troppo ghiotta!
Così giovedì sera sono andata alla pista di ghiaccio di Saronno. E ho fatto un disastro dopo l'altro! Sono persino riuscita a cadere mentre provavo una sequenza di tre di valzer! Roba da principianti. E a momenti mi spianavo a pelle d'orso persino con una banalissima "libellula"! 

(vignetta di Luca Bonisoli, che ringrazio!)
Ma la cosa peggiore non è certo questa: uno, quando pattina, lo mette in conto di poter cadere. Nossignori, la cosa peggiore è che ora sono a pezzi! Non c'è un singolo muscolo del mio corpo che non mi faccia male! Sono talmente tanto indolenzita che ho scoperto di avere parti anatomiche di cui ignoravo l'esistenza, solo perchè ora mi fanno male.
Rientrando a casa ieri sera, per un momento ho persino pensato di accasciarmi sul pianerottolo e aspettare che mio marito rincasasse e, preso da pietà, mi portasse in braccio su per le scale sino al nostro appartamento... poi l'orgoglio ha avuto il sopravvento e ho arrancato lungo gli scalini.
Ma il lato più comico della faccenda sapete qual è? Che tra qualche ora dovrò essere in palestra per l'ultimo allenamento settimanale di Kung Fu! Oddiomuoiooo!!!

martedì 8 gennaio 2013

Ghiaccio infuocato, con Dirty Dancing

Vi ricordate "Dirty Dancing", il romanticissimo film con il mai abbastanza compianto Patrick Swayze e  la bella e talentuosa Jennifer Grey? Quel film è diventato una vera icona degli anni '80 e la scena del ballo, sensualissimo per l'epoca in cui è ambientata la vicenda, è entrata nella storia del cinema ed è stata riproposta in centinaia di varianti.
Ma io vi assicuro che, bella così, come nel video che vi propongo qui sotto, non è mai stata! Interpretata magistralmente dai bravissimi Stefania Berton e Ondrej Hotarek - non a caso la miglior coppia italiana di pattinaggio artistico, che ha mancato per un soffio il podio europeo nella stagione 2011/2012 - ecco dunque a voi la splendida "Dirty Dancing" in grado di infuocare l'atmosfera persino di un palaghiaccio!


lunedì 31 dicembre 2012

Auguri di buon anno, con Opera on Ice

E' tradizione consolidata aprire l'anno nuovo con il celebre Concerto di Capodanno, diretto da un Maestro di fama mondiale e trasmesso in tv a livello nazionale. Ebbene, io ho pensato di farvi gli auguri tramite una mia personalissima modifica alla tradizione e vi propongo qui di seguito un video da me realizzato con parti delle esibizioni di Opera on Ice. Si tratta di un evento straordinario (lo dico per quanti non siano particolarmente affezionati alla lirica e/o al pattinaggio di figura) che ha visto esibirsi, nella splendida cornice dell'Arena di Verona, i nomi più noti del pattinaggio mondiale sulle note delle arie più celebri delle opere, che hanno preso vita grazie al Maestro, all'orchestra ed ai cantanti presenti dal vivo.

"Opera on Ice" è stata trasmessa da Canale 5 il pomeriggio di Natale, ciò che trovate nel video qui sotto è uno stringato "riassunto" che certamente non rende giustizia nè alla bravura degli atleti - Anna Cappellini e Luca La Notte, Stephane Lambiel, Carolina Kostner, Shizuka Arakawa, Evgeni Plushenko, le Hot Shivers... - nè alla maestria di orchestra e cantanti: chiedo scusa a loro per il mio maldestro operato che ha il solo scopo di offrire a voi che mi leggete un assaggio di questo magnifico spettacolo, insieme ai miei migliori auguri per un sereno 2013! 



(Se questo "assaggio" vi ha fatto venir voglia di gustare appieno la magnificenza di questo eccezionale evento, in edicola è possibile acquistare il DVD insieme al settimanale "TV sorrisi e canzoni" - Grazie a LorySkating per la preziosa informazione e, chiaramente, tanti auguri di buon anno anche a lei e a tutte le appassionate e gli appassionati di pattinaggio!)

martedì 27 novembre 2012

Pattinaggio sul ghiaccio a Saronno

Ci sono persone che sognano di possedere conti correnti con milioni di euro, altri vorrebbero la casa al mare o lo chalet tra i monti… Io mi accontento di molto meno!

La pista di pattinaggio su ghiaccio a Saronno! E' piccolina, passano lo Zamboni più o meno una volta al giorno, si accumula ghiaccio smosso e capita che le gocce di condensa creino piccoli dossi ghiacciati sulla superficie… ma per me è il Paradiso in terra, soprattutto quando, come questa sera poco prima della chiusura, rimane completamente deserta e posso sbizzarrirmi!

Ho già avuto modo di dire in passato che in realtà io non so pattinare sul ghiaccio: sebbene mi appassioni tantissimo, non ho mai frequentato corsi da piccola e… beh, cominciare a prendere qualche lezione a 35 anni suonati non è che mi abbia collocata tra le più agguerrite rivali di Carolina Kostner e Valentina Marchei! 
Però mi piace davvero moltissimo, mi diverte, mi fa sentire bene… e allora perchè mai non pattinare? Di campioni, al mondo, in qualsiasi disciplina, ce ne sono pochi, ma le persone che possono godersi appieno qualche momento di sano divertimento grazie ad uno sport sono moltissime! E io faccio parte di questa marea, semplicemente.

Ed ecco qui i miei piedoni, dentro i pattini da ghiaccio vecchiotti ma che continuano a svolgere il loro dovere, fotografati da me medesima col cellulare. 
Che bel pomeriggio è stato! 

P.S. Nel caso voleste cimentarvi anche voi nel pattinaggio e vi troviate a passare da Saronno, qui trovate tutte le info del caso.

venerdì 10 febbraio 2012

Salvo il palazzetto del ghiaccio di Casate



Che bello iniziare la giornata con una buona notizia! Stamani ho letto sul quotidiano "Corriere di Como" che è stato siglato l'accordo tra Comune di Como, Como Servizi Urbani ed i residenti di Casate per salvare lo stadio del ghiaccio. La nostra mobilitazione - web e non solo - è dunque servita! Evviva!

Qui di seguito riporto integralmente l'articolo del "Corriere di Como", a firma di Andrea Bambace, perchè purtroppo il loro sito web ha il brutto vizio di non possedere un archivio e cancellare, dopo qualche tempo, gli articoli presenti in memoria. Eccolo qui, dunque, per i posteri pattinatori! :-)

"Accordo tra Comune, Csu e residenti. Montini: «Entro settembre l’insonorizzazione»«Il palazzetto non chiuderà». Era la notizia attesa dagli oltre 600 atleti che ogni giorno si allenano sul ghiaccio di Casate. La stessa persona che, nelle scorse settimane, aveva sollevato il rischio di chiusura dell’impianto, oggi assicura la città che i cancelli di Casate non chiuderanno - come si temeva - il primo marzo 2012. Quella persona è Mariano Montini, presidente di Csu, la società che gestisce l’impianto. Ciò che gli permette di rasserenare gli atleti è un accordo (ancora informale) tra i residenti, il Comune e Csu, concluso martedì pomeriggio al termine di una riunione. «È finita a tarallucci e vino», dice Montini, per far capire come l’accordo tra le parti ormai sia cosa da considerarsi fatta. Scettici, però, alcuni dei 2.590 sostenitori della pagina Facebook “Salviamo il palaghiaccio di Casate”. «Fino a che non vediamo tutto scritto, nero su bianco, è tutto come prima», è comparso ieri sulla bacheca del social network. A minacciare le sorti del palaghiaccio era un cavillo burocratico. Da anni, chi abita attorno all’impianto si lamenta per i rumori causati dalle attività sportive. L’Arpa aveva effettuato rilievi fonometrici dai quali era emerso che il rumore era eccessivo. Così, Montini si era visto recapitare un decreto penale di condanna, poi oblato. Nel frattempo, Csu aveva preparato un progetto di insonorizzazione del palazzetto, mai appaltato perché la barriera antirumore avrebbe, seppur di poco, invaso confini che formalmente non erano del Comune di Como (proprietario del palazzetto). I residenti avevano dato tempo a Csu fino al 29 febbraio, prima di riprendere l’azione legale. Ma, a causa del cavillo sui confini del terreno, il mese scorso s’era capito che l’insonorizzazione non sarebbe mai stata completata entro l’ultimatum dettato dai residenti. Ecco perché Montini aveva lanciato l’allarme: «O entro il 29 febbraio il Comune risolverà la questione dei confini, oppure dovrò chiudere a malincuore il palaghiaccio. Non rischio altri guai giudiziari, dopo il decreto penale». Martedì, finalmente, la situazione si è sbloccata. «I residenti hanno capito - dice Montini - Verrà prorogata la convenzione che avevamo sottoscritto, che ci imponeva di insonorizzare entro il 29 febbraio. Credo che entro settembre, inizio della stagione 2012-2013, avremo ampiamente finito i lavori. Avrei chiuso il palazzetto solo se i residenti avessero manifestato l’intenzione di intraprendere un’azione legale dopo il 29 febbraio. Visto che l’ipotesi è stata scartata, il palazzetto non chiude». Trovato l’accordo sul problema dei confini, non resta ora che formalizzarlo. «Sarà compito del Comune; i confini di fatto devono corrispondere con quelli di diritto. Quando il Comune ci darà il permesso di costruire, bandiremo la gara d’appalto. La procedura non sarà lunga». Vale a dire? «Due, tre mesi al massimo dal permesso di costruire. Poi cominceranno i lavori, che dureranno altri due o tre mesi». Se i tempi di Montini fossero corretti, entro luglio-agosto il palazzetto dovrebbe già essere insonorizzato. I costi, infine. «In gara d’appalto - conclude il presidente di Csu - partiremo da 160mila euro». Si gioca al ribasso, ovviamente."

Comunque andrà a concludersi in seguito la vicenda, è bello sapere che i giovani pattinatori come quelli seguiti dal blog Loryskating potranno continuare ad avere un posto in cui allenarsi e divertirsi, crescendo in modo sano. Una buona notizia per iniziare bene il fine settimana!

giovedì 2 febbraio 2012

Giornalisti, brutta gente




Carolina Kostner ha vinto i Campionati Europei di pattinaggio. Ancora. E' la quarta volta che le riesce questa impresa e, adesso, i giornali pullulano di aggettivi superlativi. Titoli ed occhielli parlano di "meraviglia", "esecuzione perfetta", la descrivono come "incantevole", "leggiadra", "favolosa".

Gli stessi giornali che avevano sparso fiumi d'inchiostro parlando dei suoi fallimenti, che l'avevano data per finita, gli stessi cronisti che l'avevano ribattezzata con perfidia Cadolina nel corso del suo periodo nero, in questi giorni sono tutti qui a spremersi le meningi per trovare il modo di descrivere il successo di quest'atleta in modo accattivante e non ripetitivo. Che schifo!

E la nostra atleta non è certo sola. Tanto per restare in tema di pattinaggio su ghiaccio, non mi pare di ricordare titoli che piangevano la lontananza del campione russo Evgeni Plushenko durante il suo biennio di esclusione dalle competizioni. Ma ora che lo zar è tornato, ecco qui gli scribacchini - che, purtroppo, non posso nemmeno definire di bassa lega, perchè tra loro ci sono nomi altisonanti e firme note del giornalismo sportivo - a sfornare battiture su quanto la sua prestazione sia stata formidabile, su come sia stato capace di confermare un primato sublime. Una vergogna!

Carolina, nel corso della serata di Gala a chiusura degli Europei, è stata intervistata dalle inviate di Rai Sport e con le sue parole ha confermato di essere una ragazza semplice, coi piedi ben piantati a terra, concreta e sensibile. Una ragazza che ama quel che fa, che pattina con passione, che ce la mette tutta anche se i risultati a volte premiano l'impegno e altre no. Perchè le variabili, in questo sport come nella vita, sono moltissime e non c'è mai la garanzia, per nessuno, sul ghiaccio come fuori, che tutto fili liscio.

Non credo sia un caso che Carolina abbia voluto ringraziare i suoi tifosi sottolineando come il ringraziamento non fosse rivolto solo a quelli dell'ultima ora, ma soprattutto a chi le è stato vicino e ha continuato a credere in lei nonostante le delusioni, aspettando che tornassero momenti migliori. Sono felice e orgogliosa di poter dire che ho sentito un pezzettino di quel ringraziamento anche per me, ma continuo a chiedermi come possano i giornalisti essere tanto voltafaccia.
Ho fatto parte della categoria, so che si scrive ciò che si sa verrà pubblicato - perchè i giornalisti con uno stipendio fisso sono pochissimi, la maggior parte viene pagata a pubblicazione - ma questo basta a far sputare sentenze? Il bisogno di guadagnare giustifica il fatto di ferire deliberatamente qualcuno, di spargere veleno su chi comunque ha fatto del proprio meglio?

domenica 22 gennaio 2012

Stadio del ghiaccio di Casate verso la chiusura?



Anna Cappellini è comasca e lei, che a breve difenderà i colori dell'Italia sul ghiaccio di Sheffield in coppia con Luca Lanotte, a Casate ha trascorso ore e ore sui pattini; su questo ghiaccio hanno dato prova della loro bravura campioni del calibro di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, Ondrej Hotarek e un'altra comasca celebre: Francesca Rio. Per non parlare, poi, dei numerosi incontri di hockey disputati qui, a poca distanza dal cuore della città.

Ora lo stadio del ghiaccio di Casate rischia di chiudere e, purtroppo, quella che si prospetta all'orizzonte non è la consueta chiusura stagionale bensì un addio definitivo. Ecco perchè ricevo e volentieri pubblico questa lettera, scritta da un'appassionata di sport "minori" che proprio nulla hanno di piccolo; ecco perchè chiedo a voi, che mi leggete, di dare diffusione di questo messaggio (via Twitter, via Facebook, via mail… come per le marmotte e per la cascata, ogni mezzo è buono!).

"Al sindaco Bruni piace, evidentemente, andare contro tendenza: mentre in moltissime città italiane le feste di Natale hanno coinciso con l’apertura di piste di pattinaggio su ghiaccio, lui ha lasciato Como senza questa possibilità di divertimento. E non si tratta solo della piccola pista temporanea che negli scorsi anni aveva allietato piazza Cavour: Como potrebbe, infatti, perdere la ben più nota e frequentata pista dello stadio del ghiaccio di Casate.

Il prossimo 29 febbraio, infatti, il palazzetto del ghiaccio potrebbe chiudere definitivamente i battenti, lasciando numerosi atleti ed appassionati orfani di una struttura sportiva che ha fatto e continua a fare la storia di Como. La colpa? Tanto per cambiare, di lungaggini burocratiche, sviste e dimenticanze più o meno verosimili. Proprio come nel caso delle paratie, dell’ex Ticosa, del nuovo Ospedale S. Anna… e ci fermiamo qui, perché la lista potrebbe essere ancora lunga.

Ecco, in estrema sintesi, la causa della probabile chiusura: quanti risiedono nei pressi del pala ghiaccio hanno chiesto che l’impianto sportivo venisse insonorizzato e, poiché i responsabili facevano orecchie da mercante e si rimbalzavano le responsabilità, hanno infine promosso una causa legale. Già lo scorso mese di ottobre è stato possibile riaprire la struttura solo grazie all’impegno, assunto da Comune e da CSU (Como Servizi Urbani), di insonorizzare il palazzetto del ghiaccio entro il 29 febbraio; impegno che ha consentito di bloccare temporaneamente l’azione legale intrapresa dagli esasperati vicini. Ma ora il tempo stringe e i lavori di insonorizzazione non sono ancora neppure partiti.

“Purtroppo è sopraggiunto un intoppo burocratico che ha bloccato i lavori – ha dichiarato Mariano Montini, responsabile di CSU – e non posso farmi carico di un processo penale per una questione che non è di mia responsabilità”; ecco, appunto, come dicevamo poc’anzi: lungaggini burocratiche e rimpallo di responsabilità. Come sempre.

A dare una sveglia al Comune e, al contempo, a far nascere la protesta hanno provveduto i diretti interessati: gli atleti che giocano a hockey e che praticano pattinaggio e, naturalmente, i genitori di bambini e ragazzi allievi delle diverse società. Su Facebook è nato il gruppo “Salviamo il pala ghiaccio di Casate” che in pochi giorni ha già raccolto oltre 800 adesioni e che punta ora a coinvolgere nella protesta campioni dello sport e, perché no?, persino Striscia la Notizia.E mentre Busto Arsizio si dà da fare per costruire uno stadio del ghiaccio che possa far concorrenza a quello di Varese, Como pensa bene di lasciar andare in malora il proprio. Ma, si sa, a Stefano Bruni piace andare contro corrente".

La protesta è approdata anche su un quotidiano online locale, ma mi raccomando: diffondete, diffondete, diffondete! Grazie!

giovedì 12 gennaio 2012

Tutto è relativo


Dopo anni e anni di arrancamenti sulle lame, finalmente ho deciso e mi sono iscritta a un corso di pattinaggio su ghiaccio.
Le prime lezioni, inutile negarlo, sono state un autentico shock! Tanto per cominciare, ho scoperto che qualunque cosa facessi prima, non era pattinare sul ghiaccio: le spinte avanti (che sarebbero poi i semplici "passi" per muoversi in avanti) sono tutta un'altra storia, gente!
Tanto per cominciare, i piedi devono essere messi in modo da formare una T, con il piede che dovrà spingere posizionato dietro all'altro; anche e spalle devono essere in linea perpendicolare rispetto alla direzione in cui ci si muoverà; durante la spinta, il peso del corpo si sposta dal piede che ha spinto a quello che scivola sul ghiaccio e il piede che ha spinto deve restare sollevato dalla superficie, formando un angolo di circa 45°, mantenendo la gamba tesa dietro e la punta del piede rivolta verso l'esterno… Non so se rendo l'idea!

Insomma, io ero quella che si allacciava i pattini e via! Adesso no. Adesso ho un'insegnante bravissima, che avrà la metà dei miei anni e che ai miei occhi è paragonabile a Carolina Kostner e Valentina Marchei, e che è INFLESSIBILE. Avete presente quando il Ragionier Fantozzi prende lezioni di biliardo e dice che gli basterebbe imparare a perdere, ma il suo insegnante lo bacchetta ripetutamente dicendo che con lui o si diventa campioni o niente? Ecco!

"Su la schiena!", "Dritte le spalle!", "Piega il ginocchio!", "Alte le braccia!", "Ferme le spalle!", "Ruota l'anca!" e così via, così via, così via… Adesso stiamo imparando il tre di valzer, ed ecco che si scopre come tutto sia relativo: la nostra insegnante, chiaramente, esegue un tre assolutamente perfetto disegnando sul ghiaccio con la lama del proprio pattino un invidiabile 3. Facile come bere un bicchier d'acqua. Talmente facile che la Wikipedia in italiano non contempla nemmeno il tre di valzer tra le proprie voci. Per scovare qualcosa è necessario cercare "3 turn" o "three turn" e leggersi la definizione su Wikipedia in inglese dove, per la cronaca, si trova scritto: "Il tre di valzer è considerato un giro basilare nel pattinaggio di figura. Insieme al mohawk è il primo giro che viene imparato dai pattinatori principianti e il modo più usato dai pattinatori per cambiare direzione". Una bazzecola!

Ecco, io con questa bazzecola ci litigo da giorni! Qui sotto inserisco un video per farvi capire con esattezza di che si tratta. Signore e signori, ecco a voi un tre di valzer.


Le lame dei pattini dovrebbero disegnare sul ghiaccio due semicerchi pressochè perfetti, roba da compasso; io disegno due sofficini sfatti, muovo troppo le spalle, mi sbilancio in avanti correndo il rischio di fare davvero la fine della Viviana disegnata da Luca nella vignetta di inizio post (grazie ancora, Luca!)… Un disastro su tutta la linea!

Ma - ebbene sì, in tutta questa tragicomica vicenda c'è un "ma", che dimostra in modo inequivocabile che tutto è relativo - un giorno in cui la pista era aperta al pattinaggio libero io gironzolavo ripassando le lezioni: filo interno, filo esterno, cambio direzione, avanti, dietro, avanti, gru, filo interno, filo esterno, angelo… ed ecco che una ragazza, venticinque trent'anni circa, sbuca dalla folla di pattinatori, mi si avvicina e mi chiede se sono un'insegnante di pattinaggio. A me! L'ha chiesto a me! Ed era persino seria! Roba da non credere!
E' stato solo in quel momento che mi sono guardata attorno ed ho scoperto di muovermi sui pattini con più tranquillità e scioltezza di moltissimi altri. Tutto è relativo: per alcuni già non pestare una sederata ogni tre passi è un successo, per altri il tre di valzer è una sciocchezza. Io, al momento, sono a metà strada tra questi due estremi.
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