Che serate, accipicchia!
Avere la possibilità di allenarsi con un atleta, un campione ed un insegnante del calibro di Wander Braga è sempre un'opportunità fantastica.
Ospite dal 29 al 31 ottobre dell'Accademia Marziale Saronno, "The Crusher" ha messo la sua profonda conoscenza del Brazilian Jiu Jitsu e delle MMA a disposizione di noi partecipanti ai seminari, prodigo di spiegazioni e sempre pronto a correggerci, incoraggiarci, spronarci nell'esecuzione degli esercizi.
Personalmente, dal momento che ormai da anni non sono più interessata alle competizioni, ho apprezzato molto le tecniche utilizzabili in un contesto di difesa personale.
La speranza, naturalmente, è sempre di non dovervi mai fare ricorso, tuttavia è stimolante poter accrescere il proprio bagaglio di conoscenze in fatto di arti marziali e di autodifesa.
Sono molto grata a Wander Braga per questa opportunità di crescita che mi ha offerto, è stato - come sempre - un piacere ed un privilegio potermi allenare sotto la sua direzione e spero che potremo presto averlo nuovamente a Saronno.
Quest'anno non è cominciato nel migliore dei modi, per me. E, devo dire, neppure in modo accettabile.
Ok, siamo onesti: quest'anno scolastico è iniziato proprio nel peggiore dei modi per la sottoscritta! Giusto un paio di lezioni e poi sono rimasta immobilizzata da dolori lancinanti a collo e schiena, tanto da dover ricorrere alle cure di un chiropratico. Sistemati alla bell'e e meglio il collo e la mia malridotta colonna vertebrale, ecco un raffreddore di proporzioni epocali, accompagnato da mal di gola e tosse.
Insomma: sono a pezzi!
E, quel che più conta, sono ferma!
Non mi sto allenando, non sto facendo un accidente di niente, col risultato che sono nervosa all'ennesima potenza e, chiaramente, tutto questo non mi fa certo bene. Lo so benissimo che dovrei calmarmi, accettare rassegnata ciò che è successo ed aspettare pazientemente che passi, però mi girano le scatole, che volete che vi dica?
Chi mi conosce un minimo l'avrà sospettato: nonostante la chiusura dei corsi, nonostante il caldo feroce, nonostante tutto e tutti anche quest'estate un minimo di attività fisica l'ho fatta. Non abbastanza da impedirmi da metter su un po' di ciccetta grazie alle prelibatezze altoatesine, ma sufficiente a ricordarmi che ho un corpicino da ultraquarantenne che necessita di una certa manutenzione ordinaria e straordinaria.
È con una dose di sollievo, dunque, che annuncio la ripresa dei corsi dell'Accademia Marziale Saronno, corsi che mi vedranno nella duplice veste di allieva - c'è sempre da imparare! - e di insegnante dei bambini.
Basta spaparanzo, dunque: riprendono i corsi!
Ecco gli orari:
T'Ienshu bambini - lunedì e mercoledì, dalle 18.30 alle 19.30
T'Ienshu adulti - lunedì e mercoledì, dalle 20.00 alle 21.30
JKD Kali - martedì e venerdì, dalle 18.30 alle 19.30
MMA - martedì e venerdì, dalle 19.30 alle 21.00
BJJ - mercoledì, dalle 19.00 alle 20.00
Tutte le lezioni si terranno presso la palestra dell'ITIS "Riva" di Saronno e per informazioni ed adesioni è possibile contattare: 338 3052798 - 338 8857054 - accademiamarzialesaronno@gmail.com
La vicenda non è nuova: quando la giustizia si mostra ingiusta, quando la legge protegge i fuorilegge, chi ha subito dolori indicibili e perdite inumane abbandona l'umanità, sceglie di divenire eroe.
Che si tratti del celeberrimo Batman o del pacifico insegnante Gerard, il sottile confine tra comune cittadino ed angelo vendicatore si dissolve come nebbia quando la legge morale decide di non soggiacere alla legge scritta degli uomini. E questa diatriba etica, il dilemma se sia più giusto accettare la legge od opporvisi quando questa ci scuote l'animo con la propria ingiustizia, avvince il genere umano fin dai tempi della prima messa in scena di "Antigone", attorno al 440 a.C.
In "Peppermint" non si trova una storia nuova, dunque. No. Ma ciò non toglie che si tratti di un bel film, ricco di colpi di scena e di... colpi marziali.
Fin dalle primissime scene il regista - lo stesso di Taken, Pierre Morel - mette ben in chiaro che nulla sarà come sembra ed infatti la vicenda di questo film di fine 2018 si sviluppa senza mai cadere nel banale o nello scontato, nonostante la trama di base non certo innovativa.
A vestire i panni dell'angelo vendicatore Riley North è Jennifer Garner, attrice non nuova agli action movie e che studiò Taekwondo ed arti marziali fin dai tempi dei suoi primi ruoli in Alias, così da essere più credibile e poter rinunciare, per quanto possibile, ad una controfigura. Ancora una volta, dunque, si assiste alla plateale dimostrazione del fatto che, se vuoi che un film d'azione risulti ben fatto, senza la necessità di ricorrere ad inquadrature da mal di mare, la scelta migliore è quella di affidare i ruoli di picchiatori a chi a botte sa fare davvero, almeno nelle nozioni di base.
Anche nella lavorazione di questo film - come già in Daredavil ed Elektra - la Garner si è avvalsa della stunt (ed amica, dopo lunga e collaudata collaborazione) Shauna Duggins, ma, inutile negarlo, quando una fisicità marziale c'è emerge nelle riprese.
La Duggins, dal canto suo, può vantare un curriculum che la vede stunt di Charlize Theron, Cameron Diaz ed Anne Hathaway, tanto per nominarne alcune, ed è stata anche nominata agli Emmy nel 2018 come coordinatrice delle controfigure: una professionista coi fiocchi, insomma.
"Peppermint" è un buon film d'azione, ben diretto e con valide tecniche di combattimento, verosimili ed applicabili - spoiler alert: ottimo il disarmo con leva articolare sfruttando il muro - una visione godibilissima e certo non banale, una buona prova di recitazione e di regia.
Ricevo sul cellulare il messaggio di un genitore più o meno di questo tenore: "Mio figlio vuole fare M.M.A. Fate questi corsi?".
Rispondo: "Innanzitutto buongiorno" e poi proseguo dando stringate informazioni.
Forse posso essere sembrata scortese al genitore, che si sarà sentito apostrofato dal mio richiamo neppure tanto velato, quasi certamente mi avrà trovata pedante se non un'immane rompicoglioni. Probabile.
Ma salutare non è solo segno di buona educazione.
E non è un caso se, prima di iniziare una lezione di una qualsivoglia arte marziale, allievi e Maestri fanno il saluto.
Il saluto è, innanzi tutto, segno di rispetto. Sul tatami ed ovunque.
Salutare significa "ti vedo, ti riconosco nel tuo ruolo - di Maestro, di postino, di segretaria o di dentista non importa - ma soprattutto metto da parte per un istante l'io per dare importanza al tu".
Il buongiorno dato o non dato, dunque, non è solo un saluto, ma un sintomo. Chi non riesce a scendere dal proprio piedistallo neppure per il breve istante necessario a dire - o scrivere - questa parolina difficilmente saprà dimostrare rispetto negli altri aspetti della vita, che si tratti di accettare le indicazioni del Maestro o di rispettare la fila alla cassa del supermercato, come di onorare la scadenza di un pagamento o dare la precedenza ad un segnale di stop lungo la strada.
Quindi, no, un saluto mancato non è solo un saluto mancato. Non per me, non per noi dell'Accademia Marziale Saronno, non per chi crede e promuove certi valori.
Non lo nego: tornare in palestra, a inizio settembre, è stato difficile.
E difficile lo è ancora, certe sere.
Forse qualcuno potrebbe dire che ho le paturnie, la verità è che il problema non è qualcosa che ho, ma qualcosa che manca. Qualcuno che manca.
Manca il Maestro.
E lo so che è sempre stato a 800 chilometri di distanza e che i nostri incontri annuali si contavano sulle dita di una mano, ma c'era.
C'era.
E adesso non c'è più.
E allora a volte ho l'impressione che le mie lezioni, per quanto accurate e preparate, siano tenute navigando a vista, perché manca il faro, manca quella luce ferma e certa che guidava ogni scelta e decisione.
Cerco la forza negli altri membri dell'equipaggio, per così dire, negli altri appartenenti alla famiglia del T'ienshu rimasti, come me, orfani, ed insieme si va avanti, cercando di far bene, cercando di non deludere le aspettative che il Maestro Caposcuola nutriva su di noi.
Ho ben chiare, nella mente e sulle pagine del quaderno in cui annotavo ogni nostro incontro, le sue parole. So cosa il Maestro si aspettava da me come Istruttrice e mi dico che, anche se manca il faro, queste sue parole sono le carte nautiche che mi ha lasciato per non perdere la rotta.
Così stringo i denti e, faticosamente a volte, si va avanti a vele spiegate.
Passate bene le vacanze? Vi siete riposati, ritemprati, rilassati?
Benissimo, perché è tempo di dire basta allo spaparanzo!
Riprendono i corsi dell'Accademia Marziale Saronno e, belli carichi, Maestri ed Istruttori (inclusa la qui presente) sono pronti ad accogliervi per iniziare insieme un nuovo anno scolastico!
Non mancate, dunque!
Ci vediamo lunedì 3 settembre, per cominciare insieme una nuova stagione di allenamenti e di crescita comune.
Il super campione di Vale tudo, Brazilian Jiu Jitsu e MMAWander "the Crusher" Braga sta per tornare a Saronno, ospite dell'Accademia Marziale Saronno, per alcuni seminari tecnici ai quali potranno partecipare sia gli iscritti dell'Accademia sia quanti vorranno approcciarsi a queste discipline.
Il mio consiglio per i non addetti ai lavori è quello di non guardare filmati di queste discipline presenti su internet, che mostrano in gran parte incontri sportivi tra professionisti o comunque tra esperti e, di conseguenza, non lesinano certo tecniche violente pur di portare a casa il risultato.
Se volete davvero farvi un'idea di cosa siano queste discipline, sia in termini sportivi sia circa il loro utilizzo nell'autodifesa, la cosa migliore che potete fare è non lasciarvi sfuggire una simile occasione, sperimentando direttamente sotto la guida e la supervisione di un autentico esperto.
Con una cena, tutti insieme, si è concluso l'anno scolastico 2017/2018 di T'ienshu dei bambini che, dopo aver superato gli esami per il passaggio di grado, sono stati ben felici di potersi ritrovare "fuori dal tatami" per festeggiare in compagnia.
Come Istruttrice sono felice dei progressi fatti dai miei piccoli allievi e mi ha fatto piacere ritrovare i due più grandi agli allenamenti degli adulti, ai quali hanno potuto accedere in seguito al superamento dei recenti esami.
Si tratta, questo, di un "periodo di prova" per loro, un mese di lezioni del tutto differenti per metodologia, intensità e profondità; un passaggio, per rendere l'idea, equiparabile a quello che differenzia le scuole superiori dall'università. Se tutto andrà bene, come ci si augura, dopo questo mese di giugno ci si ritroverà insieme a settembre alla ripresa delle attività.
Le lezioni per i più piccini, invece, sono terminate e riprenderanno a settembre con l'inizio del nuovo anno scolastico.
A tutti, bambini e genitori, auguro di trascorrere delle buone vacanze all'insegna del riposo e... della quiete e della pace interiore!
Non importa se questo articolo suonerà "poco da guerriera" a chi lo leggerà, verità è ciò che il T'ienshu propone e verità è ciò che da me avrete.
Quello che quest'anno abbiamo trascorso a San Severo, in provincia di Foggia, è stato senza dubbio il raduno nazionale di T'ienshu più duro e più difficile al quale io abbia mai preso parte: eccola, la verità.
Ed è stato così devastante non per la difficoltà degli esercizi sperimentati, né per i principi di teoria affrontati, bensì per la mancanza del Maestro Caposcuola.
Quello del 21 e 22 aprile, infatti, è stato il primo incontro dopo la morte del Maestro Tronnolone e, per quanto sia stato bello ritrovare gli altri Maestri e gli Istruttori, coloro che negli anni sono diventati una sorta di "famiglia marziale", la mancanza del Maestro ha segnato indelebilmente quelle giornate nella mia memoria e nel mio cuore.
Però si va avanti.
Come lui certamente avrebbe volto.
Come, fino all'ultimo, ha raccomandato che facessimo.
Uniti, nello spirito di questa straordinaria disciplina e nel suo ricordo.
Già in passato avevo consigliato dei film per San Valentino, alcuni italiani, altri internazionali.
Questo, però, è un film che consiglio perché è decisamente nelle mie corde, per così dire.
"Come ti ammazzo il bodyguard" (titolo originale: "The hitman's bodyguard") viene definito action-comedy, così come "Innocenti bugie" di cui avevo già scritto in passato e, proprio come quest'altro film, ha tutti gli ingredienti necessari per piacermi: c'è la storia d'amore - qui ce ne sono due, per la verità, dal momento che entrambi i protagonisti hanno una donna che fa battere loro il cuore - c'è l'ironia, c'è l'azione... Insomma, l'avrete capito: se volete gustarvi un film romantico ma non melenso, che sia adrenalinico e possa piacere anche vostro lui, questo potrebbe fare al caso vostro.
Micheal Bryce (Ryan Reynolds) è una guardia del corpo impeccabile, da tripla A, come ama definirsi lui stesso: pianifica ogni azione con precisione quasi maniacale, mette la sicurezza del cliente sopra ad ogni cosa, conosce il suo lavoro e vi si dedica con grande passione e coinvolgimento. La sua vita è perfetta: un lavoro che ama e nel quale eccelle, una buona quantità di soldi, una donna splendida e che ama al suo fianco (Elodie Young).
Tutto meraviglioso fino a quando il killer professionista Darius Kincaid (Samuel L. Jackson) non gli accoppa un cliente sotto il naso, ad incarico ormai concluso, facendolo precipitare nella disperazione e al più infimo gradino del personale addetto alla sicurezza.
Ovviamente, anche la sua storia d'amore naufraga.
Riuscite ad immaginare la sua gioia quando, due anni dopo, l'ex fidanzata ed agente dell'Interpol - il cui numero di telefono lui ha salvato nell'agenda dello smartphone come Male Assoluto - lo contatta affinché lo aiuti a far giungere sano e salvo fino al tribunale dell'Aja proprio il killer che gli ha rovinato la vita?
Micheal e Darius non potrebbero essere più diversi: uno protegge le persone, l'altro le ammazza dietro compenso; uno è meticoloso e pianificatore, l'altro è impulsivo ed istintivo; uno è innamorato di un'agente dell'Interpol, l'altro di una cameriera che ha ammazzato un paio di tizi che l'avevano importunata troppo pesantemente.
Eppure, come Yin e Yang, si completano e si equilibrano. Fino al felice epilogo, che giunge dopo una buona dose di sparatorie, inseguimenti mozzafiato, lotte corpo a corpo e battute a non finire.
"Come sei stato romantico a evadere per il nostro anniversario, mi amor!"
Cosa c'è di più romantico che ballare abbracciati, in un bar
malfamato mentre infuria una rissa ed il locale va a fuoco?...
La trama, che potrebbe sembrare banale ad una prima, sommaria occhiata, in realtà non lo è: (spoiler alert!) gli uomini uccisi da Darius non erano mai meno che criminali, mentre quelli salvati da Micheal il più delle volte avevano una condotta non proprio esemplare ed una morale quantomeno dubbia; ce n'è abbastanza per porsi qualche domanda sul bene e sul male, soprattutto se si prende in considerazione la storia di Darius, che viene svelata soltanto negli ultimi minuti. (Fine spoiler)
Dal punto di vista marziale, le tecniche sono realistiche, sebbene velocizzate ed esasperate come in ogni buona americanata che si rispetti, ma nel giusto quantitativo e ad una velocità umana sarebbero applicabili. Per intenderci, non c'è gente che sferra pugni mentre vola. E, credetemi, già questo è un buon motivo per apprezzare il film.
Ci sono leve articolari, proiezioni, oltre, naturalmente, a calci e pugni, ginocchiate e gomitate... Sonia, l'adorabile mogliettina di Kincaid (Salma Hayek) oltre a prendere a bottigliate nella carotide i suoi assalitori si esibisce in un paio di leve niente male ed esegue un'arm-bar davvero pregevole.
Tutto merito della combriccola di stunt capitanata da Kevin Beard, perché pare che né Samuel L. Jackson, né Ryan Reynolds e neppure Elodie Young né Salma Hayek pratichino arti marziali o sport da combattimento. Peccato. Ma il film è comunque godibilissimo e decisamente consigliato.
Vogliamo aspettare la Festa della Donna per parlare di autodifesa femminile? O, forse, preferiamo aspettare che il prossimo femminicidio, il prossimo stupro, la prossima aggressione venga strillata dalle prime pagine dei giornali o faccia parlare di sé in tv?
Meglio parlarne prima, secondo me.
Meglio parlarne ora. Ancora.
Perché in un mondo perfetto le donne non avrebbero bisogno di conoscere tecniche di autodifesa, dal momento che, semplicemente, nessuno mai le attaccherebbe. Ma non viviamo in un mondo perfetto.
E allora, mentre vi ricordo che presso l'Accademia Marziale Saronno sono attivi corsi di arti marziali e di autodifesa - anche formulati specificamente per le donne - vi lascio consigliandovi la visione di questo filmato, che trovo molto condivisibile e ricco di tecniche simili a quelle che è possibile apprendere nei nostri corsi.
Forse ci sarebbero delicati giri di parole per rendere questo concetto, a lui d'altronde era sempre piaciuto il modo che avevo di esprimermi, ma in questo momento il dolore è troppo grande perché io possa trastullarmi ad inseguire le parole.
Ci sono persone che amiamo, semplicemente, e che non siamo mai pronti a perdere.
In questi vent'anni il Maestro è stato una guida, un sostegno, un amico...
Il T'ienshu ha cambiato la mia vita. Ed il Maestro era il T'ienshu. Non solo perché lui l'aveva fondato, ma perché lo viveva, ne incarnava lo spirito.
Non so trovare le parole. E mi rendo conto di quanto questo sia assurdo: io con le parole ci ho lavorato per anni. Ma nella mente mi si affollano i ricordi, le immagini e, più ancora di quanto vissuto sul tatami, la memoria si riempie di quando lo riaccompagnavamo alla stazione dopo gli stage di Saronno, delle chiacchierate a cena, degli scherzi persino... di tutto ciò che, invece che Maestro, me l'ha reso parente. Perché ci sono legami che vanno al di là del sangue, che formano quella che è la tua famiglia anche se nessun vincolo di parentela vi unisce.
La magistratura farà il suo dovere, la giustizia farà il suo corso, chiunque è innocente fino a prova contraria e bla, bla, bla, ma nel frattempo un nome è saltato fuori, dietro le iniziali di C. C. e questo fatto apre la porta a due possibili scenari: primo, la redazione del Corriere della Sera aveva una gran voglia di "sbattere il mostro in prima pagina"; oppure, secondo, ci sono seri e concreti elementi che pesano su Carmelo Cipriano e che lasciano ritenere che abbia effettivamente violentato diverse sue allieve (qui l'articolo).
Se davvero così dovesse essere, se veramente le indagini ed i processi dimostreranno la sua colpevolezza, questo individuo non sarebbe degno di essere annoverato tra gli appartenenti al genere umano.
Non solo perché ha violato, neanche fosse la peggior bestia incapace di ragionare su elementari processi di causa-effetto, i corpi ancora acerbi di ragazzine la cui vita sarà segnata per sempre, ma anche o soprattutto perché ha violato la fiducia che queste ragazzine e le loro famiglie riponevano in lui. La violenza sessuale è l'acme, la proverbiale punta dell'iceberg di una violenza psicologica ed emotiva; l'ultima e tangibile prova fisica di un abuso invisibile quanto immenso.
L'insegnante è chi affianca le famiglie nel meraviglioso e al tempo stesso gravoso compito di forgiare i bambini ed i ragazzi, preparandoli per il futuro, trasmettendo loro non solo nozioni, ma soprattutto valori. Così, almeno, è come interpreto io l'insegnamento ogni volta che salgo sul tappeto e mi rapporto e mi confronto con i miei piccoli allievi della scuola di T'ienshu.
Mi ritrovo tra le mani giovani piantine, dalle piccole foglie un po' tremolanti, destinate a divenire le querce ed i cedri, i larici e le betulle che sosterranno il cielo di domani.
Il mio compito è prendermi cura di questi giovani, renderli forti e saldi, infondere loro fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità, spronarli a dare sempre il meglio di sé, spingerli a rispettare se stessi e chi sta loro attorno. Sono questi i valori del T'ienshu e dell'insegnamento, sono queste le cose in cui credo e che mi hanno spinto ad intraprendere questa via.
Sono idealista e, probabilmente, ho idealizzato anche l'insegnamento. È possibile, non lo nego. Certo è che io mi trovo in una posizione privilegiata: insegno per passione, non per far cassa. È questo, il T'ienshu: non a scopo di lucro, di nome e di fatto. E ciò che mi arricchisce non sono le quote mensili degli iscritti - che pure sono il tangibile riconoscimento di un lavoro svolto e che certo non fanno schifo, perché anche le insegnanti idealiste hanno bollette da pagare - ma le emozioni e le lezioni che mi danno i miei piccoli allievi.
P.S. Agli insegnanti seri di Karate, che svolgono il loro compito educativo con competenza e passione, va tutta la mia solidarietà.
Tre buoni motivi per sfoggiare questo smalto della L'Oreal, come indicano in modo eloquente le mie tre dita fotografate qui accanto.
Il primo, che immagino sia quello maggiormente auspicato dalla casa produttrice, è facile da intuire: perché è bello.
È un bel colore, una bella tonalità brillante ed allegra, adattissima all'estate e pure a queste prime giornate di settembre in cui proprio non si ha alcuna voglia di pensare all'inverno.
Non è molto coprente ed occorrono più passate perché lo smalto sveli il meglio di sé, ma il risultato è davvero appagante, merito anche del lucido, da stendere come tocco finale.
Motivo numero due: per me, grande amante degli accostamenti cromatici, è stato un vero piacere trovare uno smalto che si abbinasse alla perfezione al libro che mi portavo appresso, leggendolo sui mezzi pubblici o in attesa del metrò. Le mie unghiette andavano d'amore e d'accordo con la copertina di "Vendetta sottobanco", romance di Lucrezia Monti che mi ha tenuto compagnia questa estate e la loro tonalità, così allegra e frizzante, si adattava perfettamente allo stile narrativo ironico di questa autrice.
Motivo numero tre: questo smalto si chiama Pink Warrior. Difficile trovare qualcosa che si adatti maggiormente alla sottoscritta, non credete?
E, sebbene dubiti davvero che L'Oreal abbia pensato a questo possibile utilizzo, questo doppio smalto è fantastico da usare per i gunting!
La sua dimensione è adattissima per essere impugnata agevolmente anche da una mano piccola e femminile (ovviamente... trattandosi di uno smalto per unghie...), il vetro è abbastanza resistente da consentirne l'utilizzo in azione e...beh, certamente uno smalto per unghie non desterebbe sospetti all'interno di una borsetta o dello zaino di una ragazza. Una meraviglia in sostituzione di un dulo dulo!
Se fino a qualche settimana fa avevo il dubbio di essere vecchia, ora ne ho quasi la certezza: il mondo, evidentemente, non lo riesco più a capire e così rimango fregata. Perché io - complici anche le arti marziali - sono una persona che dà ancora importanza alla parola data, sono forse una di quelle vestigia del passato destinate a venir spazzate via dalla modernità o, nel migliore dei casi, a finire impolverata in un museo.
Siamo nel terzo millennio, baby, sveglia! Qui si segue la logica del profitto, cara mia! Altro che parola data!
E così ci siamo ritrovati letteralmente messi con le spalle al muro dal proprietario della palestra di Caronno Pertusella, tutto concentrato ad inseguire un pollo più succulento da poter spennare, due settimane prima dell'inizio dei corsi.
Chi se ne frega della pluriennale collaborazione! Alle ortiche i risultati fin qui raggiunti! Parola data? Quale parola data? Eh già... E così, addio e tanti cari saluti, perché non vogliamo essere raggirati né presi per i fondelli.
Comunque, miei cari, questa cariatide riserva ancora qualche sorpresa. Una di queste si chiama resilienza. O questo, almeno, è il nome che le hanno dato gli psicologi e tutti quei dottoroni che la sanno lunga.
A me piace la resilienza applicata in ingegneria, che vede questa proprietà come la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica.
Ecco, io così.
Ce ne dobbiamo andare? Amico, mi rimbalza!
Perché, forse, sarò vecchia. Ma, forse, sono invece depositaria e mezzo di trasmissione di valori che hanno sempre fatto parte dell'intimo umano e che ne faranno parte fino alla fine dei tempi. Perché credo e continuo a credere che la serietà, la coerenza, l'onestà, alla fine portino frutto. E così, ostinatamente, come il fico folle, stringo i denti e vado avanti.
Trovata una nuova sede (che poi è la storica palestra di Saronno, presso la quale si svolgono abitualmente gli stage e gli esami per i passaggi di grado); avvisati i genitori che, in buona parte, ci seguiranno nel trasloco, perché hanno compreso come l'improvviso cambiamento non sia dipeso dalla nostra volontà e perché anche loro credono ancora in valori come la serietà, l'onestà, l'integrità morale e l'importanza della parola data e vogliono che questi valori vengano trasmessi ai propri figli.
Le lezioni di T'ienshu per bambini - dai 4 ai 13 anni - inizieranno martedì 5 settembre presso la palestra dell'ITIS "Riva" di Saronno, in via Carso 10.
Restano confermati gli orari: ogni martedì e giovedì sera, dalle 18.30 alle 19.30.
Non vedo l'ora di ritrovarvi tutti, per ricominciare a crescere insieme!
Lo so, lo so: molti di voi staranno chiudendo la valigia, controllando di avere le prenotazioni per le vacanze, caricando la macchina e preparandosi a partire. Lo so.
Parlare di settembre, adesso, può sembrare stridente ed anche un pochino antipatico.
Ma, vista la chiusura d'anno piuttosto travagliata vissuta alla palestra di Caronno Pertusella, mi pare doveroso tranquillizzare i genitori dei miei "cuccioli marziali": nonostante il cambio di gestione, i corsi di T'ienshu per bambini si terranno regolarmente presso la palestra di via Santa Margherita 504, ora sotto l'egida della Cross Training Academy.
Si comincia martedì 5 settembre, sempre dalle ore 18.30 alle 19.30: non mancate!
Confermato, dunque, il corso; confermata la presenza del Maestro Gemma e mia; confermati l'impegno, la voglia di fare e di crescere insieme, divertendoci ed imparando; confermati gli orari delle lezioni, ogni martedì e giovedì sera dalle 18.30 alle 19.30.
Nuova, invece, la gestione della palestra, che passa alla Cross Training Academy, già responsabile dei corsi di diverse discipline di arti marziali e di sistemi di autodifesa oltre che, ovviamente, di quelli di Cross Training.
Per avere informazioni sui corsi, dunque, potete rivolgervi a loro, contattando il 3917369551, oppure, come sempre, contattare l'Accademia Marziale Saronno al 3383052798 o inviando una mail ad accademiamarzialesaronno@gmail.com
Ok, confesso: aggiornare il blog non rientra nelle mie priorità, in questo periodo.
Scusate per il prolungato abbandono.
Comunque sono molto, molto fiera dei miei piccoli allievi: Gaetano, miglior allievo per il settore "Mente"; Sofia, miglior allieva per il settore "Corpo" e tutti, ma proprio tutti i miei piccoli "Guerrieri Dragone" che hanno superato gli esami di T'ienshu per l'anno scolastico 2016/2017.
Un paio di giorni di vacanza a nostra disposizione, cielo grigio e basse temperature. Che fare? Semplice: liberiamo il nerd che è in noi!
E' così che è scattata l'ora x della "Maratona Star Wars": io, lui, il divano e, sporadicamente, pure il gatto davanti allo schermo a guardare quasi ininterrottamente l'intera saga di Guerre Stellari. Con pause per soddisfare gli insopprimibili bisogni fisiologici e poco altro, come potete ben immaginare: si tratta di una trilogia di film originali, una trilogia di prequel, uno spin-off ed un sequel, per un totale di otto film, ciascuno dei quali della durata di un paio d'ore.
Una visione in ordine logico - non cronologico di realizzazione e di uscita nelle sale cinematografiche - iniziata da quando, in una galassia lontana lontana, il giovane padawan Obi Wan Kenobi si assume il compito, affidatogli dal proprio maestro Jedi, di proteggere ed addestrare il piccolo Anakin Skywalker, sino alla caduta dell'Impero ed oltre ancora, fino alla (deludentissima) comparsa di Kylo Ren, aspirante signore del Primo Ordine ma privo di forza e della Forza di chi lo aveva preceduto.
Puxi, ambasciatore del pianeta Meow,
osserva la Principessa Leila
Una maratona che ha incluso anche la visione dello spin-off Rogue One, collocato tra "La vendetta dei Sith" e "Guerre Stellari", a parer mio di gran lunga migliore rispetto all'attuale ultimo capitolo della saga "Il risveglio della Forza". Merito anche della presenza, di indubbio spessore, di Donnie Yen, già più volte ammirato per la sua abilità in svariati film marziali (a cominciare dalla saga incentrata sulla vita del Maestro Ip Man) e, in Rogue One, monaco cieco e baluardo di una Forza che pare sul punto di soccombere al male.
Questa saga ha tutti gli ingredienti necessari per avvincere, a cominciare dalla lotta tra il bene ed il male, che in Star Wars vede schierati su fronti avversi Sith e Jedi, Impero e Ribelli.
Altra lotta da sempre al centro di miti e leggende, quella generazionale che il figlio si trova a vivere col proprio padre e che, fin dai tempi dei mitici Crono e Zeus, sfocia nel drammatico epilogo del parricidio: duemilacinquecento anni, più o meno, di dramma classico occidentale vengono qui trasposti non nello spazio sovrastante l'Olimpo greco, ma in quello siderale di una galassia lontana lontana. E poi ci sono le storie d'amore, difficili e sofferte al punto giusto per coinvolgere gli spettatori ma non tanto sdolcinate da annoiare, ambientate tra le stelle o sulle sponde del lago più romantico di tutto l'universo (e dai, concedetemi un po' di sano campanilismo comasco!).
Le battaglie, poi, sono davvero adrenaliniche: che si tratti di inseguimenti e sparatorie tra navi spaziali o di duelli con la spada laser, non c'è scontro che non conquisti ed incolli lo spettatore alla poltrona.
Per quanto mi riguarda, infine, forse non è neppure necessario sottolineare quanto questa saga sia t'ienshuica! Yin e Yang permeano l'intera vicenda (sebbene nella saga non vengano chiamati così, ma concettualmente quello sono i due volti della Forza) e solo l'equilibrio riporterà la pace; rabbia, odio e paura conducono alla rovina; i buoni non attaccano mai per primi, ma si difendono e combattono affinché ritornino la giustizia e la pace; tutti gli esseri viventi sono tra loro connessi intimamente... e potrei scovare riferimenti e citazioni a dozzine in ogni episodio!