lunedì 30 giugno 2014

Grand Prix "orfano" di Carolina, ma l'Italia può ben sperare

Da anni sempre sotto i riflettori, "nella buona e nella cattiva sorte", osannata nelle vittorie e contestatissima nelle sconfitte, Carolina Kostner ha ora deciso - dopo aver vinto tutto - di concedersi una salutare pausa lontana dalle competizioni. I pattini continueranno a far parte della sua vita - e forse non potrebbe essere altrimenti - ma per una stagione agonistica l'atleta altoatesina si limiterà a fare il tifo per gli altri azzurri, concentrandosi sullo studio, sulla sua vita di giovane donna e sui molteplici interessi dentro e fuori la pista di ghiaccio.
Valentina Marchei
(foto da Twitter @valemarchei14)
L'Italia riversa dunque tutte le proprie speranze per il singolo femminile sulla grintosa Valentina Marchei, già convocata per il Grand Prix 2014: l'atleta milanese sarà impegnata a Skate Canada International, dove l'attende la medaglia d'argento olimpica Kaetlyn Osmond, ed alla Rostelecom Cup in Russia, dove dovrà scontrarsi con la padrona di casa e campionessa olimpica Adelina Sotnikova. Valentina è reduce da una buona stagione: i XXII Giochi Olimpici Invernali si sono chiusi con il suo miglior punteggio di sempre (173.33) e con il suo miglior punteggio nel libero (116.31), entrambi registrati il 20 febbraio 2014; una crescita che l'ha portata ad essere l'undicesima miglior pattinatrice del pianeta. Già appannata la stella dell'enfant prodige russa Elizaveta Tuktamysheva, Valentina non avrà scontri diretti con un'altra atleta russa quantomeno temibile: la giovanissima Julia Lipnitskaia, che nella stagione 2013/2014 si è piazzata quinta ai Giochi Olimpici e si è messa al collo la medaglia d'argento mondiale e l'oro europeo (tra l'altro, avendo conquistato la sommità del podio a soli 15 anni, 7 mesi e 12 giorni d'età, è la più giovane campionessa europea della storia). 
Questo non significa certo che Valentina avrà la strada spianata verso il podio canadese, ma indubbiamente l'atleta lombarda ha tutte le carte in regola per ben figurare in un contesto mondiale.
Molte speranze sono riposte anche nella coppia d'oro formata dalla comasca Anna Cappellini e dal milanese Luca Lanotte, campioni del mondo di danza, che a novembre prenderanno parte sia alla terza tappa, la Lexus Cup of China, sia alla quinta, il Trophee Bombard a Bordeaux. Una sola, invece, la tappa prevista per l'altra coppia azzurra di danza: Charlene Guignard e Marco Fabbri saranno impegnati a Skate America. 
Esordio immediato a Skate America anche per la coppia di pattinaggio di figura composta da Stefania Berton e Ondrei Hotarek, poi impegnati nella Rostelecom Cup russa; i campioni italiani, reduci dal quarto posto agli Europei 2014 e da un altro quarto posto nei Giochi Olimpici Invernali a squadre (dove, come coppia, si erano piazzati soltanto undicesimi), sono affamati di podio. C'è di che ben sperare in vista del Grand Prix, dunque. Il secondo duo azzurro di figura vedrà Nicole Della Monica e Matteo Guarise scendere sul ghiaccio in Cina prima ed in Francia poi.
In ambito maschile, unico rappresentante dell'Italia convocato al Grand Prix è il giovane moscovita Ivan Righini, campione azzurro 2014 e 13° ai Campionati Mondiali 2014; sarà impegnato nella tappa russa e nell'ultima tappa in calendario, l'NHK Trophy di Osaka.

Per approfondire:

sabato 28 giugno 2014

Una passeggiata nei boschi

Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo, il nostro Bill è un gran burlone e la sua "passeggiata nei boschi" è in realtà un'autentica avventura: il tentativo - in larga misura andato a buon fine - di percorrere l'Appalachian Trail, il sentiero naturalistico più lungo degli Stati Uniti, che si snoda attraverso ben 14 Stati dalla Georgia al Maine; talmente lungo che, come sottolinea piuttosto polemicamente lo stesso Bill Bryson, "la lunghezza dell'Appalachian Trail è un dato che colpisce per la sua approssimazione. Il National Park Service, che ha la peculiarità di distinguersi sempre in modi perlomeno inquietanti, riesce a fornire nel medesimo depliant le misure di 3405 e 3542 chilometri". Comunque, considerando la stima fatta dall'autore prima di intraprendere il cammino, per percorrere il sentiero dall'inizio alla fine occorrerebbero circa cinque mesi e cinque milioni di passi
Pensando a chi si appresta a compiere una simile impresa, la mente si popola di immagini di giovani ed aitanti amanti della natura, profondi conoscitori di boschi e sentieri nonchè di tutti i trucchi indispensabili per cavarsela nelle situazioni più diverse; ebbene, Bill non era nulla di tutto ciò: a 44 anni era, per sua stessa ammissione, completamente fuori forma ed aveva nozioni molto basic in fatto di campeggio e vita all'aria aperta, tanto che quasi tutte le persone alle quali comunicò la sua intenzione di percorrere l'Appalachian Trail "si sentirono puntualmente in dovere di riferirmi qualche orrendo aneddoto relativo a un ingenuo conoscente che si era incamminato sul sentiero con grandi speranze e un paio di scarponcini nuovi fiammanti ai piedi, e che aveva fatto ritorno due giorni dopo barcollante, con un gatto selvatico attaccato alla testa o un ruscello di sangue al posto del braccio, riuscendo solo a sussurrare con un filo di voce la parola orso! prima di cadere in uno stato di agitata incoscienza". Ma Bill, incurante di tutto ciò, decide di partire insieme al vecchio amico Stephen Katz (coetaneo e persino più malconcio di lui) per l'impresa.
Le Great Smoky Mountains
Immaginate due quarantenni americani, che si erano persi di vista anni addietro "disprezzandosi cordialmente" e che non hanno nulla in comune salvo il fatto di essere sovrappeso e con qualche acciacco, per i quali il concetto di "passeggiata" normalmente contempla un'escursione all'interno di un centro commerciale caldo in inverno e fresco in estate, che percorrono insieme un sentiero lungo oltre 3400 chilometri immerso nella natura (e mantenuto in stato decoroso solo grazie all'impagabile impegno di volontari), in cui solo sporadicamente si ha modo di incappare in qualche cittadina dotata di alberghi con veri letti ed autentiche docce. Il tutto con zaini pesanti fino a 18 chili sulle spalle. 
Un orso annusa incuriosito una tenda
nel Great Smoky Mountains National Park
L'avventura di Bill e Katz si svolge all'insegna della più completa incoscienza ed è costellata da contrattempi: bufere di neve, incontri con animali selvatici e con i più strampalati esseri umani, assalti di nugoli d'insetti, acquazzoni devastanti, qualche infortunio e svariati battibecchi. "Le distanze cambiano drammaticamente quando si percorre il mondo a piedi. Un chilometro diventa un bel pezzetto di strada, tre chilometri sono una distanza decisamente ragguardevole, venti è roba da stramazzare, ottanta sono pressochè inconcepibili" scrive Bill all'inizio del sesto capitolo, ma ben presto alla distanza non si pensa neppure più: "Non c'è nulla da pensare. Piuttosto, si esiste in una specie di mobile stato zen, con il cervello come un palloncino appeso a un filo, che accompagna il corpo senza esserne realmente parte. Camminare per ore e per chilometri diventa una sorta di automatismo, ovvio come il respiro. Alla fine della giornata non si pensa più Ehi, oggi ho fatto ventotto chilometri, proprio come non si pensa Ehi, oggi ho respirato ottomila volte. Lo si fa e basta".
Un lago nel Delaware Water Gap
Bill e Katz non hanno percorso per intero il sentiero, ma la loro esperienza è bastata a Bill per raggiungere l'obiettivo che si era prefissato, quello di conoscere la natura degli Appalachi prima che fosse troppo tardi: "Gli Appalachi sono dimora naturale di una delle più fantastiche foreste del mondo, e rappresentano ciò che resta della più ricca e diversificata area boschiva che abbia mai occupato la zona temperata del globo. E si tratta di una foresta in serio pericolo di sopravvivenza. Se nei prossimi cinquant'anni la temperatura del pianeta salirà di oltre 4 gradi centigradi, come non pare impossibile che avvenga, l'intero paesaggio naturale degli Appalachi al di sotto del New England potrebbe trasformarsi in una savana". Un'esperienza che, con le debite cautele e con maggior consapevolezza, è raccomandata a tutti gli amanti della natura.

Per approfondire: 

Autore: Bill Bryson
Traduttore: Giuseppe Strazzeri
Editore: TEA Avventure
Anno d'edizione: 2001 (prima edizione TEA Avventure)

venerdì 27 giugno 2014

I misteri di Ustica e "Il muro di gomma"

Il 27 giugno 1980 la torre di controllo dell'aeroporto di Roma Ciampino perde il contatto radio con il volo di linea IH870, diretto da Roma a Palermo; sono le 20.59, il DC-9 I-TIGI dell'Itavia è decollato con 113 minuti di ritardo accumulato nei servizi precedenti, ma poi il volo è sembrato tranquillo.
Fino a quella sparizione dal canale radio. Chiamato alle 21.04 dall'operatore per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo non risponde e rimangono senza risposta anche le chiamate fatte, su richiesta della torre di controllo, da due voli dell'Air Malta che seguivano la stessa rotta. Soltanto alle prime luci dell'alba del giorno seguente un elicottero di soccorso avvista in mare una grossa chiazza di carburante e nel volgere di qualche ora iniziano ad affiorare alcuni detriti ed i primi cadaveri, la conferma alla più terribile delle ipotesi: il DC-9 è precipitato.

Tra i 77 passeggeri ed i 4 membri dell'equipaggio non ci sono sopravvissuti. Il mare di Ustica si è preso 81 vite, tra cui 13 bambini, ma le famiglie che possono piangere i poveri resti dei propri cari sono molte meno perchè soltanto 38 corpi vengono recuperati dai flutti.

Al "perchè" di questa tragedia inizialmente viene fornita la risposta di un cedimento strutturale, ma c'è chi, come il giornalista del Corriere della Sera Rocco Ferrante, a quella ipotesi non crede: una sua fonte alla torre di controllo di Ciampino, in una telefonata, gli ha detto "l'hanno tirato giù". Poche parole che bastano a far iniziare un'indagine senza fine, un'inchiesta in bilico per anni tra l'interesse giornalistico e la compassione umana magistralmente raccontata nel film "Il muro di gomma" diretto da Marco Risi.

Accantonata l'ipotesi del cedimento strutturale, lo scenario che si apre è più inquietante: il DC-9 potrebbe essere caduto a causa di una bomba a bordo, o essere stato abbattuto da un missile aria-aria sparato da un velivolo militare o, ancora, sarebbe precipitato dopo essere entrato in collisione (o in semi collisione) con un aereo militare. Certo è che quella sera il cielo attorno al volo IH870 era molto affollato, teatro di esercitazioni militari internazionali NATO o, come qualcuno ha ipotizzato, scena di guerra aerea tra un velivolo NATO ed uno dell'aviazione libica.

Soltanto nel settembre 2011 i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati, con sentenza emessa dal giudice Paola Proto Pisani, al pagamento di oltre 100 milioni di euro a favore dei 42 parenti delle vittime: i due ministeri, secondo quanto emerso nel corso del processo, non avrebbero fatto abbastanza per prevenire ed evitare il disastro e fu ostacolato l'accertamento dei fatti. Secondo la sentenza, poi, vi sarebbero responsabilità e complicità di soggetti appartenenti all'Aeronautica Militare Italiana, che operarono fattivamente per il depistaggio delle indagini.  
Sono trascorsi 34 anni da quella maledetta sera che si portò via 81 vite, distruggendo per sempre famiglie, devastando anime, e ancora non si sa la verità. Cosa accadde davvero al DC-9 Itavia? Ancora chi si interroga sul disastro di Ustica sbatte contro un muro di gomma che lo rimbalza indietro, ancora 81 morti innocenti ed inconsapevoli aspettano giustizia. 

Per approfondire:

giovedì 26 giugno 2014

Il segreto dell'eterna giovinezza

Amos e Annette Larkins
A vederli camminare insieme per strada, mano nella mano, sono in molti a pensare che "lei" sia la figlia di "lui" o, più maliziosamente, a ritenere che il Sig. Amos Larkins abbia sposato una donna con la metà dei suoi anni. E la cosa lo diverte non poco. Perchè, in realtà, lui e sua moglie Annette hanno soltanto nove anni di differenza: classe 1933 lui, classe 1942 lei.
Ma Annette Larkins pare aver scovato il segreto dell'eterna giovinezza e, alla bella età di 72 anni, sembra una splendida quarantenne, in perfetta forma. E non deve ringraziare nessun chirurgo plastico.
Sposati dal 1958, i Larkins sono l'esempio vivente di come scelte diverse portino a risultati diversi: lui, che ha lavorato come macellaio, non ha mai prestato particolare attenzione all'alimentazione nè all'attività fisica; lei è diventata vegetariana negli anni '60 e, in seguito, vegana, sino a diventare crudista. Mano a mano che le variazioni nell'alimentazione mostravano i propri segni positivi sul fisico di Annette - che non solo sembra molto più giovane di quanto non sia, ma che dichiara orgogliosamente di essere in perfetta salute e di non utilizzare medicine da decenni - lei diventava più "estremista", tanto che oggi si nutre soltanto di ciò che coltiva lei stessa nell'orto di casa, ovviamente senza l'uso di pesticidi, e beve acqua piovana che raccoglie e filtra personalmente. Il marito, dal canto suo, fedele estimatore della carne come molti statunitensi "barbecue dipendenti", soffre di diabete e di pressione alta, deve prendere ogni giorno diversi medicinali e si rammarica di non aver seguito la strada intrapresa da Annette molti anni fa.
Fisico invidiabile nonostante il passare del tempo e due gravidanze, Annette ritiene che una vita attiva e piena di interessi sia parte integrante del "segreto" per l'eterna giovinezza: si alza sempre molto presto al mattino, attorno alle 5.30, ha concluso gli studi con il massimo dei voti (aveva lasciato la scuola quando si è sposata, a 16 anni), ha imparato ad usare e programmare computer, parla tre lingue, disegna e cuce da sola i propri abiti e, ovviamente, si occupa del giardino di casa. Ha anche scritto due libri, "Journey to Health" e "Journey to Health II", nei quali spiega il viaggio da lei intrapreso verso la salute ed ha prodotto il DVD "Raw Kitchen" illustrando il suo regime alimentare e consigliando come preparare diversi piatti.

mercoledì 25 giugno 2014

Estate e abbandoni, la campagna 2014 dell'ENPA

"Non lasciare che le sue vacanze finiscano qui": è questa la richiesta dell'ENPA nella campagna contro l'abbandono degli animali di questa estate, che ha preso il via il 15 giugno e proseguirà fino a fine agosto. 
Campagna ENPA contro l'abbandono 2014
(Clicca sull'immagine per ingrandirla)
Locandine, spot radio, video e banner ricorderanno ai proprietari di cani e gatti - ma anche di altri piccoli pets come criceti, tartarughe, conigli e furetti - che un amico è per sempre e che non esistono "creature usa e getta"; l'Agenzia Cheil ha realizzato gratuitamente la campagna pubblicitaria che, sulla scorta dei dati raccolti nel corso degli anni, è ambientata su strade ed autostrade, luoghi in cui sono ancora purtroppo molto elevati gli abbandoni.
L'invito è quello di informarsi adeguatamente prima di partire, ricordando che l'abbandono non è mai la scelta giusta, e cercare una destinazione vacanziera che sia pet-friendly: sono tante, ormai, le strutture alberghiere, i B&B ed i campeggi che accolgono volentieri anche gli animali; un elenco è consultabile sull'app Vacanzebestiali, cui si può accedere anche attraverso il qr code riportato su locandine e pagine stampa della campagna.
Nelle giornate del 5 e 6 luglio, poi, dei volontari ENPA saranno presenti in molte piazze italiane per informare e sensibilizzare sul tema dell'abbandono, in occasione della seconda "Giornata ENPA contro l'abbandono".

sabato 21 giugno 2014

Pattinare in ogni stagione, tra ghiaccio e roller

Cosa fa un'amante del pattinaggio su ghiaccio quando è estate e si sforano i 30 gradi? O si sottopone ad estenuanti trasferte alla ricerca di stadi del ghiaccio aperti sotto il solleone oppure si arma di coraggio e tenta di muoversi con ciò che, a prima vista, può sembrare simile ad un paio di pattini da ghiaccio: i roller.
Rispetto ai tradizionali pattini a rotelle, i roller hanno le ruote in linea e quindi, in via puramente teorica, il peso del corpo andrebbe distribuito in modo più similare a quanto avviene con i pattini da ghiaccio, sebbene la superficie a contatto rispettivamente con strada o ghiaccio sia diversa.
Ho quindi comprato un paio di roller molto basic - tanto la mia passione è e resta il ghiaccio - e sono andata al parco vicino casa, dove è disponibile una piccola pista riservata a pattini e skateboard.

La prima, abissale differenza tra i miei pattini da individuale e i roller sta nel peso: questi ultimi sono infinitamente più pesanti rispetto ai primi ed anche lo scarponcino è molto, molto più rigido. Il peso non è questione da sottovalutare, soprattutto se si intendono eseguire salti o figure come l'angelo, l'anfora o il carrellino (chiamato anche pipa, o carrettino o con altri nomi ancora, a seconda delle regioni); a me, personalmente, sono bastate le prime tre spinte per capire che di tentare salti non se ne parlava neppure e, dopo le prime due clamorose sederate, ho anche rinunciato all'idea del carrellino. E' andata decisamente meglio con l'angelo - sebbene abbia faticato di più, rispetto al ghiaccio, proprio a causa del peso maggiore del pattino - e con l'anfora (non serve, vero, che vi sottolinei il fatto che, comunque, non li ho eseguiti come Carolina Kostner o Valentina Marchei e che non li avrei eseguiti così nemmeno se fossi stata sul ghiaccio?). Comunque: ce la si fa.

A distogliermi dalla folle idea di tentare salti, poi, c'è stata anche la totale mancanza di punta.
Lama di pattini da figura e lama di pattini da hockey
La punta è quella cosa che fa impietosamente incastrare i principianti nel ghiaccio, spesso facendoli cadere (non è un caso che i pattini a noleggio siano più simili a quelli da hockey, senza punta), ma è anche quella parte della lama indispensabile per fare presa sul ghiaccio, grazie ai "dentini", e spiccare il balzo per un salto, o anche iniziare una rotazione per la trottola. E, banalmente, per frenare di botto se un ragazzino scapestrato ti si lancia davanti!
Frenare di botto coi roller è tutt'altro che uno scherzo, almeno fino a quando non ci si abitua a pensare che il freno è in coda... A momenti il ragazzino scapestrato lo travolgevo!
Nella mia prima escursione al parco con i pattini in linea ho trovato parecchia differenza anche per quanto riguarda i fili (per la verità, non so nemmeno se in fatto di roller sia corretto parlare di fili... ma va beh, l'importante è capirsi): coi pattini da ghiaccio le curve - e anche tutte le figure come le già citate anfora e angelo - si eseguono spostando il peso del proprio corpo sui fili delle lame (filo interno o filo esterno); coi roller il principio è lo stesso, credo, ma ho trovato maggior difficoltà nel bilanciare il peso.
In attesa dell'inverno, con relativa riapertura del piccolo stadio del ghiaccio locale, credo che continuerò a far pratica con i roller, giusto per non dimenticare il poco che so - e perchè, comunque, questi esercizi sono una meraviglia per rassodare gambe e glutei! - ma, ribadisco, la mia passione è e resta il ghiaccio!

venerdì 20 giugno 2014

Buone notizie dall'Italia e dal mondo

Iniziamo con una buona notizia di solidarietà che arriva dal mondo del lavoro: a Pisa un'autista di autobus colpita da tumore aveva terminato tutte le ferie e i permessi per potersi curare. I suoi colleghi dell'azienda di trasporto pubblico CTT non ci hanno pensato due volte e hanno dato il via ad una "colletta di ore" per poter aiutare Rossella. Ogni autista ha rinunciato, con il benestare dell'azienda, ad uno dei giorni a cui aveva diritto per le festività soppresse, regalandolo alla collega affinché potesse continuare le cure senza rischiare di perdere il posto di lavoro (qui l'articolo).

Questo grande gesto di generosità e solidarietà, partito lo scorso anno, ha consentito a Rossella Cionini di mantenere il proprio impiego e, al contempo, di continuare a sottoporsi alle cure necessarie per debellare il male che l'affligge; non solo: la donna non ha usufruito di tutte le ore messele a disposizione dai colleghi ed ha così pensato di regalarle a sua volta a quanti ne dovessero avere bisogno. 
Un autentico eroe misterioso è invece il turista tedesco - di cui non sono state rese note le generalità - che domenica 15 giugno ha salvato sette bagnanti in difficoltà nel mare di Is Arenas, in Sardegna. Il coraggioso canoista non ha esitato a sfidare le onde per portare in salvo, dopo averli raggiunti con la sua canoa, i malcapitati. Soltanto una delle persone coinvolte, subito raggiunte anche da Guardia Costiera e 118, è stata trasportata in ospedale, dove i medici hanno comunque accertato un buono stato di salute generale (qui l'articolo).

Forse non entrerà nella Storia per qualche incredibile scoperta, ma lo studioso Johann Westhauser è stato protagonista di un salvataggio senza precedenti: feritosi nel corso di una spedizione di speleologia in Baviera, l'uomo è rimasto intrappolato in una grotta a 1000 metri di profondità per 12 giorni, lasciando il mondo con il fiato sospeso. Il ricercatore cinquantenne è stato infine tratto in salvo, ponendo così fine ad un'eccezionale operazione di recupero durata ben sei giorni (qui l'articolo).

In Congo, infine, la compagnia petrolifera Soco ha ceduto le armi di fronte alle proteste del WWF e la mobilitazione mondiale: il Parco Nazionale di Virunga, all'interno del quale la società aveva ottenuto il permesso di trivellare, resterà intatto. Questo parco è particolarmente importante non solo per la sua rilevanza storica - è infatti il più antico di tutto il continente africano - ma anche perchè nei suoi 8 mila chilometri quadrati trovano rifugio specie rare, alcune delle quali, come il gorilla di montagna, seriamente minacciato di estinzione. La Soco non solo ha rinunciato ai suoi progetti di estrazione all'interno del Parco, ma si è anche impegnata a rimanere fuori da tutti i siti iscritti nell'elenco del Patrimonio dell'Umanità stilato dall'Unesco (qui l'articolo).

Tornando in Italia, un lieto evento bestiale ha allietato Castiglione della Pescaia, in Maremma: qui, infatti, all'interno di un'oasi protetta, sono nati 3 piccoli di falco pescatore. Questo rapace non nidificava in Italia da almeno 40 anni, facile dunque comprendere l'entusiasmo suscitato dalla nascita di questi piccoli (qui l'articolo).
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...