
Lo so, lo so, l'universo è evoluzione: anche se stiamo fermi immobili, comunque il nostro petto si alza e si abbassa al ritmo del nostro respiro, il tempo continua col suo fluire ed il mondo attorno a noi seguita a muoversi. Tutto è in evoluzione e sarebbe assurdo attendersi che le arti marziali e gli sport da ring possano rimanere graniticamente immobili (anche perchè pure il granito viene levigato dall'acqua e dal vento, fino a sgretolarsi...).
Lo stesso Bruce Lee aveva concepito il Jeet Kune Do come un non-stile, un sistema di combattimento fluido e non fisso, in costante evoluzione e mutamento: "Sii acqua", diceva agli allievi, invitandoli ad essere adattabili.
Ma la moda è un'altra cosa. A giugno la città di Rimini è stata teatro dell'ormai consueta Fiera del Fitness "Rimini Welness" e, in quell'occasione, sono state presentate le "nuove tendenze" che approdano ora nelle palestre e nelle piscine italiane: Masala Bhangra e Kama Aerobic, ad esempio, dopo Roma sono approdate anche sulla riviera romagnola e hanno fatto parecchio parlare di sè, ma a Rimini ha tenuto banco anche una quantomeno strampalata evoluzione del pugilato, l'acquaboxe.
Come suggerisce il nome, questo sport prevede che si indossino i guantoni in acqua, a mollo in una piscina, e si tirino pugni. Chiaramente la resistenza offerta dall'acqua, maggiore rispetto a quella dell'aria, consente di sottoporre ad uno sforzo superiore i muscoli di spalle e braccia, tonificandoli. Ma io non riesco a non intristirmi pensando alla "nobile arte", tramutata ora in semplice ripetizione di movimenti meccanici stando a mollo.
Discorso del tutto simile può essere fatto per lo spiderap. Di che si tratta? In sintesi, credo che la filosofia sia più o meno: qualunque cosa tu faccia, puoi farla anche legato a degli elastici. E così ecco un gruppo di fanciulle e qualche sparuto maschietto sferrare pugni e calci a dei sacchi, il tutto stando imbracati con degli elastici. Inserisco qui sotto un video.
E francamente no, non mi consola pensare che il pugilato viene praticato da millenni mentre queste stranezze dureranno il tempo di una o due stagioni. Chi pratica acquaboxe e spiderap lo fa per tenersi in forma o perchè ritiene di imparare a difendersi? Chi insegna queste discipline con quale spirito lo fa, cosa promette agli iscritti? La moda può tramutarsi in fregatura? C'è il rischio che un allievo disilluso poi consideri panzane anche gli sport da ring autentici e le vere arti marziali? Il rischio, forse, è minimo, ma il solo fatto che possa esistere mi inquieta.






