lunedì 14 luglio 2008

Lezioni di gesso


Sono profondamente convinta che nulla accada per caso. Tutto quanto ci avviene ha una sua ragion d’essere, a mio parere. E tutto, ogni singolo evento, può insegnarci qualcosa.

Questo periodo “di gesso” mi ha dato modo di apprendere diverse lezioni: mi ha consentito ad esempio di riscoprire la relatività del tempo, una notte insonne che pare durare venti ore ed un sonno ristoratore di una manciata di minuti che rigenera e riposa come una nottata intera. Mi ha insegnato ad ascoltare maggiormente il mio corpo: ho capito appieno che il mio radio era fratturato quando, raggiunta la quarta ora d’attesa al pronto soccorso, dal mio braccio è partito un urlo terrificante che mi ha paralizzato il corpo intero; la sensazione è stata quella del celebre “Urlo” di Munch: silenzioso (non ha emesso alcun suono il mio braccio, proprio come non lo emette la tela dipinta) ma estremamente reale e… udibile. Dopo di allora, bisbigli che mi suggerivano di riposare, vocii che mi intimavano di muovere le dita della mano, sgridate che mi imponevano di non forzare per aprire barattoli o sollevare pentole…
Strettamente legata a questa lezione c’è stata quella sull’umiltà: rendersi conto che nessuno basta a se stesso, che anche un piccolo incidente può renderci inermi e bisognosi d’aiuto. Lavarsi i capelli, aprire una scatoletta di cibo per gatti, scolare la pasta o affettare un pomodoro di colpo diventano imprese difficili da compiere e se c’è qualcuno che lo fa con noi o per noi il cuore si riempie di gratitudine!

E la lezione su come ogni singola parte del nostro corpo sia importante. Io non sono mancina, fratturarmi il braccio sinistro, ritenevo, non avrebbe comportato grandi problemi; mi sono ricreduta appena tornata a casa, quando ho cercato di svitare il tappo di una bottiglia di succo di frutta senza riuscirci. Troppo doloroso cercare di far forza con la mano sinistra sul tappo o tentare di tenere ferma la bottiglia… Poi, mano a mano che il dolore si attenuava, ecco l’altra lezione: l’essere umano ha una adattabilità ed una capacità d’apprendimento sorprendenti! Io, ad esempio, col passare dei giorni ho imparato ad arrangiarmi alla bell’e meglio: il tubetto di dentifricio si può svitare anche coi denti, si può bloccare la bottiglia d’acqua tra ingessatura e sterno mentre la si apre con la mano destra, la pentola con la pasta la si solleva prendendo un manico con la mano destra e posando sotto l’altro il gesso, ci si impiega il doppio del tempo me è possibile persino fare un’asola alle stringhe o ai pantaloni di lino usando una sola mano ed un dito dell’altra mano!

E poi l’importante lezione sulla “relatività totale”, su come tutto sia relativo: mentre me ne stavo ormai da quattro ore al pronto soccorso (due ore d’attesa nel primo, poi la radiografia, il trasferimento al secondo pronto soccorso ed altre due ore e passa d’attesa), sempre più dolorante, è arrivata un’ambulanza a sirene spiegate. Il mio banalissimo “codice verde” era giustamente destinato a cedere il passo al “codice rosso” appena arrivato. Ma, nonostante l’estrema urgenza del caso e la prontezza di medici e paramedici, il ragazzo del “codice rosso” non ce l’ha fatta. Il dolore al mio braccio non è certo diminuito per questo, ma la mia impazienza ed insofferenza si sono di colpo dileguate mentre la sala d’aspetto del pronto soccorso veniva riempita dal pianto e dalle grida di dolore della giovane moglie di quel motociclista, dalla disperazione di un padre che ha visto morire il proprio figlio. Mi sono persino sentita in colpa perché col mio banale braccio dolorante toglievo tempo prezioso a personale medico ed infermieristico.

Il gesso è stato un gran maestro, mi ha dato tempo di pensare, sentire e meditare. Mi ha insegnato molto. E ha riconfermato la mia certezza che nulla avvenga mai per caso.

Desidero ringraziare tutti coloro che sono passati a trovarmi (virtualmente, telefonicamente...) durante il mio periodo di assenza forzata, che in mille modi mi hanno manifestato affetto. Grazie, davvero di cuore! Posso considerare anche questa una "lezione di gesso": non avrei mai creduto che delle amicizie virtuali potessero rivelarsi così... reali!
Grazie, davvero!
Ora, poco per volta, spero di poter ricominciare a scrivere (anche se per ora ancora moooolto lentamente e con la sola mano destra... SIGH!) e di poter tornare con maggior frequenza ai nostri incontri.

mercoledì 25 giugno 2008

Mi sono rotta!

E, purtroppo, non in senso figurato. Ieri, mentre andavo al lavoro, sono caduta riportando una frattura al radio sinistro (il post sulla mostra l'avevo impostato per la pubblicazione in precedenza...).
Tralascio il racconto dell'interminabile giornata trascorsa in due diversi pronto soccorso sia per non tediarvi sia perchè scrivere - lo confesso - è parecchio difficoltoso per me al momento.
Vi abbraccio e... spero di ritrovarvi qui quando mi verrà tolto il gesso, a luglio inoltrato!

martedì 24 giugno 2008

L'abbraccio di Vienna


Nella mia città, e più precisamente nel bel contesto neoclassico di Villa Olmo, sino a luglio sarà possibile ammirare le opere della mostra “L’abbraccio di Vienna – Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere".

Io questa esposizione sono andata a visitarla alcuni mesi fa, ma non riuscivo a decidermi a scriverne. Perché ha suscitato in me emozioni contrastanti. Diciamo che, mentre non ho nulla da obiettare circa la prima metà del titolo, non esiterei a definire “pubblicità ingannevole” la seconda metà: Klimt e Schiele sono poco e mal rappresentati, a parer mio; le loro opere si perdono nella moltitudine un po’ caotica delle altre.

La delusione provocatami dall’assenza del celeberrimo “Il bacio” di Klimt (del quale però è possibile acquistare riproduzioni su carta, stoffa, calendari, calamite ed un’infinità di paccottiglia varia) è stata tuttavia mitigata dalla scoperta di altri artisti – e relativi dipinti – in precedenza a me poco noti e che mi hanno colpita, come Alt e Moll.
In conclusione: se vi trovate a passare per Como e volete coniugare turismo ed arte, val ben la pena di dare un’occhiata a questa esposizione, ma non vi aspettate di trovare l’opera omnia di Klimt e Schiele! ;-)

giovedì 19 giugno 2008

La bicicletta


Ecco un’invenzione che indubbiamente mi semplifica la vita e che merita a buon diritto di entrare nel mio personalissimo elenco delle “Grandi invenzioni”. Il perché è presto spiegato: perché, da solo, questo mezzo riesce a rispondere a mie molteplici esigenze.

La bici è ecologica ed economica; la parcheggi ovunque (senza bisogno di cercare "gratta e sosta" nè di pagare parcheggi); a differenza dell'autobus non ti costringe a fare tutto il viaggio in apnea per evitare di sentire l'olezzo del tuo vicino; non consuma carburante, non inquina, non necessita di assicurazione nè bollo di circolazione, non devi pagare biglietti nè abbonamenti mensili; puoi fermarti in ufficio più a lungo o indugiare a guardar vetrine senza timore che scada il disco orario o che passi l'autobus, quando hai finito di fare ciò che devi salti in sella e via! ...E ti garantisce pure un sedentario bello sodo e tonico, pronto per la prova bikini!... ;-)

Ora che le belle giornate sembrano finalmente essere arrivate, sto assistendo ad un vero e proprio proliferare di "biciclettari" (i ciclisti ed i cicloamatori sono ben altro) e, se la cosa da un lato mi fa piacere, dall'altro mi vedo costretta a lanciare un appello a tutti questi ciclisti improvvisati:

A tutti voi che la bici la usate solo quando splende il sole annuncio che con l'estate le norme del Codice della Strada rimangono comunque valide! In Italia si guida tenendo la destra; non essendo il ciclista un animale da cortile dovrebbe procedere con un movimento il più possibile rettilineo e non razzolando a casaccio qua e là lungo la via; le svolte andrebbero segnalate, sporgendo all'esterno il relativo braccio (svolto a destra? Allungo il braccio destro. Svolto a sinistra? Allungo il sinistro. Facile, no?!); il campanello - e la voce - si utilizzano in caso di estrema necessità o di pericolo, non per urlare "abbonaaaaa" a chi incrociate lungo la via...

Come dite, sono stata un tantino polemica? Può essere. Ma fintanto che certi individui incapaci di intendere e di volere (ma, ahinoi, capaci di pedalare) si aggireranno per le pubbliche vie non c'è da stupirsi se gli automobilisti ritengono coloro che viaggiano in bicicletta degli animali da abbattere anche fuori dalla stagione di caccia...

lunedì 16 giugno 2008

Contro l'abbandono, in mille modi diversi


Qualcuno (fortunato lui!) ha già preparato i bagagli per partire in vacanza. Bermuda, infradito e crema solare alcuni; scarponcini, calzettoni e zaino da trekking altri.

Ma chi ha accolto nella sua vita e nella sua casa un cane od un gatto, in periodo di vacanza oltre ai bagagli deve pensare anche a qualcosa in più: come comportarsi con l'amico a quattro zampe.
Molti scelgono di lasciarlo a casa (soprattutto gli amici dei gatti, sapendo che i loro compagni pelosi non vanno pazzi per i cambiamenti), chiedendo a qualche parente o vicino di occuparsi di lui; altri optano per la soluzione offerta dai canili - e gattili - che prendono in custodia i nostri amici garantendo loro cure ed attenzioni (qui trovate una cartina con le pensioni disponibili per regione); altri ancora scelgono di portare con sè in vacanza anche l'amico a quattro zampe (sono ormai numerosi gli alberghi che accettano cani, gatti e persino furetti ed altri animali da compagnia; qui trovate un elenco).

Poi ci sono gli idioti insensibili ed inumani che, semplicemente, si "sbarazzano del peso", abbandonando la creatura che fino a pochi giorni prima avevano accudito e carezzato. Mentre auguro a costoro di trascorrere delle vacanze terribili, angoscianti e, se possibile, funestate anche dalla presenza costante di un qualche virus intestinale persistente, dedico qualche riga a chi si occupa dei purtroppo sempre troppi randagi.

Queste persone, in larghissima misura volontarie, mettono il loro tempo e spesso anche i loro risparmi a disposizione delle creaturine che vengono abbandonate. Ho già avuto modo di dare spazio ad alcuni di loro nella colonna a destra del blog, tra le notizie "In primo piano" e "Diamogli una zampa", ma desidero ora dedicare loro un post spiegando anche cosa ciascuno di noi può fare per contribuire. Tralasciando l'adozione diretta di una di queste creaturine (che sarebbe la soluzione migliore, ma purtroppo non sempre è attuabile), ci sono un'infinità di azioni più o meno grandi che ciascuno di noi può fare per aiutare cani, gatti e volontari.
Voi potete iniziare cliccando su ciascuna foto qui sotto... :-)

AmiciMici, gruppo operativo a Busto Arsizio (VA) e zone limitrofe. Come si può aiutarlo?
- Donando parte del proprio tempo come volontario
- Sostenendolo con una donazione economica (= soldini tintinnanti) o con donazione di cibo per gatti (= scatolette prelibate o gustosi croccantini)
- Acquistando i manufatti che i volontari producono e vendono in mostre feline, fiere e manifestazioni
- Realizzando (se il bricolage non vi spaventa) dei ripari per il cibo delle colonie
...


L'Arca dei Gatti, gruppo operativo a Santa Teresa di Gallura (OT). Come si può aiutarlo?
- Donando parte del proprio tempo come volontario
- Sostenendolo con una donazione economica (= soldini tintinnanti sul C/C Postale 14716070 intestato a: "L'Arca dei Gatti" Via Italia, 1 - 07028 S. Teresa Gallura - OT) o con donazione di cibo per gatti (= scatolette prelibate o gustosi croccantini)
- Acquistando uno dei simpatici
gadgets proposti a sostegno dei mici bisognosi
- Acquistando un tiragraffi o una casetta, per garantire cibo e cure ai gatti di Gallura
- Adottando un gatto a distanza
...

L'Associazione Volontari Amici dei Randagi, operativa a Brescia (BS). Come si può aiutarla?
- Partecipando alle attività di
volontariato attivo, donando parte del proprio tempo
- Diventando "
Amico dell'Oasi", con una donazione in denaro su conto corrente postale o bancario
- Donando cibo o materiale per la pulizia e l'igiene del gattile o, ancora, plaid, salviettoni, coperte, cuscini... o materiale sanitario e veterinario (guanti in lattice, cotone, siringhe, garze, antibiotici... cliccando
qui trovate tutta la lista di ciò che occorre!)
- Diventando
sponsor del gattile
- Adottando un micio a distanza
- Adottando un micio "
speciale"
...

Associazione EMI, operativa a Fagnano Olona (VA). Come si può aiutarla?
- Donando parte del proprio tempo come volontario
- Sostenendolo con una donazione economica (= soldini tintinnanti sul C/C 7807 - Banca Popolare di Bergamo ag. Cairate CIN O - ABI 05428 - CAB 50050)
- Adottando un cane a distanza
- Donando materiale veterinario (antiparassitari, anti filaria...), cibo e biscottini per le passeggiate
- Divulgando volantini o copiando ed incollando sul proprio sito web o blog il simpatico
cagnolino e facendo così pubblicità, e, naturalmente, spargendo la voce tra amici e conoscenti
...

Gli amici del Randagio, gruppo operativo a Mariano Comense (CO) e zone limitrofe. Come si può aiutarlo?
- Donando parte del proprio tempo come volontario
- Sostenendolo con una donazione economica (= soldini tintinnanti) o con donazione di cibo (= scatolette prelibate o gustosi croccantini)
- Adottando a distanza un ospite del canile
- Acquistando i prodotti a marchio Randagio Lifestyle i cui proventi sono devoluti a sostegno dei canili
...

EDIGA - Ente Difesa Gatti di Palermo, gruppo che opera a Palermo (PA). Come si può aiutarlo?
- Associandosi, versando una quota mensile di € 11,00 sul c/c postale 14556906 intestato a Ente Difesa Gatti, via Liguria, 1 - Palermo
- Adottando a distanza uno degli ospiti del gattile, inviando ogni mese per il suo mantenimento € 21,00 sul c/c postale 14556906 intestato a Ente Difesa Gatti, via Liguria, 1 - Palermo. E' possibile andare a trovare - e coccolare! - il proprio micetto adottato a distanza ogni volta che lo si desidera
- Regalando al rifugio di tutto: occorrono medicinali, pezze di lana, vecchie coperte, pane duro, pasta, carne e pesce; se volete spedire un pacco con questi doni per il rifugio, fatelo all'indirizzo di Via Liguria 1, cap 90144, Palermo, alla cortese attenzione della Sig.ra Narzisi, che è la responsabile del rifugio (in quanto il servizio di posta al rifugio, che è in aperta campagna, non funziona ancora)
- Facendo una donazione libera al rifugio di soldi per pagare il cibo, l'acqua, i detersivi, la segatura, e sacchi per la spazzatura e per finire di costruire il nuovo rifugio e quant'altro è necessario
- Donando parte del proprio tempo come volontario
- Sostenendolo con una donazione economica (= soldini tintinnanti) o con donazione di cibo per gatti (= scatolette prelibate o gustosi croccantini)
- Facendo così pubblicità, e, naturalmente, spargendo la voce tra amici e conoscenti
...
Come vedete le possibilità sono quasi infinite. Basta la volontà di dare una mano. Anche da lontano, con una piccola donazione o un'adozione a distanza. :-)

sabato 14 giugno 2008

La grotta azzurra


Da Penelope ho trovato questo. Sto attraversando un momento un po'... diciamo "particolare", và. E questo scritto mi è servito per ridimensionare il mio vivere odierno.
Lo condivido con voi. Forse non vi servirà ora, forse non vi servirà mai. Ma, dovesse servirvi, sapete che c'è! ;-)

Era un uomo povero e semplice. La sera, dopo una giornata di duro lavoro, rientrava a casa spossato e pieno di malumore. Guardava con astio la gente che passava in automobile o quelli seduti ai tavolini del bar. "Quelli sì che stanno bene", brontolava l'uomo, pigiato nel tram, come un grappolo d'uva nel torchio. "Non sanno cosa vuol dire tribolare... Tutte rose e fiori, per loro. Avessero la mia croce da portare!". Il Signore aveva sempre ascoltato con molta pazienza i lamenti dell'uomo. E, una sera, lo aspettò sulla porta di casa. "Ah, sei tu, Signore?" disse l'uomo, quando lo vide. "Non provare a rabbonirmi. Lo sai bene quant'è pesante la croce che mi hai imposto". L'uomo era più imbronciato che mai. Il Signore gli sorrise bonariamente. "Vieni con me. Ti darò la possibilità di fare un'altra scelta", disse.

L'uomo si trovò all'improvviso dentro una enorme grotta azzurra. L'architettura era divina. Ed era tempestata di croci: piccole, grandi, tempestate di gemme, lisce, contorte. "Sono le croci degli uomini", disse il Signore, "scegline una".
L'uomo buttò con malagrazia la sua croce in un angolo e, fregandosi le mani, cominciò la cernita. Provò una croce leggerina. Ma era lunga e ingombrante. Si mise al collo una croce da vescovo, ma era incredibilmente pesante di responsabilità e sacrificio. Un'altra, liscia e graziosa in apparenza, appena fu sulle spalle dell'uomo cominciò a pungere come se fosse piena di chiodi. Afferrò una croce d'argento, che mandava bagliori, ma si sentì invadere da una straziante sensazione di solitudine e abbandono. La posò subito. Provò e riprovò, ma ogni croce aveva qualche difetto.

Finalmente, in un angolo semibuio, scovò una piccola croce, un po' logorata dall'uso. Non era troppo pesante, né troppo ingombrante. Sembrava fatta apposta per lui. L'uomo se la mise sulle spalle con aria trionfante. "Prendo questa!", esclamò. Ed uscì dalla grotta. Il Signore gli rivolse il suo sguardo dolce dolce. E in quell'istante l'uomo si accorse che aveva ripreso proprio la sua vecchia croce: quella che aveva buttato via entrando nella grotta. E che portava da tutta la vita.

Bruno Ferrero, Il canto del grillo

venerdì 13 giugno 2008

Zampettiamo in allegria!


E' fissato per domani, sabato 14 giugno, a partire dalle ore 15.30 presso Corso del Popolo a Seregno l'appuntamento con "Zampettiamo in allegria"; un momento di festa, ma anche di riflessione: i volontari degli Amici del Randagio sfileranno con alcuni "ospiti" a quattro zampe per ricordare a tutti che nei canili putroppo ci sono tantissimi animali bellissimi che non meritano di vivere in una gabbia e che sono in attesa di una famiglia che li adotti.
Siete tutti invitati a partecipare. Uniti, per dire "no" all'abbandono.
Maggiori info cliccando qui.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...