
Anno vecchio addio, anno nuovo ben arrivato.
Tra le varie nefandezze che hanno funestato il mio 2016 posso tranquillamente menzionare la chiusura ed il trasferimento del "mio" Caffè Letterario "Pagina 18", evento che ho vissuto come un'autentica e reale perdita, considerato il rapporto di amicizia che da anni mi univa a Carla e Giulio.
Da brava guerriera quale sono, però, ho pensato di interpretare la crisi nel suo più antico significato, quello derivante dal greco
κρíσις e che significa "scelta, decisione"; pertanto, anche grazie al fortuito incontro con l'autrice
Lucrezia Monti, ho scelto di avvicinarmi al fantastico - e sino ad allora per me sconosciuto - mondo dell'
editoria online.
Più o meno a partire dal mese di novembre dello scorso anno, dunque, sono andata sostituendo i miei acquisti in libreria con quelli fatti su internet; pratica che, per quanto mi riguarda personalmente, presenta pro e contro.
Tra i pro credo vadano certamente menzionati la sterminata disponibilità di titoli, i bassi costi e la pressoché nulla necessità di spazio: un eBook si scarica direttamente sul proprio dispositivo (computer, tablet, smartphone, eReader, Kobo, Kindle e chi più ne ha, più ne metta) ed anche un tomo come l'"Ulysses" di Joyce o "Il Milione" di Marco Polo può essere portato comodamente con sé ovunque si vada, letto in treno come sul divano di casa, sfogliato alla stazione della metropolitana come al calduccio nel proprio letto.

L'offerta di titoli è smisurata e comprende, oltre ai grandi classici della letteratura resi disponibili dalle più disparate case editrici, anche opere di selfpublishing, ovvero sia quegli inediti che lo stesso autore sceglie di pubblicare online e che sarebbero introvabili nelle librerie "classiche".
Il costo, poi, è spesso irrisorio: non essendoci spese per l'acquisto di carta e copertine, né costi di stampa, rilegatura, distribuzione, capita di sovente di imbattersi in titoli gratuiti o in vendita a cifre minuscole, come 99 centesimi.
Esistono, però, anche dei contro. Tanto per cominciare, se - come aveva asserito Umberto Eco - internet ha dato diritto di parola a legioni di imbecilli, la pratica del selfpublishing ha dato diritto di pubblicazione a legioni di analfabeti.
Gente capace di infarcire di errori grammaticali e sintattici persino la sinossi, figurarsi un intero romanzo! E la cosa grave, a parer mio, è che molte di queste persone, forti di consolidate "amicizie" su Facebook e sui social network in genere, smerciano grandi quantità del loro scrivere dissennato, contribuendo alla crescita dell'ignoranza del Paese.
Perché voi capite che, se anche leggo un libro, ma vi trovo frasi come "ci volle un po' prima che riuscii a rispondergli" non è che possa aspettarmi di migliorare la mia cultura... (E, per la cronaca, questo libro è scritto da una pluri autrice, pubblicata anche in cartaceo, si auspica dopo minuziosa correzione dei testi).
La diffusione dell'ignoranza e dell'esprimersi in modo sgrammaticato è qui veicolata dai bassi - talvolta nulli - costi degli eBook, cui mi riferivo prima menzionandoli come un pregio.

Insomma: c'è sempre il rovescio di ogni medaglia, anche informatica.
Infine, trovo faticosa, fisicamente stancante per gli occhi, la lettura prolungata su questi supporti multimediali più che non sul supporto cartaceo.
Personalmente sono giunta ad un compromesso per quanto riguarda la diatriba "libro cartaceo o eBook multimediale?": acquisto come eBook libri "di consumo", mentre continuo ad impreziosire la mia libreria con testi di un certo spessore, anche in edizioni ricercate.
Ora, con lo spazio lasciato libero dalla "narrativa da corsa", le buone edizioni di "Orgoglio e pregiudizio", "Odissea", "Cyrano de Bergerac" e soci si tengono compagnia sugli scaffali della libreria, sempre pronte a regalarmi la magnifica sensazione suscitata dall'odore della carta, della copertina ricercata, della rilegatura ben curata.
Ma, come detto, questa è la soluzione ottimale per me. Senza pretesa di esserlo per chiunque.
Tra i post di "Cose che leggo" troverete, dunque, forse più spesso di quanto possiate sospettare, anche libri materialmente inesistenti, opere disponibili soltanto in formato digitale.

Nel frattempo vi segnato che su Google, digitando le parole "libro o ebook" compaiono oltre sei milioni di risultati, quindi potete sbizzarrirvi nel cercare la risposta definitiva a quale, tra i due, possa avere la meglio.
(Sconforta che, tra i suggerimenti proposti dalla grande G digitando "libro o", compaia "libro o libbro". Ma, probabilmente, per questo dobbiamo ringraziare anche certo selfpublishing...)