mercoledì 30 maggio 2018

T'ienshu: buone vacanze bambini!

Con una cena, tutti insieme, si è concluso l'anno scolastico 2017/2018 di T'ienshu dei bambini che, dopo aver superato gli esami per il passaggio di grado, sono stati ben felici di potersi ritrovare "fuori dal tatami" per festeggiare in compagnia.
Come Istruttrice sono felice dei progressi fatti dai miei piccoli allievi e mi ha fatto piacere ritrovare i due più grandi agli allenamenti degli adulti, ai quali hanno potuto accedere in seguito al superamento dei recenti esami.
Si tratta, questo, di un "periodo di prova" per loro, un mese di lezioni del tutto differenti per metodologia, intensità e profondità; un passaggio, per rendere l'idea, equiparabile a quello che differenzia le scuole superiori dall'università. Se tutto andrà bene, come ci si augura, dopo questo mese di giugno ci si ritroverà insieme a settembre alla ripresa delle attività. 
Le lezioni per i più piccini, invece, sono terminate e riprenderanno a settembre con l'inizio del nuovo anno scolastico.
A tutti, bambini e genitori, auguro di trascorrere delle buone vacanze all'insegna del riposo e... della quiete e della pace interiore! 

giovedì 17 maggio 2018

Siddhartha. La ricerca umana

Siddhartha è certamente il libro più famoso di Hermann Hesse, letto da intere generazioni, amato o odiato, ma comunque ormai considerato a tutti gli effetti un classico della letteratura.
L'avevo letto attorno ai quattordici anni, in quel periodo terribile e magnifico in cui si cerca se stessi e, dibattendosi in un corpo non più bambino e non ancora adulto, si cercano quei "cartelli stradali" che indichino quale via seguire per diventare grandi.
Mi era parso che potesse essermi d'aiuto, in quell'epoca in cui panzane new age iniziavano a comparire con sempre maggior frequenza anche sugli scaffali delle librerie italiane, affidarmi ad un classico. Scoprii così che quelle che negli anni Novanta erano panzane new age erano state precedute, poco meno di un secolo prima, dalla pubblicazione di questo libro: la ricerca, la spiritualità, la consapevolezza umana di essere qualcosa di più di semplice polvere, non erano invenzioni recenti, ma bisogni che accompagnano l'essere umano nel corso di tutta la sua storia. 
(Per la cronaca: la prima pubblicazione di Siddhartha è datata 1922).

Di anni, da quella mia prima lettura, ne sono passati parecchi; Siddhartha mi ha portata ancora una volta con sé nella foresta, mi ha accompagnata di nuovo tra i samana e si è fermato insieme a me lungo il fiume, ma ancora non sono diventata grande. Né credo lo diventerò mai.
Sono cresciuta, questo sì: il mio corpo non è più da un pezzo quello della pubertà, le cellule hanno continuato a nascere, svilupparsi e morire, qualche ruga è arrivata a solcarmi il viso (mi sto sforzando di sorridere spesso, perché, dal momento che la gravità ed il tempo svolgono comunque il proprio lavoro, vorrei avere un viso scavato da rughe di gioia invece di sembrare un pitbull triste dalle guance cadenti), ma grande, questo no, non lo sono diventata di certo.

Non sono ricca, né famosa, né grande secondo i canoni del mondo e del tempo corrente. Sono un'adulta che percorre la propria via, senza più cercare "cartelli stradali" tra le pagine di un libro ma guardando nel proprio intimo, seguendo ciò che ritiene giusto e cercando sempre, come Siddhartha, semplicemente, di diventare un individuo un po' migliore di ciò che è stato fino al giorno prima. 
Il γνῶθι σαυτόν, quel conosci te stesso raccomandato dal Tempio di Apollo a Delfi riecheggia ancora oggi in me, quell'incoraggiamento a conoscere davvero, profondamente se stessi non mi ha mai abbandonata e guida i miei passi. Sono, come Siddhartha, un essere umano che cerca. E che, nella ricerca, di tanto in tanto, ama tornare sui propri passi, per vedere quanto è differente l'oggi dall'allora. 

Titolo: Siddhartha

Autore: Hermann Hesse
Traduttore: Massimo Mila
Editore: Adelphi
Anno di edizione: 1995
ISBN: 9788845901843

sabato 5 maggio 2018

Maggio dei Libri a Saronno

In occasione de Il Maggio dei Libri (http://www.ilmaggiodeilibri.it/) vorrei proporre il seguente calendario di letture condivise all'interno del Parco del Lura di Saronno

- Venerdì 11 maggio - ore 10,30 - "Una passeggiata nei boschi" di Bill Bryson 
- Venerdì 18 maggio - ore 10,30 - "Come lampo" di Lucrezia Monti 
- Venerdì 25 maggio - ore 10,30 - "A spasso con Ollie" di Stephen Foster

Si tratta di un'iniziativa del tutto gratuita, non a scopo di lucro, che mira a diffondere il piacere della lettura all'aria aperta, coniugando cultura e natura, ed è un'iniziativa aperta a chiunque desideri prendervi parte.
Ci troveremo presso il monumento degli Scout, all'interno del Parco del Lura di Saronno, ingresso da via Don Volpi. 
Nel corso degli incontri, ai quali è possibile partecipare senza bisogno di prenotazione, si leggeranno collettivamente stralci dei libri sopra elencati e si discuterà di queste letture. 

Gli incontri verranno annullati in caso di maltempo.

Eventuali modifiche al programma verranno segnalate qui, su questa pagina, e tempestivamente comunicate all'organizzazione de Il Maggio dei Libri.

Per eventuali informazioni, lasciate un commento a questo post. 

giovedì 26 aprile 2018

T'ienshu, raduno "difficile" a San Severo

Non mentirò, poiché non ne sono capace.
Non importa se questo articolo suonerà "poco da guerriera" a chi lo leggerà, verità è ciò che il T'ienshu propone e verità è ciò che da me avrete.
Quello che quest'anno abbiamo trascorso a San Severo, in provincia di Foggia, è stato senza dubbio il raduno nazionale di T'ienshu più duro e più difficile al quale io abbia mai preso parte: eccola, la verità.
Ed è stato così devastante non per la difficoltà degli esercizi sperimentati, né per i principi di teoria affrontati, bensì per la mancanza del Maestro Caposcuola.
Quello del 21 e 22 aprile, infatti, è stato il primo incontro dopo la morte del Maestro Tronnolone e, per quanto sia stato bello ritrovare gli altri Maestri e gli Istruttori, coloro che negli anni sono diventati una sorta di "famiglia marziale", la mancanza del Maestro ha segnato indelebilmente quelle giornate nella mia memoria e nel mio cuore.
Però si va avanti.
Come lui certamente avrebbe volto.
Come, fino all'ultimo, ha raccomandato che facessimo.
Uniti, nello spirito di questa straordinaria disciplina e nel suo ricordo.

mercoledì 4 aprile 2018

Pulizie di primavera


Piove. 
Fitto fitto, sotto un cielo di piombo che fa pensare a novembre. 
Ma è il 4 aprile ed io ho deciso che è primavera, è tempo di rinascere, di fare le proverbiali pulizie, di gettare il vecchio e spalancare le finestre - almeno metaforicamente - per lasciare entrare aria nuova.
E dunque eccomi qui. 
Potrei far finta che va tutto bene, che sto bene, che la mia vita è un sogno, che il passato è passato. Ma non è così e non intendo fingere. Non va tutto bene, il passato non è passato, perché non riesco a far finta di niente e ciò che sono oggi è il frutto di ciò che sono stata ieri.
Si va avanti, questo sì. 
E non posso far altro che essere profondamente, infinitamente grata a chi in tutti questi giorni mi è rimasto accanto, con una forza ed una dolcezza smisurate, supportandomi e sopportandomi. 
Ci si fa forza e si guarda avanti, cercando di prendere gli insegnamenti che la vita e le persone ci hanno dato e di cavarne fuori il meglio. Con energia, si spazzano via le brutture e si cerca di trattenere solo ciò che di bello e di prezioso ci è stato lasciato in eredità, facendone nuove fondamenta per ciò che ancora deve venire. 
Si ritorna in palestra, si riprendono gli allenamenti, si trasmette ciò che si sa a chi ancora c'è e - in questo sono particolarmente fortunata - alle nuove generazioni. 
Si guarda avanti. Si fa quel che si può per fare la propria parte, consapevole di non essere il tutto, ma soltanto un piccolo pezzetto di un mosaico andato in frantumi. Ma si raccolgono i cocci e si va avanti. 

Si fanno le pulizie di primavera anche nel blog, rispondendo a commenti lasciati mesi e mesi fa (scusate il ritardo!), aggiornando qualche post con doverose precisazioni, scrivendo qualcosa di nuovo, andando a far visita a chi, in tutti questi mesi, ha avuto la costanza di non abbandonare né Nonsolobotte né me (grazie di vero cuore!).
E si riparte. Senza più ragnatele. Forza: è primavera!

giovedì 22 marzo 2018

Il "Presagio triste" di Banana

La copertina del libro e, sullo sfondo, i villini di Karuizawa
Ho trovato questo romanzo molto... nipponico, se mi passate il termine.

Il mistero e l'inconscio che si stringono e s'intrecciano, con sogni molto realistici e realtà oniriche, intessendo una trama famigliare che è ben diversa da quella che appare all'inizio, svelando legami e sentimenti sottaciuti, nascosti, dimenticati.

Le poche pagine del libro (neppure 130) potrebbero essere fagocitate in un battibaleno, eppure la narrazione ha il ritmo lento delle grandi ricerche, tra introspezione ed analisi del mondo circostante, un ritmo da goccia zen che fa oscillare docilmente la canna di bambù in un laghetto, una melodia densa di malinconia e d'attesa suonata ad un vecchio pianoforte.
Una lentezza dolce, forse ormai sconosciuta e quasi certamente dimenticata in Occidente. Molto nipponica.

Titolo: Presagio triste
Autore: Banana Yoshimoto
Traduttore: Giorgio Amitrano
Editore: Feltrinelli - Super UE
Anno di edizione: 2003
ISBN: 88-07-84022-7


domenica 11 febbraio 2018

Un San Valentino... insolito.

Già in passato avevo consigliato dei film per San Valentino, alcuni italiani, altri internazionali

Questo, però, è un film che consiglio perché è decisamente nelle mie corde, per così dire. 
"Come ti ammazzo il bodyguard" (titolo originale: "The hitman's bodyguard") viene definito action-comedy, così come "Innocenti bugie" di cui avevo già scritto in passato e, proprio come quest'altro film, ha tutti gli ingredienti necessari per piacermi: c'è la storia d'amore - qui ce ne sono due, per la verità, dal momento che entrambi i protagonisti hanno una donna che fa battere loro il cuore - c'è l'ironia, c'è l'azione... Insomma, l'avrete capito: se volete gustarvi un film romantico ma non melenso, che sia adrenalinico e possa piacere anche vostro lui, questo potrebbe fare al caso vostro.

Micheal Bryce (Ryan Reynolds) è una guardia del corpo impeccabile, da tripla A, come ama definirsi lui stesso: pianifica ogni azione con precisione quasi maniacale, mette la sicurezza del cliente sopra ad ogni cosa, conosce il suo lavoro e vi si dedica con grande passione e coinvolgimento. La sua vita è perfetta: un lavoro che ama e nel quale eccelle, una buona quantità di soldi, una donna splendida e che ama al suo fianco (Elodie Young).
Tutto meraviglioso fino a quando il killer professionista Darius Kincaid (Samuel L. Jackson) non gli accoppa un cliente sotto il naso, ad incarico ormai concluso, facendolo precipitare nella disperazione e al più infimo gradino del personale addetto alla sicurezza. 
Ovviamente, anche la sua storia d'amore naufraga.
Riuscite ad immaginare la sua gioia quando, due anni dopo, l'ex fidanzata ed agente dell'Interpol - il cui numero di telefono lui ha salvato nell'agenda dello smartphone come Male Assoluto - lo contatta affinché lo aiuti a far giungere sano e salvo fino al tribunale dell'Aja proprio il killer che gli ha rovinato la vita?
Micheal e Darius non potrebbero essere più diversi: uno protegge le persone, l'altro le ammazza dietro compenso; uno è meticoloso e pianificatore, l'altro è impulsivo ed istintivo; uno è innamorato di un'agente dell'Interpol, l'altro di una cameriera che ha ammazzato un paio di tizi che l'avevano importunata troppo pesantemente. 
Eppure, come Yin e Yang, si completano e si equilibrano. Fino al felice epilogo, che giunge dopo una buona dose di sparatorie, inseguimenti mozzafiato, lotte corpo a corpo e battute a non finire. 

"Come sei stato romantico a evadere per il nostro anniversario, mi amor!"
Cosa c'è di più romantico che ballare abbracciati, in un bar
malfamato mentre infuria una rissa ed il locale va a fuoco?...
La trama, che potrebbe sembrare banale ad una prima, sommaria occhiata, in realtà non lo è: (spoiler alert!) gli uomini uccisi da Darius non erano mai meno che criminali, mentre quelli salvati da Micheal il più delle volte avevano una condotta non proprio esemplare ed una morale quantomeno dubbia; ce n'è abbastanza per porsi qualche domanda sul bene e sul male, soprattutto se si prende in considerazione la storia di Darius, che viene svelata soltanto negli ultimi minuti. (Fine spoiler)

Dal punto di vista marziale, le tecniche sono realistiche, sebbene velocizzate ed esasperate come in ogni buona americanata che si rispetti, ma nel giusto quantitativo e ad una velocità umana sarebbero applicabili. Per intenderci, non c'è gente che sferra pugni mentre vola. E, credetemi, già questo è un buon motivo per apprezzare il film. 
Ci sono leve articolari, proiezioni, oltre, naturalmente, a calci e pugni, ginocchiate e gomitate... Sonia, l'adorabile mogliettina di Kincaid (Salma Hayek) oltre a prendere a bottigliate nella carotide i suoi assalitori si esibisce in un paio di leve niente male ed esegue un'arm-bar davvero pregevole.
Tutto merito della combriccola di stunt capitanata da Kevin Beard, perché pare che né Samuel L. Jackson, né Ryan Reynolds e neppure Elodie Young né Salma Hayek pratichino arti marziali o sport da combattimento. Peccato. Ma il film è comunque godibilissimo e decisamente consigliato.

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