lunedì 15 aprile 2013

Kickboxing: Silvia La Notte vs. Ruqsana Begum, ecco la vincitrice

Un'altra preziosa cintura andrà ad aggiungersi a quelle da lei già conquistate: quella dell' ISKA, International Sport Kickboxing Association, frutto del combattimento disputato nella notte di sabato 13 aprile sul ring di Birmingham e che l'ha vista contrapposta alla beniamina di casa, Ruqsana Begum.

Mentre le testate giornalistiche ancora non danno notizia dell'incontro, sono le stesse protagoniste a svelare qualcosa del match sui social network ed è proprio Ruqsana ad essere più generosa in fatto di dettagli: sui suoi profili Twitter e Facebook si legge infatti che la campionessa britannica stava vincendo ai punti quando ha ricevuto un colpo alla testa, nel 4° round, ed il suo angolo ha deciso di farle abbandonare l'incontro.

Molte meno parole quelle spese dalla campionessa italiana e, ora, dopo questa vittoria mondiale Silvia La Notte, che sempre su Twitter, posta semplicemente la foto della cintura ISKA con l'eloquente scritta, tutta maiuscola, "MIA!".
Complimenti a Silvia, dunque.

venerdì 12 aprile 2013

Bullismo e arti marziali, prevenzione anzichè cura

Un adolescente su 5 è vittima di bullismo: chiamato con un soprannome antipatico e sgradevole, al centro degli scherzi dei compagni di classe, umiliato a parole o persino malmenato. Sono questi i dati emersi da una ricerca svolta in Italia da Telefono Azzurro, nell'ambito del Progetto europeo E-Abc Antibullying Campaign, che ha coinvolto oltre 5000 studenti delle scuole superiori; dati che hanno anche evidenziato come in oltre la metà dei casi gli abusi avvengano proprio tra le mura scolastiche, dove un intervistato su due afferma di aver assistito a episodi di bullismo senza essere intervenuto in soccorso della vittima. Perchè la metà degli intervistati non saprebbe come impedire questi soprusi o teme di finire a sua volta nel mirino dei bulli. Basta poco, a quanto pare, per trasformarsi da studenti "normali" in "sfigati": secondo un'indagine condotta dalla Duke University di Durham, in North Carolina (USA), infatti, praticamente chiunque non si attagli al canone del "più forte" può diventare vittima di bullismo. Basta portare gli occhiali, ad esempio, o essere particolarmente timido, un po' troppo grasso o basso o straniero, o anche portare l'apparecchio ai denti e persino non indossare gli abiti "giusti"... Stando a questo studio, svolto su 1420 giovanissimi di età compresa tra i 9 e i 13 anni, ogni scusa potrebbe giustificare il bullismo. 

Ma l'aspetto più importante di questa ricerca è il tempo: i bambini sono stati infatti seguiti per vent'anni, consentendo così ai ricercatori di ottenere quelli che, ad oggi, sono considerati i risultati più completi e definitivi in fatto di conseguenze a lungo termine del bullismo. Conseguenze che sono riassumibili in "maggior rischio di soffrire di disturbi psichiatrici". Si va dalla depressione agli attacchi di panico, dall'agorafobia all'ansia... E, forse sorprendentemente, non va meglio per i bulli: crescendo, spesso sviluppano comportamenti antisociali o diventano a loro volta depressi. 
Il fenomeno è tutt'altro che in diminuzione e, anzi, le nuove tecnologie hanno consentito un'evoluzione del bullismo che oggi, spesso, diviene cyber bullismo e rovina l'esistenza dei ragazzi non soltanto nel reale ma anche nel virtuale. Per sensibilizzare verso il problema Telefono Azzurro sarà in 2300 piazze italiane il 20 e 21 aprile con l'iniziativa "Aprile azzurro - ci vuole un fiore", per raccogliere fondi a sostegno delle proprie linee telefoniche, del numero di emergenza 114 e del proprio sito web rinnovato, oltre che per parlare dell'importanza della prevenzione

Proprio in questa direzione si stanno muovendo diverse realtà marziali: già nel 2007, ad esempio, a Pietrasanta (Lucca) una psicologa ed un'insegnante di Aikido hanno dato vita al progetto, finanziato dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione locale, "Conoscere la forza e allontanarsi dalla violenza" rivolto ai ragazzi della scuola media Santini, mentre all'Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Pisa gli studenti si sono avvicinati alla pratica del Jujitsu e a Montelupo (Empoli) il locale Centro Giovani ha avviato il progetto "Ti sbullo", attraverso il quale ragazzi dagli 11 ai 18 anni frequentano lezioni di Karate
Ciò a cui si mira con in ragazzi che frequentano i corsi di Kung Fu T'Ienshu a Saronno è esattamente la prevenzione: lo scopo non è quello di praticare le arti marziali per poter acquistare forza fisica e "ripagare i bulli con la stessa moneta" ma, anzi, acquisire la giusta fiducia in se stessi ed il necessario equilibrio interiore per potersi sottrarre alle sopraffazioni; al contempo i potenziali bulli trovano, nella scuola marziale, quelle regole che canalizzano l'aggressività e hanno modo di interiorizzare il rispetto di se stessi e del prossimo, la modestia, l'umiltà, il valore della cooperazione con i compagni e della crescita condivisa.

Un aggiornamento lo trovate qui.

giovedì 11 aprile 2013

Silvia La Notte verso il titolo mondiale

Sabato 13 aprile la pluri campionessa italiana Silvia La Notte si troverà a combattere sul ring di Birmingham per tentare di portarsi a casa a Milano il titolo mondiale ISKA; contro di lei, già reduce della vittoria contro l'attuale campionessa mondiale WBC Denise Mellor, l'agguerrita atleta di casa britannica Ruqsana Begum.

Silvia, che ha cominciato a praticare sport da ring quando aveva 16 anni, sotto la guida di Luca Temperini, ha ben presto dimostrato di avere talento, iniziando a collezionare vittorie nella Kick Boxing a contatto leggero; con il suo secondo allenatore, Mauro Pagan, si è avvicinata alla Savate, partecipando ben presto ai Campionati Italiani, Europei e Mondiali a contatto leggero. Nel frattempo non trascura la formazione, prendendo parte a stage tecnici e agonistici in Francia - patria della Savate - sotto la guida di esperti del calibro di Sylla e Aguenihani. Nel 2002 ha affrontato il primo match a contatto pieno valevole per il titolo europeo e l'anno seguente non solo supera a pieni voti l'esame per quello che lei stessa ha definito "ambitissimo Guanto d'Argento 2" ma ha anche conquistato il titolo di campionessa mondiale. Dopo una parentesi ricca di successi anche nel pugilato (nel suo curriculum può vantare anche la presenza in Nazionale), Silvia si è ritirata da questa disciplina ed ha intrapreso la via dei combattimenti K1.

Ora nella sua luminosa carriera costellata di successi si profila la temibile Ruqsana Begum, per nulla intenzionata a sfigurare sul ring di casa propria: quello che ci attende sabato 13 aprile è un incontro che si preannuncia ricco di emozioni.

mercoledì 10 aprile 2013

La primavera in una ricetta: la confettura di fragole

Anche se dal clima non si direbbe (qui, quando ho preparato questa ricetta, c'erano 8 gradi e una pioggerellina che faceva pensare più ai giorni dell'Avvento che non a quelli del dopo Pasqua) la primavera è cominciata e i frutti di stagione iniziano a fare capolino sulle nostre tavole. Impossibile, per me che sto morendo dalla voglia di sole e tepore, resistere alla tentazione di comprare delle succose fragole.

Aprile è già il momento adatto per riuscire a trovare le fragole italiane, belle turgide e succose, con un colore rosso vivo e un picciolo ben attaccato. Ricchissime di vitamina C (5 fragole ne contengono la stessa quantità di un'arancia), ma anche di vitamina A, B1 e B2, le fragole facilitano anche l'assorbimento del ferro e - questo interesserà soprattutto le signore un po' più vanitoselle - sono utili per la formazione del collagene, una proteina che previene la formazione delle odiate rughe. E lo sapete che contengono anche lo xilitolo? Sì, proprio quella stessa sostanza che, aggiunta a dentifrici e gomme da masticare, promette di mantenerci un sorriso sano! Una curiosità di questo frutto è che... non è un frutto: la fragola, infatti, altro non è che un ingrossamento dell'infiorescenza e i frutti veri e propri sono quelli che noi comunemente chiamiamo "semini" e che ne punteggiano l'intera superficie.

Per trarre i maggiori benefici dalle fragole - come dalla maggioranza dei vegetali - sarebbe opportuno consumarle crude, dopo averle ben lavate, ma... poi come faccio io a darvi la ricetta? E allora sacrifichiamo un po' di vitamine e partiamo con la nostra confettura di fragole!

Lavate ben bene le fragole e privatele dei piccioli, pesatele, tagliatele a tocchetti - come se doveste preparare una macedonia - e versatele nel pentolone insieme a tanto zucchero quanto un terzo del loro peso (questi vegetali sono già ricchi naturalmente di zucchero, quindi meglio non esagerare, sia per stare attenti alla linea sia per evitare di ottenere un prodotto dalla dolcezza stucchevole!); unite l'acqua, accendente il fuoco sotto la pentola e... aspettate pazientemente, ricordandovi di mescolare affinchè la nostra confettura non si attacchi.
Con l'aumentare del calore e del tempo di cottura, le fragole inizieranno poco alla volta a disfarsi, fino a trasformarsi in una densa "pappa" dall'inteso colore rosso vivo. Il metodo per sapere quando la nostra confettura è pronta è sempre lo stesso: se ne versa un po' su un piattino freddo, inclinato, e se questa non scivola via a velocità supersonica ma ci impiega un po' a colare significa che ha raggiunto la consistenza ideale. A questo punto non resta altro da fare che invasare la nostra confettura, in barattoli che avremo provveduto a sterilizzare alla perfezione. E buon appetito! 

domenica 7 aprile 2013

Il Triple Stage di Saronno, ecco com'è andata

I partecipanti al Triple Stage di Saronno,
coi loghi delle tre Scuole
Mamma mia quanto mi sono divertita! La soddisfazione che avevo già provato mesi fa, all'epoca del "Double Stage", si è accresciuta oggi e non solo grazie alla partecipazione di un Maestro in più e quindi, di conseguenza, di una disciplina in più: anche i Maestri Carpanese e Maiocchi, rispettivamente responsabili di MMA e Krav Maga, infatti, hanno presentato tecniche differenti rispetto alla volta precedente, rendendo interessante la mattinata anche per chi aveva già vissuto l'esperienza del "Double Stage". La presenza del Maestro Vella con il JKD Kali poi ha contribuito ad accrescere il mio divertimento: una vita e mezza fa, avevo frequentato un corso di JKD Kali proprio sotto la guida del Maestro Corrado Vella, a Como. E' stato così che mi sono avvicinata al mondo delle discipline da combattimento e autodifesa. Quella di oggi, dunque, è stata per me anche una magnifica occasione per una sorta di "rimpatriata" con quello che era stato il mio primo Maestro (nonchè Cupido, visto che è stato proprio in quel corso che ho conosciuto colui che è poi diventato mio marito!).

La mattinata è iniziata con lo stage di Mixed Martial Arts: tutte le tecniche presentate nel corso di questo Stage - anche quelle delle altre discipline - erano introduttive, basilari, dal momento che lo scopo era quello di avvicinare il maggior numero di persone possibile al mondo marziale, anche chi non aveva mai praticato arti marziali o sport da ring. Quindi, anche le tecniche di MMA erano pensate per fornire un "assaggio" di questa disciplina. Abbiamo studiato tecniche di lotta a terra, con arm lock, Kimura, American lock... un mondo nuovo per chi, come me, arriva dal Kung Fu che non prevede lotta a terra!  Fortunatamente le spiegazioni del Maestro erano chiare e, per di più, ho avuto la fortuna sfacciata di finire in coppia con Marta, una ragazza che segue il corso di MMA all'Accademia Marziale Saronno e che mi ha aiutata tantissimo, con suggerimenti e tante risate, ad eseguire le tecniche nel modo giusto.

Poi è stata la volta del JKD Kali e, almeno in questa occasione, ho avuto io l'opportunità di mostrare qualcosa a Marta, avendo almeno qualche reminiscenza in fatto di angoli, anticipi e guntig. La mattinata si è poi chiusa con il Krav Maga: tecniche molto immediate ed "estreme" di autodifesa, dal momento che il Krav non ha nulla di "artistico" (non è uno sport nè un'arte marziale) ma si prefigge unicamente la salvezza della persona, a discapito dell'aggressore. In questo caso le coppie sono state mischiate, in modo tale che praticanti come me e Marta, che non abbiamo mai praticato Krav, potessero beneficiare dell'esperienza degli allievi del Master Maiocchi.
Insomma: questa mattinata per me è stata più che positiva, la sensazione è stata che nessuno, mai, sia stato "abbandonato a se stesso" ma anzi, seguito da chi aveva più esperienza e aiutato ad imparare il più possibile. Sono contentissima! Stanca morta, un po' acciaccata, ma contentissima! 

giovedì 4 aprile 2013

Inarrestabile Ronda Rousey, la regina delle MMA sconfigge Uriah Hall

Ronda Rousey pare non conoscere ostacoli e, se ne trova, non è certo essere tipo da scoraggiarsi ma, anzi, combatte fino a quando non riesce a scalzarli dal proprio cammino. Questa bella ragazza bionda, della quale avevo già scritto, potrebbe probabilmente campare serena svolgendo la professione di modella o di speaker sportiva, ma lei predilige decisamente la vita d'azione e continua a calcare il ring combattendo all'interno dell'ormai celebre gabbia che caratterizza gli incontri di MMA.
Attualmente vanta nella sua carriera di atleta professionista 7 vittorie e nessuna sconfitta che, sommati ai suoi risultati amatoriali, la portano al record di 10 vittorie su 10 incontri disputati. E, cosa ancora più impressionante, tutti i combattimenti si sono conclusi allo stesso modo: vittoria per armbar nel primo round.
Recentemente Ronda è balzata agli onori delle cronache per aver battuto non una, ma ben due volte il fighter Uriah Hall, campione di Mixed Martial Arts nella categoria Pesi Medi attualmente in carica. Ecco il video che, in poco tempo, ha già fatto registrare migliaia di visualizzazioni in tutto il mondo.


Personalmente ho il sospetto che si tratti di una trovata pubblicitaria: è evidente che non ho nulla contro le donne che praticano arti marziali e sport da combattimento, facendo anch'io parte della categoria, e anzi nutro il massimo rispetto per Ronda e per le altre atlete che si cimentano con passione in queste discipline, riuscendo a mietere successi. Tuttavia, appunto perchè in allenamento ho avuto modo di confrontarmi anche con atleti maschi, devo dire che uomini e donne hanno innegabilmente una diversa struttura fisica e che, soprattutto in discipline come questa che prevedono la lotta a terra, la differenza di peso gioca un ruolo molto importante.
Se di trovata pubblicitaria non si tratta, è verosimile che Uriah abbia sottovalutato la propria avversaria, non impegnandosi al massimo e pagando poi lo scotto di questa errata stima. Ma, a parer mio, questa sarebbe un'ipotesi verosimile per il primo combattimento e non certo per il secondo, quando ormai un fighter esperto del calibro di Hall avrebbe dovuto "prendere le misure" della propria avversaria ed impegnarsi maggiormente nell'incontro.
E' anche possibile che Uriah "ci sia andato piano" inconsciamente, per una sorta di cavalleria involontaria che spesso caratterizza i combattenti maschi quando si trovano a confrontarsi con atlete dell'altro sesso. Anche questa ipotesi trae origine dalla mia esperienza personale: tante volte in allenamento mi confronto con ragazzi che, magari inconsciamente, non danno il massimo trovandosi davanti una donna, temendo di poter fare del male all'avversario. Ogni combattimento prevede una dose di rischio, la possibilità di rimanere feriti o ferire è chiaramente molto presente, ma nessun fighter che si rispetti affronta il combattimento con lo scopo di annientare l'avversario arrecandogli il maggior danno possibile. E questo ostacolo psicologico si accresce in modo esponenziale quando l'avversario è una donna, strutturalmente diversa e più minuta.

Proprio in tema di differenze fisiche tra combattenti uomini e donne, vi lascio con questo divertente video: è una parodia, gustatevela!



mercoledì 3 aprile 2013

Discipline da combattimento: three is mej che one!

Perdonatemi il titolo un po' scherzoso, che fa il verso ad uno spot pubblicitario di un gelato che - ormai tempo fa - garantiva che "two is mej che one" parlando di gusti. In ambito marziale non necessariamente è così e il mondo è pieno di persone che hanno iniziato a praticare una determinata disciplina e, con più o meno motivato orgoglio, la ritengono la migliore possibile e non desiderano cimentarsi con nient'altro: un punto di vista comunque rispettabile.
Personalmente, pur essendo arrivata al Kung Fu T'Ienshu dopo aver sperimentato altre discipline (nello specifico JKD Kali Escrima), sono letteralmente innamorata di quest'arte marziale e non cambierei per nulla al mondo ma, ciò non di meno, di tanto in tanto mi piace mettermi alla prova con altre discipline, sperimentandone l'efficacia e, al contempo, sperimentando di cosa sono capace. Per questo ho preso parte a Stage di diverse discipline e sempre per questo motivo sono molto felice della straordinaria opportunità che mi si presenta: cimentarmi, in un'unica mattinata, in ben tre diverse discipline di combattimento, con tre esperti del settore. 

Domenica 7 aprile, infatti, a Saronno si svolgerà il "Triple Stage": M.M.A. con il Maestro Davide Carpanese (Vice Dirigente Tecnico Nazionale UEF Total Combat), JKD Kali con il Maestro Corrado Vella (Fondatore e Presidente della Street Survival School) e Krav Maga con il Maestro Stefano Maiocchi (Direttore Tecnico WFC Self Defense Academy). 
Questa iniziativa ha lo scopo di avvicinare il maggior numero di persone possibile alle discipline da combattimento, delle quali hanno magari sentito parlare o visto filmati - anche fuorvianti - su YouTube, e pertanto viene offerta ad un prezzo decisamente adatto a tutte le tasche e verterà su tecniche base delle diverse discipline, così da consentire anche a chi non ha mai praticato arti marziali o sport da ring di sperimentarle.

Il connubio MMA - Krav Maga ad opera dei Maestri Carpanese e Maiocchi non è nuovo: già lo scorso autunno, infatti, i due avevano dato vita al "Double Stage", di cui potete vedere un filmato qui. L'iniziativa ha avuto un successo tale che, già poche settimane dopo, erano giunte richieste circa la possibilità di replicarla, ma i due marzialisti hanno pensato di fare di più, coinvolgendo un terzo esperto di tecniche di combattimento e ideando così il "Triple Stage". L'eccezionale collaborazione di tre Maestri per una simile finalità divulgativa ha suscitato l'interesse persino di una rivista del settore del calibro di "Budo International", che ne ha parlato sul numero di marzo (l'articolo potete leggerlo online qui), oltre che di diverse testate giornalistiche locali (gli articoli qui e qui).
Insomma: se vi siete persi il "Double Stage" non potete lasciarvi sfuggire questa accresciuta opportunità; se invece, come me, avete già preso parte al "Double" certamente non vedrete l'ora di lanciarvi in questa nuova avventura marziale!
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