mercoledì 1 aprile 2009

Vi amo Bastardi!

I "Bastardi" del titolo qui sopra sono "The bastard sons of Dioniso", trio vocal-musicale approdato alle semifinali del programma tv "X Factor".
Amo loro, amo Matteo e Juri, amo Daniele e la fresca eliminata Noemi... no, non li conosco tutti e non ho seguito il programma nel corso delle 12 settimane che li hanno condotti alla puntata di ieri; ho iniziato a guardare "X Factor" soltanto da un paio di settimane, nella "striscia" serale messa in onda attorno alle 19, ma tanto mi è bastato per fare un distinguo tra programma e programma, sino ad approdare oggi a questo post.

I "Bastardi" sono ragazzi di circa vent'anni del Trentino Alto Adige; Matteo è un trentottenne impiegato, sposato e padre di due bimbe; Juri è un ragazzo bresciano classe 1986; il "piccolo" Daniele è il "piccolo" con i suoi 19 anni e fresco di diploma al Liceo, Noemi è una giovane laureata che lavora saltuariamente come cameriera e barista e via di seguito.

Sono giovani, sono bravi, sono normali. Sono gli esempi che mi piacerebbe che la tv desse, perchè sanno parlare italiano (Daniele, parlando nel corso della puntata di ieri non ha risparmiato congiuntivi, tutti impeccabili!), non si insultano e non litigano davanti alle telecamenre, si fanno un gran mazzo per studiare, provare, migliorare e realizzare il loro sogno che è quello di poter campare grazie alla musica.

Altro che analfabeti senza arte nè parte che fanno audience cambiando partner con la stessa facilità con cui cambiano i calzini, pretendendo che quella nella "casa" sia considerata "vita reale"! La vita reale è pagare bollette, è andare al lavoro, è leggersi un libro o guardare un tg, è rincasare stravolti e dover ancora preparare la cena e stirare!
Altro che ex divi caduti nel dimenticatoio che per tentare di agguantare un briciolo di residua popolarità fanno la fame e si accapigliano su un'isola sperduta!

"X Factor" è un programma che premia chi lavora, chi crede in un sogno e per tentare di realizzarlo si mette in gioco; questo almeno è quanto mi è sembrato vedendo le poche puntate da fine marzo ad oggi. E vi dirò di più: non guardo il Festival di Sanremo da qualche decennio, so chi ha vinto la scorsa edizione soltanto perchè "Semplicità" viene trasmessa molto spesso dalle radio (giustamente, se posso permettermi un giudizio, visto che la trovo una canzoncina fresca e semplice, di quelle "da Festival" appunto)... ma "X Factor" lo preferisco di gran lunga! Perchè ogni cantante si esibisce in più pezzi, di alcuni "mostri sacri" della musica (gente del calibro di Aretha Franklin, scusate se è poco!), tentando di non cadere nè nell'errore di "copiare" nè di fare troppo propria la canzone, snaturandola.

giovedì 26 marzo 2009

Orientaleggiando... arriva Alex con la sua zuppa!



Guardate bene questa foto qui sopra e ditemi se non vi è già venuta l'acquolina in bocca!

Questa qui è la ricetta proposta da Alex per la raccolta Cinegiapponeorientaliziamo: una squisita zuppa di coriandolo che promette di essere tanto buona quanto bella, al punto che non ho neppure osato inserire in questo post la solita immagine della raccolta di ricette, preferendo di gran lunga tenere la fotografia dello strepitoso risultato ottenuto da Alex (tanto brava e capace dietro ai fornelli quanto dietro una macchina fotografica).
Ma bando alle ciance, ecco a voi la

Zuppa di coriandolo

Ingredienti per 2-3 persone

1 barattolo di latte di cocco (400 ml)
ca. 600 ml di brodo vegetale
1 stecca di lemongrass fresco (tagliata in lungo)
1 cm di radice di zenzero grattugiata
1 mazzetto di coriandolo fresco
ca. 100 gr pasta asiatica (tipo udon o pasta di riso)
salsa di pesce
peperoncino

Preparazione: mettere il brodo, il latte di cocco, la stecca di lemongrass e lo zenzero in una pentola e portare lentamente ad ebollizione . Coprire e far sobbollire a fuoco basso per ca. 10 minuti. Lavare il coriandolo e staccare solo le foglie. Togliere la stecca di lemongrass dalla zuppa e unire il coriandolo. Frullare il tutto con il minipimer. Condire con della salsa di pesce e del peperoncino in polvere. Cuocere la pasta a parte, disporla al centro del piatto e versarvi intorno la zuppa. Servire con qualche fogliolina di coriandolo.

mercoledì 25 marzo 2009

"Orientaleggiamo"? Certo, e Nutella pensa al dessert!



Con un nickname come quello che si è scelto, Nutella non poteva far altro che pensare ad un gustosissimo quanto innovativo dessert per la nostra raccolta di ricette "Cinegiapponorientaleggianti"!
E così ha deciso di raccogliere la "sfida" che gli avevo lanciato, gettandosi in un'impresa tutt'altro che semplice: coniugare uno o più elementi tipici della cucina orientale (che possono essere gli ingredienti, come ad esempio salsa di soia, wasabi, curry, zenzero, riso e via dicendo, ma anche tipologie di preparazione, come la tempura o la cottura al vapore o ancora la forma particolare di una pietanza, come in questo caso...) con la nutella. Sono così nate le "Raviole cinesi (alla nutella)", di cui senza ulteriore indugio vi svelo la ricetta:


Raviole cinesi alla Nutella

Ingredienti per 4/5 raviole:

  • burro 15 g
  • zucchero a velo 25 g
  • albume d'uovo 1
  • farina di riso 30 g
  • nutella q.b.
Sbattere l'albume con lo zucchero a velo, unire poi il burro fuso e la farina di riso. Disporre della carta da forno in una teglia e versare l'impasto (liquido) formando 4 o 5 dischi di grandezza uniforme. Cuocere in forno a 180 gradi per 9-10 minuti, estrarre i dischi uno alla volta, mettere al centro un cucchiaino di nutella e piegare a meta' mantenendo chiuso fino al completo raffreddamento. Mangiare.

Che ne dite?

martedì 24 marzo 2009

Sabato 28 Marzo spegni la luce e... accendi la fantasia!


"A Luci spente", raccontateci la vostra Ora della Terra

Repubblica.it e WWF lanciano un'iniziativa di raccolta di video e racconti: inviateci la vostra esperienza di 60 minuti senza luce, ai migliori una full immersion nella natura delle Fattorie del panda o delle Oasi WWF!

C’è chi ascolta musica, chi si mette a guardare il cielo stellato finalmente non oscurato dalle luci metropolitane, chi approfitta per una cena a lume di candela. In fondo senza luci si possono fare tante cose.

In vista dell’Earth Hour – Ora della Terra che scatterà in tutto il mondo alle 20,30 del 28 marzo, Repubblica.it e WWF Italia danno vita a "A luci spente". Racconta i tuoi 60 minuti di oscurità ideali, un’iniziativa speciale di creatività che invita tutti a realizzare video o scrivere racconti su cosa sia possibile, raccomandabile, auspicabile, pazzesco fare in un’ora a luci spente, lasciando briglia sciolte a inventiva, desideri, pensieri, voglia di gioco.

L’ora a luci spente che il WWF festeggerà il 28 marzo con una ola di spegnimenti in tutti gli angoli del pianeta dal Pacifico all’Atlantico con metropoli, città e piccoli centri coinvolti da Pechino, Nuova Delhi a New York e San Francisco, passando per Roma, Mosca, Parigi e centinaia di altri servirà a dire ai leader della Terra che occorre agire in fretta contro I cambiamenti climatici.

Per partecipare sarà sufficiente inviare un video o un racconto dal 13 al 28 marzo a orabuio@repubblica.it. Tutte le proposte verranno esaminate da una giuria che entro aprile annuncerà i vincitori. I video e i racconti selezionati verranno utilizzati dal WWF nei materiali di promozione Earth Hour 2010 che ogni anno vengono circuitati nei principali media del mondo. Vai sul sito di La Repubblica.

Ai migliori autori una full immersion nella natura:
3 weekend soggiorno per 2 persone in una delle Fattorie del Panda (agriturismi inseriti nel circuito delle aree protette italiane e Oasi WWF) in Friuli, Marche, Toscana, Abruzzo e Puglia;
2 crociere di 1 giorno “in battello sulle rotte dei Cetacei” nel Santuario dei Cetacei che il WWF svolge ogni anno insieme all’Acquario di Genova;
20 ingressi gratuiti per due persone nelle 130 Oasi WWF.

venerdì 20 marzo 2009

Si orientaleggia!



E' arrivata la prima ricetta! A mandarmela è stata Valeria-la-filibustiera, un tesoro di ragazza che custodisce un tesoro nel pancino... He! He! He! Ma è anche una cuoca di provate capacità, quindi sono onorata di aprire con lei questa raccolta!
Metto qui di seguito la ricetta, in attesa che arrivino le altre e/o che i mobilieri si decidano finalmente a consegnarmi la mia cucina, così che possa mettermi con grembiulino e buona volontà dietro ai fornelli.

Spiedini di tacchino al Curry con Mele e Gamberetti

per 4 spiedini
500 gr di petto di tacchino
500 gr mele (meglio se renette)
2 cipolle
2 chiodi di garofano
2 cucchiai di curry
24 gamberetti circa
200 gr di riso wild (o basmati)
1/2 bicchiere di vino bianco
poca farina per passarci gli spiedini
olio extravergine d'oliva

Steccare una cipolla con i chiodi di garofano, soffriggerla in una teglia da forno con due cucchiai d'olio, unire il riso lasciarlo tostare per un paio di minuti, coprirlo con 400 ml di acqua bollente salata e infornare a 180° per 25 minuti.
Tagliare il petto di tacchino a pezzettoni, "massaggiarli" col curry e lasciali riposare per 20 minuti; tagliare a pezzettoni anche le mele e sgusciare i gamberi, "montare" i 4 spiedini alternando i tre ingredienti, e passarli nella farina.
In una padella capiente far imbiondire l'altra cipolla affettata sottilmente e rosolarvi gli spiedini a fuoco medio, sfumare con il vino alzando leggermente la fiamma, e cuocere per altri 10 minuti.
Servire gli spiedini sul riso che nel frattempo si sarà preparato.

Mille grazie a Valeria, già ho l'acquolina...
(Per le modalità della raccolta "Orientaleggiamo?", cliccate sull'immagine a inizio post).

mercoledì 18 marzo 2009

L'uragano Alice Caligiuri


Quanto segue è l’articolo dal titolo “L’uragano Alice Caligiuri” apparso sul mensile “Budo International” di febbraio. Lo copio esattamente com’è scritto: vuoi perché non voglio essere accusata di averne stravolto il senso; vuoi perché sarebbe ora che i giornalisti (o presunti tali) imparassero almeno le regolette basilari di scrittura, punteggiatura e sintassi - ai miei tempi non si superavano gli esami di terza media senza conoscerle almeno in modo sommario; un po’ perché credo che Alice Caligiuri meriti un minimo di risalto, visti i successi nazionali ed internazionali riscossi, e questo vorrebbe essere il mio modesto contributo a lei ed alla sua carriera; un po’, infine, perché l’intervista (una volta che si riesce a leggerla in modo comprensibile) riflette il mio pensiero circa donne combattenti e femminilità.

“Una combattente sul ring una donna fuori le corde”

Alice è una ragazza allegra, spontanea, determinata e travolgente. Campionessa italiana di Pugilato 2004 – 2007 (FPI) Campionessa Italiana di Kick Boxinog 2006 – 2007 (FIKB) detentrice del Titolo Intercontinentale Wako PRO, ci si aspetta di incontrare un Pit bull con il rossetto un misto di rabbia e muscoli, invece Alice ha gli occhi grandi, è simpatica e sorride sempre, un fisico minuto nervoso, guardandola ti racconta già qualcosa di lei.

La incontriamo nella Palestra (Gladiators Via Alba 62, Roma) ci racconta della sua famiglia numerosa, padre pensionato dopo 40 anni all’Alitalia, madre casalinga, con sei figli non poteva fare altro. Alice, ci trasmette una bella idea di concretezza, di valori di un tempo, di chi attraverso il sacrificio insegue i propri sogni: “lavoro dalle 6 del mattino alle 23 della sera mi alleno due ore al giorno e insegno nei corsi della palestra che ho aperto con il mio allenatore Massimo Barone".

A questo punto le domandiamo dell’esperienza del Grande Fratello: “Un lungo periodo di riposo… a parte gli scherzi, un esperienza significativa, un mondo magico dove si rischia di essere vittime di incantesimi, ho avuto diverse proposte di lavoro allettanti… presto ritornerò su piccolo schermo, ma al momento non posso anticiparvi nulla! Per ora ho la sicurezza delle mie attività, lo sport è la mia passione!”

Vogliamo stuzzicarla e spariamo una domanda a bruciapelo: “Una donna che combatte secondo te perde di femminilità?” Alice si acciglia e cemprensiva risponde: “No, non è vero, quando scendi dal ring sei una donna come le altre, con le proprie incertezze, a volte hai bisogno di carezze. Consiglio questi sport a tutte le ragazze, si fa una preparazione fisica che tonifica in breve tempo… ragazze provare per credere, e ci aiuta a superare le nostre paure, nella vita dentro e fuori le corde”.

Dal Palcoscenico del Grande Fratello a quello di Oktagon, quale preferisci? “Le emozioni che si provano quando si sale sul ring non hanno nessun palcoscenico che regga il confronto. Oktagon è la manifestazione più importante che si svolge in Italia, la tensione le scariche di adrenalina qualcosa che ti opprime l’unica via d’uscita il combattimento!!! E ti senti rinascere”.
Eleonora Leprini, Gabriella Rutigliano ok hai vinto, il 14 Marzo affronterai Silvia La Notte Campionessa del Mondo di Savate Boxe Francese, un osso duro?!? “Non sarà un incontro facile, Silvia è una ragazza determinata con una buona tecnica e ha molta più esperienza di me, sulla carta è la favorita, il mio maestro, Massimo Barone, mi ha detto che posso farcela, ci piace prendere il toro per le corna, darò il meglio!!!”
Qual’ è il tuo sogno nel cassetto?
“Le Olimpiadi Londra 2012, ci arrivo giusta giusta con l’età, ma è dura l’avventura nel Pugilato… alla portata, e spero riescano a organizzarmelo nel 2009, il Titolo Mondiale Wako Pro di Kick Boxing”. In Bocca al lupo… e crepi naturalmente!!!

Apprendo, poi, dal sito ufficiale di Alice (dal quale è tratta anche la foto iniziale) che qualche acciacco sta infastidendo la campionessa, da inizio 2009 - tant'è che ha rinunciato ad Oktagon. Forza Alice, siamo certi che tornerai presto sul ring più in forma e grintosa che mai!

martedì 17 marzo 2009

Ma quale crisi? In Italia si sta benone!


Apprendo con un certo sgomento che anoressia e bulimia sono le principali cause di morte per malattia tra le giovanissime, nel nostro Paese (qui l'articolo).
Non la malaria, non la tubercolosi, signori miei: anoressia e bulimia!
In Italia, dunque, si sta benissimo. Non soltanto perchè la denutrizione, qui, praticamente non esiste, ma perchè viene consapevolmente scelta da scriteriate con evidenti problemi mentali per essere da essa accompagnate nella tomba!

A queste deficienti (evidente che deficino, nel senso squisitamente etimologico del termine!) consiglierei caldamente di fare un bel po' di volontariato, magari proprio laddove di sofferenze vere ce ne sono a bizzeffe, invece di struggersi per quel corpo che vedono sempre informe e sgraziato quando si guardano allo specchio. Che di Veline ce ne son solo due per volta in Italia, di malati e bisognosi, sfortunatamente, ce ne son molti ma molti di più!
Eventualmente affrontino il problema avvalendosi della consulenza di esperti psicologi: in Italia ve ne sono molti, anche ottimamente preparati, e certo pronti a sostenere il percorso di recupero di queste giovani persone troppo concentrare su se stesse per accorgersi del vero dolore presente nel mondo. 

(P.S. La modella nella foto si chiama Isabelle Caro ed è stata scelta da Oliviero Toscani per una campagna pubblicitaria contro l'anoressia)
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