lunedì 9 febbraio 2015

Storie di pugni

Chi lo conosce - e forse, oggi, i suoi libri non vengono neppure più letti a scuola - lo ricorda come l'autore di "Zanna Bianca" e "Il richiamo delle foresta", ma Jack London, al secolo John Griffith Chaney London, fu autore di diversi scritti, oltre che giornalista.
Appassionato di boxe, scrisse alcuni brevi racconti che sono stati raccolti in "Storie di pugni", in cui si trova anche l'inedito "Il match del secolo".
Potreste pensare che, trattando questo libro di sport da ring, ovviamente ne scriverò in toni entusiastici, ma in realtà sono altre le motivazioni che mi portano a recensirlo positivamente: tanto per cominciare, a me lo stile narrativo di London è sempre piaciuto, fin dai tempi di "Zanna Bianca", e con questo libro ho avuto una gradita conferma; in secondo luogo, quest'uomo sapeva di cosa stava scrivendo e, datemi retta, non è una cosa così scontata.
Mi capita di leggere ancora oggi articoli di giornale in cui le parole "Kung Fu" e "Karate" vengono usate indifferentemente o dove si definiscono "arti marziali" delle discipline sportive e viceversa, ad esempio; ebbene, London scriveva di jab sapendo esattamente cosa fosse e non lo avrebbe certo confuso con un uppercut, tanto per dire. Certo, questo libro tratta soltanto di pugilato, quindi non è possibile incespicare tra diverse discipline, arrancare faticosamente tra una moltitudine di stili, tuttavia i racconti sono estremamente vividi e dettagliati, precisi come precisi devono essere i colpi sferrati sul ring. 
Se avete amato la prosa di London, questo libro vi piacerà sicuramente, indipendentemente dal fatto che apprezziate o meno "la nobile arte".

Autore: Jack London
Editore: Piano B Edizioni
Traduttori: Antonio Tozzi, Silvia Franceschetti
Anno d'edizione: 2010

venerdì 6 febbraio 2015

L'inverno e la neve

Come sempre, cliccate sulle foto per ingrandirle.
E' inverno e nevica. Tutto normale, se non fosse per il fatto che i giornali e le tv parlano di questi fiocchi come di una sorta di cataclisma e su Twitter il Corriere della Sera si è inventato niente meno che #bigsnow (perchè chiamarla "grande nevicata" evidentemente non faceva abbastanza figo e allora, tanto per cambiare, ci si butta sugli anglicismi). Di "big", almeno qui, non c'è stato proprio nulla e la poca neve caduta è bastata appena a cambiare faccia alle cose, ricoprendo strade, campi e boschi con un leggero strato di zucchero a velo.
Io ne ho approfittato per andare a fare la mia consueta passeggiata armata di macchina fotografica e quelli che trovate qui sono alcuni degli scatti che ho realizzato all'interno del PLIS (= Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del  Lura, da Saronno a Rovello Porro e ritorno.
Chi mi segue da più tempo lo sa: io ADORO la neve! Vado letteralmente pazza per quel senso di pace che pervade tutto quando la neve copre il mondo con il suo manto, per quanto leggero sia. Stamattina, ad esempio, al parco si sentivano solo i richiami degli uccelli (merli, fringuelli e pettirossi soprattutto, ma anche qualche cinciallegra e picchio), i tonfi dei mucchietti di neve che cadevano dai rami ed il crepitare dei miei passi sul terreno bianco. Una meraviglia! Un silenzio quasi irreale, se si considera che si è a pochi passi dai centri abitati.
Cercando di non far rumore per non spezzare l'incantesimo - e, magari, riuscire anche a fotografare qualche bestiola - mi sono incamminata lungo il sentiero, stupendomi quasi di come posti perfettamente noti possano sembrare del tutto nuovi col trascorrere delle stagioni. 
I campi, che tra non molto torneranno a verdeggiare, sembrano quasi addormentati sotto questo candido piumone; gli alberi, sui cui rami già spuntano le prime gemme del nuovo anno, trattengono agglomerati di fiocchi che sembrano fare gli equilibristi mentre delle gocce si lanciano a terra, incapaci di resistere all'alzarsi delle temperature ed alla forza di gravità. 

Poi, naturalmente, dal momento che il parco è un luogo pubblico, capita che si incontri qualcuno: una signora che porta a passeggio il cane, un runner appassionato che non rinuncia alla sua corsetta neppure con la neve... La cosa bella è che puoi sapere se sta arrivando qualcuno prima ancora di vederlo o sentirlo: gli uccelli sono timidi e scappano via appena qualcuno si avvicina, facendo frusciare le foglie e cadere mucchietti di neve; se presti attenzione a loro, ti avvisano dell'imminente arrivo. 
Il fatto è che noi esseri umani siamo troppo spesso così... "connessi" da non riuscire nemmeno più ad accorgerci di ciò che ci circonda: la signora parla fitto fitto al cellulare, mentre il cane la strattona con decisione; il runner ha la musica sparata talmente ad alto volume nelle orecchie che riesco a percepirla mentre è ancora lontano diversi metri da me. Che peccato! Quanta pace, quanta tranquillità siamo capaci di gettare via, come se non servisse a nulla! Io invece tutto questo silenzio me lo godo proprio. E, forse, è anche per questo che mi piace così tanto la neve (anche quando non è per nulla "big").

P.S. Scatti di "neve, trasparenze ed equilibrismi" li trovate qui.

Qualcuno conosce il nome di questa pianta che colora l'acqua?
Può essere che sia l'ontano?


Parco pubblico di Rovello Porro (CO)

Quasi un giardino Zen. Invece è il Lura

giovedì 5 febbraio 2015

I migliori film d'amore italiani. Eccone cinque

Dai danteschi Paolo e Francesca a Renzo e Lucia e le loro traversie lombarde, passando per Romeo e Giulietta di shakespeariana memoria, gli italiani la sanno lunga in fatto d'amore. E anche i film romantici made in Italy riservano piacevoli sorprese. Eccone cinque - in ordine sparso - che vale la pena vedere, da soli o in dolce compagnia. (Se volete, per San Valentino... prendete appunti!)

Lezioni di cioccolato - Cioccolato e San Valentino sono un binomio inscindibile, ma questo film meriterebbe di essere visto in qualsiasi periodo dell'anno si avesse voglia di tenerezza. Mattia è un imprenditore edile cinico e privo di scrupoli che, pur di risparmiare, rinuncia alle misure di sicurezza in cantiere e non si fa troppi broblemi a far ricorso al lavoro nero; tutto bene, per lui, fino a quando l'operaio egiziano Kamal non si fa male in cantiere e lo ricatta, costringendolo a prendere parte in sua vece ad un corso da cioccolataio al quale avrebbe dovuto partecipare. Proprio al corso lo svogliato Mattia/Kamal incontra Cecilia, abile nell'arte del cioccolato quanto in quella dell'innamorarsi di uomini sbagliati, che, essendo attratta da lui, pensa di sfruttare facendole "fare i compiti". Quando anche Mattia scopre di provare dei sentimenti per Cecilia, l'inganno viene scoperto e la catastrofe incombe, ma il cioccolato sistemerà tutto. (Interpreti principali: Mattia - Luca Argentero; Cecilia - Violante Placido; Kamal - Hassan Shapi. Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Christian Poli. Regia: Claudio Cupellini. Anno: 2007. 1 nomination ai Nastri d'Argento, 1 nomination al David di Donatello).

Casomai - Tommaso e Stefania si incontrano, si piacciono, si frequentano, si innamorano. E decidono di sposarsi. Ma il matrimonio non è una passeggiata ed a complicare le cose arrivano amici e parenti, prima vicini e solidali, che ora si allontanano o diventano ostili, più o meno consapevolmente, più o meno a fin di bene. Come cambia una coppia quando, da "libera", decide di essere unita per la vita? Cosa succede sul posto di lavoro, con gli amici, con le bollette da pagare...? Bello. Ne avevo già scritto qui. (Interpreti principali: Tommaso - Fabio Volo; Stefania - Stefania Rocca. Sceneggiatura: Alessandro D'Alatri, Anna Pavignano. Regia: Alessandro D'Alatri. Anno: 2002. Nastro d'Argento "Miglior sonoro" e 4 nomination; 5 nomination al David di Donatello).

L'uomo perfetto - Lucia e Maria sono migliori amiche fin da bambine: mora e un po' introversa la prima, bionda, spumeggiante ed adorabile la seconda. Impossibile competere. L'unico che da sempre ha voluto bene ed è stato vicino a Lucia è Paolo, ex bambino cicciottello che, cresciuto, ha superato i problemi di sovrappeso, è l'uomo dei sogni di Lucia e... sta per sposarsi con Maria. Lucia, che ha avuto una relazione con Paolo, non intende rinunciare a lui e così, approfittando del suo lavoro presso un'agenzia pubblicitaria, assolda l'attore squattrinato Antonio e lo istruisce affinchè diventi l'uomo perfetto per Maria, convincendola a mandare a monte le nozze. Ma l'amore non si pianifica.
E' un film dolce, romantico e delicato. Con tanto di lieto fine, che non guasta. (Interpreti principali: Lucia - Francesca Inaudi; Antonio - Riccardo Scamarcio; Maria - Gabriella Pession; Paolo - Gianpaolo Morelli. Sceneggiatura: Lucia Moisio, Marco Ponti. Regia: Luca Lucini. Anno: 2005).

Perdiamoci di vista - Si può davvero parlare di amore se non c'è la piena accettazione dell'altro? Gepy Fuxas è un conduttore televisivo cinico ed interessato solo ai dati d'ascolto, tanto da liquidare in due parole, nel corso della trasmissione, l'argomento relativo alla disabilità perchè lo giudica di poca presa sul pubblico. Ma proprio dal pubblico si leva la voce polemica di Arianna che, dalla sua sedia a rotelle, lo incalza e mette in crisi. Incontri e scontri che si susseguono nelle vite dei due protagonisti, che sembrano destinati a perdersi e ritrovarsi continuamente, un po' cambiati e più maturi, ogni volta che si perdono di vista. Un bel film, che tratta in modo intelligente la disabilità senza scadere in  stupidi stereotipi. (Interpreti principali: Gepy Fuxas - Carlo Verdone; Arianna - Asia Argento. Sceneggiatura: Francesca Marciano, Carlo Verdone. Regia: Carlo Verdone. Anno: 1994. David di Donatello a miglior attore e miglior attrice protagonisti, 3 nomination. Nomination al Nastro d'Argento e Ciack d'Oro ad Asia Argento come miglior attrice).

In Italia si chiama amore - Documentario basato sull'inchiesta di Italo Dragosei e realizzato ripercorrendo numerose storie di cronaca di inizio anni '60, offre uno spaccato dell'Italia e dell'amore del tempo che fu e, "Contrariamente al solito, i fatti ed i personaggi di questo film si riferiscono ad avvenimenti realmente accaduti", come viene specificato tra i titoli introduttivi. Una vera perla. Dall'autobus "per sole donne" istituito nel '61 a Catania per evitare palpeggiamenti, al giovanotto calabrese che sposa l'anziana settantaquattrenne (care cougars, coi vostri toy-boys non avete inventato niente! O si tratterà forse di un "Italian gigolò" che si sistema?); dal marito siciliano che per una colpa inesistente sfregia la moglie, alla moglie tradita che getta un pentolone d'acqua bollente sul "ventre" (pudicamente detto) del marito; dal reato di adulterio scoperto da un giovane sposo appena rimesso in libertà da Regina Coeli al pluriennale amore non corrisposto di un uomo per una giovane sulle sponde del Po, che oggi forse chiameremmo stalking, passando per lo scandalo di Hanna Rasmussen. (Sceneggiatura: Virgilio Sabel, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Luigi Magni. Regia: Virgilio Sabel. Anno: 1963 - Interpreti noti: Nino Manfredi, Hanna Rasmussen).


lunedì 2 febbraio 2015

Tra Candelora e marmotte, quanto durerà ancora l'inverno?

Il 2 febbraio è un "giorno di svolta" per quanto riguarda il meteo: da noi, infatti, ricorre la Candelora, antico rituale così chiamato popolarmente perchè vengono benedette le candele, simbolo di Gesù che è "luce per illuminare le genti", mentre negli Stati Uniti si celebra il Groundhog Day, il Giorno della Marmotta: il marmottone Phil viene tirato fuori dalla sua tana e, in base al fatto che si veda o meno la sua ombra, si stabilisce se l'inverno sarà ancora lungo oppure no. 

Secondo la tradizione, pare che ad istituire il rituale della Candelora fu il patriarca di Roma Gelasio, attorno al 474 d.C., per soppiantare la cerimonia pagana dei Lupercali che venivano celebrati attorno alla metà di febbraio in onore di Fauno affinchè proteggesse il bestiame dagli attacchi dei lupi. A febbraio, infatti, l'inverno era in pieno vigore ed i lupi, affamati, si avvicinavano agli ovili ed alle abitazioni in cerca di cibo, minacciando i contadini; da qui, dunque, anche la necessità di sapere quanto a lungo sarebbe durata ancora la brutta stagione, con il freddo ed i pericoli che porta con sè.

E a questo punto le strade divergono in modo molto deciso. A Como, ad esempio, un antico proverbio afferma che "Ul dì de la Candelora de l'invernu sem föra, ma se'l piöv o 'l tira vent, de l'invernu sem dent" (= il giorno della Candelora dall'inverno siamo fuori, ma se piove o tira vento nell'inverno siamo dentro) e lo stesso modo di dire è diffuso praticamente in tutto il nord Italia; a Trieste, ad esempio, si dice che la Candelora "se la vien con sol e bora de l'inverno semo fora, se la vien con piova e vento de l'inverno semo drento". Ma un altro detto - di provenienza geografica non specificata - molto diffuso sembra affermare l'esatto opposto: "Per la santa Candelora se nevica o se plora dell'inverno siamo fora" ed in Puglia, ad esempio, si dice che "Pe la Sanda Cannelore, o nèveche o chiòve, ovìirne sime fore. Ce iè ssole o solecìidde sime sèmb'a mmìinze vìirne" (= per la Santa Candelora se nevica o piove siamo fuori dall'inverno. Ma se c'è sole o solicello siamo sempre a metà inverno). Ma allora, affinchè l'inverno termini alla svelta come dev'essere il tempo il 2 febbraio, sereno o piovoso? 

Cercando di dipanare l'intricata matassa, sono andata a cercarmi un proverbio latino (quindi più antico) relativo a questa giornata, dedicata alla Purificazione della Vergine Maria, e ne ho trovato uno che, sulla base del meteo della Candelora, stabilisce come sarà la Pasqua: "Si Purificatio nivibus, Pasqua floribus; si Purificatio floribus, Pasqua nivibus" (ovvero sia, se il 2 febbraio è freddo e nevoso, Pasqua sarebbe stata bella e, viceversa, se il giorno della Purificazione fosse stato sereno, a Pasqua avrebbe fatto freddo). In merito ai restanti giorni d'inverno, però, è forse più adatto questo: "Sole micante die Purificante, frigor peior post quam ante", se il sole ammicca il giorno della Purificazione, seguirà un freddo peggio di prima.
Se in Italia sembra comunque meglio non abbandonare maglioni pesanti e giacconi, negli Stati Uniti si leva, univoca, la voce del leggendario Punxsutawney Phil, il marmottone della Pennsylvania che con la sua ombra predice quanto a lungo ancora durerà l'inverno nel "Giorno della Marmotta". E la predizione di Phil deve essere attendibile perchè questo pelosone di inverni ne ha visti parecchi: sebbene la vita media di una marmotta sia stimata attorno ai 6 anni, infatti, Phil è giunto nel 2015 al sua 129esimo pronostico! Non a caso questa simpatica palla di pelo è famosissima e vanta anche un sito web tutto suo, oltre ad un film nel quale ha recitato al fianco di Bill Murray ed Andie McDowell.
Ma come funziona la previsione a stelle e strisce? Secondo la tradizione, se quando Phil emerge dalla sua tana vede la propria ombra, allora l'inverno durerà altre sei settimane; se invece il cielo è nuvoloso ed impedisce alla marmotta di vedere la propria ombra, in tal caso la primavera è dietro l'angolo. Nel 2014, con il sole alto nel cielo di Punxsutawney (come mostra la foto qui riportata), "zio" Phil predisse altre sei settimane di rigido inverno. E anche nel 2015 il marmottone di Punxsutawney ha predetto altre sei settimane di freddo inverno. Tenete a portata di mano i cappotti, dunque.

La Madonna dei "diversi"

Il cristianesimo è amore, inclusione, accoglienza. Chi si aggrappa strenuamente al simbolo della croce per erigere barricate, per tracciare un solco netto che separi "noi" da "loro", forse non ha compreso appieno il messaggio di Gesù che, per primo, tese la mano e aprì il dialogo con "i diversi", come la donna samaritana al pozzo (Giovanni, 4, 7-9) o il centurione romano, pagano, cui salva il servo gravemente malato (Matteo, 8, 5-13). Lui dialogò con pagani, malati, indemoniati, prostitute, peccatori di ogni risma, offrendo loro amore e redenzione. Gesù ama, accoglie, comprende, perdona e non giudica. E Maria, sua madre, non potrebbe essere diversa: è proprio grazie a lei, al suo amore ed alla sua comprensione, che si deve il primo miracolo operato da Gesù, intervenuto a tramutare l'acqua in vino alle nozze di Cana. 
Maria è la mamma di tutti, che tutti ama e tutti abbraccia. Ed oggi, 2 febbraio, ricorre una festività molto particolare, emblema dell'amore senza limiti.
In Campania, a Montevergine, il giorno della Candelora coincide con quello dei festeggiamenti in onore della Madonna di Montevergine, conosciuta anche con il nome di Mamma Schiavona, ed è occasione di pellegrinaggio da parte di numerosissimi gay, lesbiche e transgender. Narra la tradizione che, nel 1200, una coppia di amanti omosessuali venne scoperta, durante una tempesta di neve, ed incatenata ad un albero, sul monte, con delle lastre di ghiaccio; per intercessione della Vergine un raggio di sole colpì una lastra di ghiaccio, sciogliendola con il suo calore e consentendo così ai due innamorati di salvarsi. Da allora il santuario di Montevergine è divenuto meta di pellegrinaggio da parte dei femminielli campani prima e poi, nel corso dei secoli, ha richiamato un numero sempre crescente di fedeli. "Diversi" che trovano in Maria quell'amore e quell'accettazione che, forse, neppure le loro famiglie terrene sono in grado di donare.

sabato 31 gennaio 2015

Paranoia marziale o consapevolezza

"La vita è un brivido che vola via, è tutto un'equilibrio sopra la follia" cantava Vasco Rossi in "Sally" e chi pratica arti marziali può avere la percezione di questo equilibrismo. Io, almeno, con il T'Ienshu ce l'ho. Perchè, pur avendo i Taolu - che rivestono una parte fondamentale della disciplina - e non disdegnando il lato agonistico, il Kung Fu T'Ienshu ha una spiccata propensione all'autodifesa e allora tu, praticante, ti ritrovi - certo non subito, ma dopo qualche tempo - a fare attenzione a particolari che prima non notavi affatto.

Hem... magari scegliamo un altro bar
Scegli con maggior cura il posto sul treno o sull'autobus, ad esempio, e, se questo è pieno come un uovo (cosa che accade piuttosto di frequente sui mezzi di studenti e pendolari) fai attenzione a posizionarti in un modo invece che in un altro; entrando in un locale pubblico, come ad esempio un bar o un ristorante, lanci una rapida occhiata agli altri avventori prima di decidere dove sederti; per strada preferisci tenere la borsetta in un modo invece che in un altro e magari scegli di fare un percorso particolare invece del solito, perchè hai notato "una brutta faccia" o comunque qualcosa "fuori posto".

Drizza le antenne, evita rischi inutili
Non si tratta di essere paranoici, nè di vivere in costante PCD (Predisposizione, Concentrazione e Determinazione) ovviamente; si tratta semplicemente di essere più accorti, più consapevoli della realtà che ci circonda e meno con la testa fra le nuvole. Ma è necessario avere equilibrio per non diventare paranoici e non vedere possibili scippatori ovunque. E l'equilibrio si esercita praticando con costanza e, ancora di più, prendendo parte agli incontri nazionali che il Maestro Caposcuola tiene periodicamente e nel corso dei quali, oltre a verificare l'avanzamento teorico/applicativo degli allievi, dispensa preziosi suggerimenti.

venerdì 30 gennaio 2015

Una spruzzata di neve nei Giorni della Merla

I Giorni della Merla hanno mantenuto la loro millenaria promessa, portando il freddo e, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio, anche una spruzzata di neve milanese*. Così, prima ancora che il sole fosse alto in cielo, armata di macchina fotografica, sono andata al Parco Lura, un parco naturale che si snoda lungo il corso del fiume omonimo, abbracciando undici differenti Comuni in due diverse Province.
Pur essendomi fermata a girovagare nel solo territorio di Saronno, la natura ha saputo regalarmi immagini splendide che, purtroppo, sono riuscita solo in minima parte a fermare con uno scatto. 
Gli incredibili equilibrismi della neve sui rami più sottili, persino sulle spine delle rose selvatiche e sulle ultime foglie ancora tenacemente attaccate agli alberi; i merli che, nonostante il loro colore della pece, si mimetizzano alla perfezione tra le foglie cadute ed il terreno, costringendoti a giocare a nascondino; il fuggevole pettirosso, che ti beffa con un rapido battito d'ala appena riesci a metterlo a fuoco e ti lascia con un palmo di naso, la macchina fotografica ormai del tutto inutile tra le dita infreddolite; i fringuelli, a caccia di semi lungo il sentiero ma subito pronti a spiccare il volo... 
Insomma, pur se con ampissimo ritardo l'inverno sembra finalmente essere arrivato anche in questo angolo di Lombardia, dove ancora non ci sono state gelate degne di nota nè quei nebbioni tanto comuni in passato. In mattinata, poi, è uscito un sole relativamente caldo, tanto da iniziare a sciogliere questa neve milanese*.





*Neve milanese: definisco così le nevicate di 3/5 cm, sufficienti per imbiancare tutto e renderlo più soffice, ma non abbastanza da far arrivare la gente in ritardo al lavoro (cosa che sconvolgerebbe ogni milanese DOC!).

P.S. Scusate la pessima qualità delle foto, ma zoomando l'immagine perde stabilità. Ci lavorerò su!
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