mercoledì 31 dicembre 2008

L'anno che verrà...


"Caro amico, ti scrivo così mi distraggo un po'... e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. Da quando sei partito, c'è una grossa novità: l'anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va...": è quasi impossibile non conoscere almeno queste parole della canzone di Lucio Dalla "L'anno che verrà" e in questi giorni mi ritrovo a canticchiarla con una certa insistenza. Mi rigira nella testa e pare non volersene andare, me la trovo che mi scivola fuori dalla gola prima sommessa e poi via via sempre più consistente, e quando mi accorgo della sua presenza sono già arrivata alla terza strofa...

Perchè, anche a distanza di tanti anni (era il 1979, avevo 4 anni quando questa canzone è uscita), tante parole sono ancora attuali, di un'attualità quasi inquietante. Perchè passano gli anni, ma troppo spesso mi pare che l'uomo sia incapace di mutare.

"Si esce poco la sera, compreso quando è festa", e se c'erano motivi allora figuriamoci adesso: violenze, rapine, teppismi e pestaggi (questo nella perbene e controllata Svizzera), "e si sta senza parlare per intere settimane", che tanto oggi parlare non serve più: magari non si scambiano due parole con la propria madre ma in compenso ci si fidanza via web con un neozelandese... Ciò che doveva semplificare la vita, rendere più facile ed agevole lo scambio di informazioni, è divenuto spesso una sostituzione del dialogo: in famiglia non si chiacchiera più perchè a cena si ascolta il tg, non si conosce il vicino di casa ma si hanno "amici" su Facebook e se la tua vita non ti piace puoi persino costruirtene una nuova di zecca, finta come una banconota da un euro ma nuova. E, visto che i rapporti sentimentali spesso sono complicati, qualcuno ha pensato bene di costruirsi la fidanzata: qualche bullone e microchips, un po' di silicone e lattice e il gioco è fatto! Si attende ora la risposta femminile alla provocazione, con la creazione di un "bambolo" che cucini, stiri e magari massaggi anche i piedi della proprietaria/fidanzata...

Poi, a parte queste novità che negli anni '70 erano persino difficili da immaginare, non è che mi pare che il mondo sia cambiato granchè: si sfruttavano il pianeta e le sue risorse, invece di utilizzarli in modo coscienzioso, consapevole ed oculato, e lo stesso si fa oggi, infischiandosene di Protocolli di Kioto et similia; si temeva e disprezzava il diverso ed oggi la situazione è forse persino peggiorata (qui un rapporto, qui e qui qualche news) però continuano incessantemente gli sbarchi di immigrati, segno che in molte parti del pianeta si sta ben peggio che in Italia.

E persino nelle vicende idiote, da cui si spera sempre che si tragga insegnamento, sono costretta a vedere che passano gli anni ma l'idiozia umana persevera. Caso eclatante, i botti: sequestrate tonnellate di materiale illegale (come l'anno scorso), già prima di Capodanno si contano feriti e mutilati (come l'anno scorso).
Ma se c'è anche solo una piccola speranza di potere noi, nel nostro piccolo, fare qualcosa, anche solo una minuscola cosa, per far girare meglio il nostro angolo di mondo, allora "E se quest'anno poi passasse in un istante,vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch'io".
Tanti auguri di Buon Anno, e che sia un anno davvero un pochino più buono!

domenica 28 dicembre 2008

Corsi antistupro ed antiaggressione a Como


Prenderanno il via a gennaio i corsi antistupro e antiaggressione organizzati dalla Circoscrizione 7 di Como in collaborazione con Corrado Vella, istruttore professionista d'arti marziali, diplomato Full Instructor nelle scienze e nei concetti del Jeet Kune Do e delle Arti Marziali Filippine (Kali) finalizzate al combattimento da strada (Street-fighting) direttamente da Paul Vunak a Los Angeles nel 1998 ed abilitato all'insegnamento di tutto il programma Progressive Fighting System.

I corsi, già proposti nel mese di luglio, hanno avuto un buon successo e verranno pertanto riproposti, affiancando quelli realizzati nei contesti scolastici dell'Istituto Teresa Ciceri e del Collegio Gallio.

Per maggiori informazioni è possibile contattare direttamente Corrado Vella o la sede della settima Circoscrizione (tel. 031/260576)

giovedì 25 dicembre 2008

BUON NATALE!

Tanti auguri di buon Natale e di un sereno inizio di nuovo anno a tutti voi!

Ci si rilegge nel 2009...

lunedì 22 dicembre 2008

Cinghiali, cromosomi, lacca e cataclismi

Sabato sera a casa dei Cinghiali, invitati per cena e dopocena a base di film.
Un piacevolissimo rituale che si ripropone anche in occasione degli auguri natalizi.
La cena scivola via allegra, mi alzo da tavola con un girovita degno di Babbo Natale ed arranco fino al piano superiore dove mi spalmo sul divano. All'unanimità scegliamo di vedere "Hairspray" (ecco qui spiegata la "lacca" del titolo), commedia musicale con John Travolta nei panni extralarge di una mamma inizio anni Sessanta.


Al primo accenno di canzone, ovvero sia immediatamente (trattandosi di un musical la sigla d'inizio è praticamente l'incipit del film, che prosegue poi una canzone dietro l'altra), Davide e Cinghiale cadono in uno stato catatonico: occhio fisso, leggermente appannato, molto simile a quello di un'orata non più freschissima.

Io e Cinghialessa, dal canto nostro, che già eravamo diventate un corpo ed un'anima sola con il divano, di colpo ci rianimiamo: i miei piedini scalpitano a ritmo, lei sta bella arzilla a seguirsi la trama, arriviamo persino a riconquistare la posizione-seduta-eretta!

I nostri consorti si avviliscono sempre più man a mano che le canzoni si susseguono, arrivano al punto di allontanarsi entrambi per un solo bicchier d'acqua (scopriremo in seguito che in realtà avevano tentato il suicidio con il gas, in cucina...). Cinghialessa e la Marmo non si perdono una battuta, partecipano emotivamente alle battaglie per uguaglianza e pari dignità che animano le scene dentro lo schermo.

Dopo circa due ore e mezza termina il film.

Cinghiale e Davide, a questo punto, dopo essersi sorbiti, sempre in stato di coma apparente, pure la cantatina finale che accompagnava gli interminabili titoli di coda, di colpo rinvengono. E con spirito di pura rivalsa piazzano su il film "Poseidon", un mattone catastrofico ed inguardabile, realistico quanto il musical di poc'anzi ma con l'aggravante di essere pure ansiogeno, monotono e più urlato che parlato.


Resistenza della qui presente, prima di cadere felice tra le braccia di Morfeo: minuti 7.
Resistenza della Cinghialessa: non pervenuta. Si vocifera, però, che sia crollata già al termine della sigla iniziale.

Da ciò si desume che i gusti cinematografici sono strettamente legati ai cromosomi.
XX significa: "Musical? Yes, please!", "Commedia romantica? Pronta!".
XY significa: "Film? Quanti morti ci sono?". In base al numero della risposta, si giudica la validità dell'opera.

sabato 20 dicembre 2008

Il regalo del "capo"


Premetto che in oltre 15 anni da che ho iniziato a lavorare non mi è mai capitato di ricevere regali, nè presenti nè doni d'alcun genere da parte dei miei superiori o datori di lavoro.
Mi ha quindi sorpresa piacevolmente il constatare che il mio nuovo "capo", in occasione del Santo Natale, abbia voluto fare un dono alle mie colleghe e a me. E ancora più piacere mi ha fatto il tipo di dono.

Si tratta di un pacchetto di biscotti. Ma sono biscotti speciali, che vengono da un forno speciale: arrivano dalla Comunità Alloggio La Monda, cui il nostro "capo" ha lasciato una donazione a nostro nome.

Viste le mie idee circa i regali, direi che ha assolutamente colto nel segno!
Grazie "capo", davvero di cuore!

giovedì 18 dicembre 2008

Il traguardo è vicino. ...Anche grazie ad un "furto"


Non vorrei gridar vittoria troppo presto, ma il traguardo già si profila all'orizzonte ed io sono ancora in possesso di ciò che resta dei miei 2,80 euro...
Ieri caffè gentilmente offerto alla macchinetta da una collega, pranzo in mensa, viaggi casa/lavoro e ritorno in autobus (con l'abbonamento già in mio possesso da inizio mese), andata e ritorno da Saronno sfruttando impunemente quel sant'uomo del mio fidanzato e la di lui macchinina, cena frugando frugalmente (he! He! He!) in frigo.

A tarda sera ho insistito per pagare a Davide almeno il tratto autostradale, il che ha comportato un'erosione di € 1,70 del mio capitale, che attualmente ammonta quindi alla "bella cifra" di € 1,10. Ma il traguardo è vicino.
Poi, dal momento che ieri si è tenuto l'ultimo allenamento prima delle feste natalizie, ho pensato bene di "rubare" un panettone da casa e portarlo in palestra per i festeggiamenti augurali.
(A tal proposito, in caso possa esservi utile, sempre in un'ottica di non-spreco, qui trovate il link al paniere natalizio, coi prezzi medi di panettoni, pandori, lenticchie e torroni).
Quale cauzione per il furto di panettone ho lasciato a mia mamma la rassicurazione che avrei provveduto a comprare un panettone identico sabato o domenica, a scommessa con me stessa ultimata.
Sguardo attonito e un pochino sconsolato di mia mamma, che però per fortuna è stata ben presto assorbita da altre incombenze e quindi non si è soffermata più di tanto sulla strampalata idea di sua figlia.

Con accresciuta stima e faccia tosta, mi tengo ben stretti i miei spiccioli. Almeno per un giorno ancora.

Spontaneità e cedevolezza


Ieri sera è stata l'ultima serata di allenamenti prima delle vacanze natalizie.
Come da tradizione, dunque, il Maestro ci ha concesso la possibilità di spaziare nell'immenso universo marziale, soddisfando la nostra curiosità circa altri stili.

Siamo partiti con un po' di Kali, arte marziale di origine filippina che prevede l'utilizzo di bastoni e coltelli, della quale ricordavo ancora qualcosa grazie ai miei trascorsi di JKD.
Il Kali, infatti, pur essendo di origine orientale, è divenuto noto in occidente principalmente grazie al prezioso contributo di Dan Inosanto, allievo diretto di Bruce Lee. E, come è noto, il Jeet Kune Do è stato generato da Lee.

Bastoni di rattan in mano, dunque, e via... al centro del tatami in compagnia del Maestro a cercar di dimostrare il poco che ricordavo. Lui, come sempre, bravissimo e di una velocità impressionante. Io, come sempre, molto lenta e molto, molto goffa.
Proprio questo mi ha portato a riflettere sul concetto di spontaneità.

Perchè la spontaneità è centrale nel T'Ien Shu. Spontaneità e cedevolezza dovrebbero caratterizzare il nostro modo di porci davanti all'avversario e, più in generale, davanti agli eventi della vita. Senza preconcetti e false mitizzazioni, dovremmo essere in grado di essere noi stessi e, in quanto tali, praticanti di arti marziali. Quindi le tecniche dovrebbero riuscire spontanee e fluide, senza stare a pensarci, proprio come camminiamo, respiriamo, deglutiamo senza stare a pensarci su.
Questo nella teoria.

Nella pratica mi sono accorta di essere ancora lontana anni luce da spontaneità e cedevolezza.
Ma non demordo. La strada, certo, è lunga, ma il cammino è estremamente appassionante!
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