venerdì 23 agosto 2013

Arrivederci

Che dire? E' arrivato il momento anche per il blog di andare in vacanza. Non vi lascio soli: in questi anni ho scritto numerosi post, sui più svariati argomenti: dalla cucina agli animali, da fatti di cronaca a questioni sociali passando per i libri che ho letto ed i film che ho visto e, ovviamente, tanti tanti articoli su arti marziali e sport da ring.
Curiosate pure in giro, fate come se foste a casa vostra, lasciate - se vi va - un messaggio o un saluto. Al mio rientro toglierò le ragnatele e sarà un piacere trovare i segni del vostro passaggio.
Buone vacanze!

mercoledì 21 agosto 2013

Spiedini di carne filippini, Tinindag na Karne

Eccoli qui, tutti belli allineati in attesa di essere cotti sulla griglia, gli spiedini filippini secondo la ricetta di Denis e Lori: mi hanno detto che si chiamano Tinindag na Karne, che dovrebbe voler dire "spiedini di carne", e si tratta di un nome generico perchè possono essere realizzati con diversi tipi di carne. Questi qui sono di carne di maiale.

Passo senza indugio ad elencare gli ingredienti di questa nuova ricetta orientale che - pare ovvio - fa parte della raccolta Orientaleggiamo e per la realizzazione della quale occorrono due giornate perchè, è bene lo sappiate prima di mettervi all'opera, la carne deve rimanere a marinare in un "puccino" per almeno una notte intera prima che i tocchetti siano pronti per essere infilzati sugli spiedini (o per il maggior numero di ore possibile).

Ingredienti per gli spiedini:
  • carne - quella che preferite: di maiale, di manzo, di pollo...
Ingredienti per la marinata:
  • una bottiglia di gassosa (da uno o due litri, dipende dalla quantità di spiedini che vorrete realizzare)
  • una o due cipolle belle grosse 
  • salsa di soia
  • pepe nero
Si prende la carne, la si lava, si eliminano eventuali parti troppo grasse o nervose e la si taglia a tocchetti di circa 3-4 centimetri di lato. In una teglia capiente si versa la gassosa, si aggiungono le cipolle tagliate a rondelle sottili, si unisce la salsa di soia - la quantità è estremamente variabile a seconda del gusto personale, diciamo che il composto deve risultare ben bilanciato, un agrodolce nè troppo zuccheroso nè troppo salato - e vi si immergono i tocchetti di carne, mescolando ben bene in modo che tutti vengano a contatto con questa salsa.
Si elargisce una spolverata di pepe nero - anche in questo caso, in quantità variabile a seconda dei vostri gusti personali - e si mescola nuovamente il tutto, dopo di che si copre la teglia con della pellicola trasparente e la si mette in frigo per tutta la notte (o comunque per diverse ore, così che la carne abbia modo di impregnarsi dei sapori).
Il giorno seguente, si prendono i tocchetti di carne che nel frattempo si saranno ben insaporiti, li si infilza sugli stecchini da spiedo e li si mette semplicemente a cuocere sulla griglia. 
Buon appetito!

venerdì 16 agosto 2013

Allenamento e gita estiva: il Gitamento!

Come sa chiunque sia entrato in contatto con l'Accademia Marziale Saronno, non si tratta certo di una "normale palestra": anche quando i corsi tradizionali sono chiusi per ferie, il Maestro si rende disponibile ad allenamenti extra con gli allievi che restano in città e così, dopo l'Estate Marziale (o Summer Training che dir si voglia), ecco la degna conclusione con il Gitamento, ovvero sia una gita con allenamento. Un all inclusive, per così dire! :-)

Sabato 10 agosto il Maestro Davide Carpanese ed un manipolo di irriducibili delle arti marziali ha preso parte a questa escursione lungo il corso del fiume Breggia, culminata con un allenamento di autodifesa con base di JKD Kali. 

Il principio ispiratore dell'allenamento era che può essere necessario sapersi difendere in contesti anche molto diversi, come ad esempio per strada o persino in un bosco. Ciò che si studia in palestra è certamente utile, tuttavia può essere necessario testarne la validità anche in ambiti diversi e decisamente più "scomodi" di un tatami: provare tecniche che in palestra possono sembrare quasi banali su di un terreno sconnesso, sassoso o ricoperto di fogliame, cambia completamente la prospettiva. Il bosco si è dimostrato particolarmente efficace da questo punto di vista, mettendo alla prova la nostra capacità di adattamento. Per la stessa finalità, ci era stato detto di vestirci in modo "normale", come per un'escursione tra i boschi, e non con la divisa della Scuola nè men che meno con un abbigliamento e scarpe da palestra. Può capitare di doversi difendere anche se si indossano pantaloncini e scarpe da trekking...

La parte iniziale della mattinata è stata interamente occupata dalla sezione "gita", con una bella escursione lungo il corso del fiume Breggia che ci ha permesso di conoscere angoli di natura veramente splendidi a pochi chilometri di distanza da casa, oltre che di beneficiare di un fantastico venticello fresco, un'autentica goduria in queste giornate di caldo estivo! 
Una volta raggiunta la nostra meta, ha preso il via l'allenamento vero e proprio: con dei rami raccolti dal terreno, proprio come se si trattasse di armi di fortuna raccattate in caso di aggressione, abbiamo iniziato la nostra lezione di JKD Kali ed autodifesa. 
Abbiamo cominciato con un ripasso generale degli angoli, utile soprattutto per chi, nell'Accademia Marziale Saronno, pratica Kung fu T'Ienshu ma non si era mai approcciato alla disciplina del Jeet Kune Do Kali, ed abbiamo poi proseguito con tecniche di attacco, reazione e difesa, accennando anche ai basilari dei disarmi e dei gunting. 
Io sono scandalosamente di parte, dal momento che la mia passione per le arti marziali e le tecniche di combattimento è esplosa proprio grazie al JKD ormai una vita fa, ma devo dire che questa giornata di Gitamento mi è piaciuta immensamente e spero proprio che se ne possano realizzare altre in futuro.

mercoledì 14 agosto 2013

Italia, lavoro e crisi: c'è chi dice no


Non importa se sei laureato con il massimo dei voti in Giurisprudenza, se hai diverse pubblicazioni al tuo attivo e se ami visceralmente la materia giuridica: in Università non c'è posto per te come docente. A meno che, è chiaro, tu non abbia qualche giusta conoscenza...

Una laurea in Medicina può servire a ben poco se desideri effettivamente lavorare come medico, molto meglio accontentarsi di un lavoro sicuro in un centro estetico e far epilazioni da mattina a sera perchè, bella mia, il tuo prezioso "foglio di carta" e la tua passione non contano nulla se all'orizzonte si profila la bella nuora australiana del super primario...
Chi se ne frega se i tuoi genitori hanno fatto sacrifici per farti laureare e tu, invece di raccogliere il testimone del babbo ferroviere, vuoi fare il giornalista! All'interno della redazione di contratti decenti non se ne vedono all'orizzonte, bisognerà aspettare qualche pensionamento... a meno che, è ovvio, il tuo cognome non sia lo stesso del famoso giornalista ed autore di svariati libri: la sua figliola, manco a dirlo, il posto fisso in redazione lo trova bell'e pronto!


Poi, alla cena che riunisce tutti gli ex compagni di studi, d'un tratto realizzi che chi ha un lavoro degno di questo nome, chi non deve tirare a campare con uno stipendietto da ricercatore o da precario, chi davvero riesce a vivere del suo lavoro - il lavoro per il quale ha studiato e si è laureato - è semplicemente subentrato al padre nella gestione dell'azienda di famiglia, intrallazzando con conoscenze e spintarelle. E di colpo tre dita medie si alzano, salutando la boriosa tavolata di raccomandati: Max, Samuele e Irma non ci stanno, vogliono che il merito trionfi.

Nasce così il movimento dei "Pirati del merito", al centro delle vicende del film per la regia di Giambattista Avellino "C'è chi dice no": il trio di amici, portato sullo schermo da Luca Argentero (alias Max Rizzi, il giornalista), Paola Cortellesi (il medico Irma Camuzzo) e Paolo Ruffini (il giurista Samuele Bazzoni), vive un malessere in cui molti trentenni e quarantenni di oggi possono facilmente identificarsi e decidono di agire. Per riappropriarsi del lavoro, della dignità e del rispetto che meritano. 

Sebbene venga classificato come "commedia" - e non mancano certo occasioni di risate - questo film, per nulla pressapochista e lontano dalla retorica, tratteggia un ritratto amaro della nostra Italia quotidiana, in cui talvolta neppure i raccomandati sanno di essere tali - esemplare la scena in cui Enza Giannotti, interpretata da Myriam Catania e colpevole a sua insaputa di aver soffiato il posto in redazione a Max, commenta "Ho il poster del Che in casa e frego il lavoro al figlio di un ferroviere. Mi faccio schifo" - e nella quale, forse oggi come non mai, le colpe dei padri ricadono sui figli.
Film che mi sento di... raccomandare senza dubbio alcuno. Poi, se volete sapere come la pensi la sottoscritta in merito a raccomandazioni, spintarelle, segnalazioni o comunque le si voglia chiamare, ebbene: personalmente ritengo che ognuno, nella vita, abbia quello che si merita. Io, ad esempio, se ho tanto faticato per trovare lavoro e se non sono riuscita a tenermi stretto quello che veramente mi piaceva, evidentemente è perchè non lo meritavo: credo esista una sorta di "selezione naturale" che ancora oggi determina il progredire della specie e se in tempi remoti hanno proliferato gli individui capaci di iniziare a camminare eretti, di afferrare bastoni, di lavorare materiali, oggi prosperano quelli in grado di ordire macchinazioni e sfruttare conoscenze. E' un'abilità anche questa. Che ai protagonisti di "C'è chi dice no" manca ma, non a caso, non si sono riprodotti. Non tramanderanno i loro geni e si estingueranno. Lasciando campo libero all'Homo Bastardus.

lunedì 12 agosto 2013

Ladro picchiato da ex pugile in pensione

Frank Corti, ex pugile ancora molto in forma
Non importa da quanto tempo una persona abbia abbandonato il ring: è comunque meglio non minacciare lei ed i suoi cari. 
Il giovane Gregory McCalium, 23 anni, avrà certo imparato la lezione dal momento che il signor Frank Corti, 72 anni ed un passato da pugile, gli ha fatto un occhio nero e rotto il labbro con due pugni ben assestati, dopo che il ragazzo si era introdotto in casa sua minacciando lui e la moglie - anche lei settantaduenne - con un coltello. 

I fatti risalgono al 19 agosto del 2012, ma si è tornato a parlarne ora che McCalium, di professione barman ma bullo ubriacone e ladro nel tempo libero, è stato condannato a scontare quattro anni e mezzo di carcere per furto aggravato dal possesso di un'arma dal Giudice della Corte della Corona di Oxford, il quale ha anche aggiunto che "ha avuto quello che si meritava".
Secondo la ricostruzione dei fatti, il giovane barman aveva trascorso la serata precedente ad una festa organizzata nella sua abitazione ed aveva bevuto molto; quando alcuni vicini avevano chiamato la polizia lamentando schiamazzi notturni, lui aveva incolpato l'anziano pugile e si era così introdotto in casa sua intenzionato a fargliela pagare.
"Quando gli ho visto estrarre il coltello ho avuto paura - ha dichiarato Frank Corti, che ha prestato servizio nella Royal Engineers durante la guerra in Nord Africa dal 1956 al 1958 - ma la mia antica formazione di boxeur deve aver preso il sopravvento perchè senza nemmeno pensare gli ho sferrato due colpi più forte che potevo e lui è andato giù come un sacco. Poi ho aspettato che arrivasse la polizia. Se non puoi difendere chi ami e quello che è tuo, in che razza di posto viviamo?"

Ora la giustizia ha fatto il suo corso e, come riferisce The Telegraph, il giovane barman criminale trascorrerà i prossimi quattro anni e mezzo nelle patrie galere del Regno Unito.

venerdì 9 agosto 2013

Le arti marziali e l'imponderabile

In questi giorni Saronno è al centro della cronaca nazionale in seguito al brutale assassinio di una commerciante; la signora, titolare di una gioielleria in centro città, è stata uccisa da colui che, a prima vista, poteva sembrare un cliente per nulla diverso da tutti gli altri, mostrato dalle telecamere a circuito chiuso come una persona calma e del tutto "normale" prima che esplodesse l'ira incontrollabile.

E ancora una volta ci si chiede se qualcosa avrebbe potuto salvare questa vita; se ci fosse maggior sorveglianza in centro, se i pattugliamenti fossero più frequenti o persino se lei stessa, ad esempio, avesse conosciuto le arti marziali o le tecniche di autodifesa, avrebbe avuto salva la vita? Le variabili dell'esistenza sono infinite ed è impossibile trovare una risposta univoca; non sono soltanto i pattugliamenti o la conoscenza delle arti marziali a fare la differenza. Paradossalmente, se la signora fosse stata al mare o a casa sua, forse non sarebbe morta, o magari avrebbe subìto la stessa sorte, annegando in mare o rimanendo vittima di un malore tra le mura domestiche.

Per quanto attiene le arti marziali nello specifico, personalmente credo che la pratica di queste discipline "tracci la via", insegni cioè delle tecniche che possono rivelarsi utili in caso ci si trovi a doversi difendere da un'aggressione, tuttavia ci sono sempre tantissime variabili che occorre prendere in considerazione. Chi pratica arti marziali non è e non diventa un supereroe invulnerabile: rimane, sempre e comunque, un essere umano. Con un bagaglio tecnico in più, con un'accresciuta consapevolezza di sè e dei possibili eventi che possono minacciarne l'equilibrio, ma pur sempre un essere umano.

E' possibile, ad esempio, che atleti molto preparati in palestra restino attoniti e incapaci di reagire se si trovano al centro di un'aggressione reale, per strada o in discoteca. Le aggressioni non hanno regole, non c'è nessun arbitro che ferma lo scontro e attribuisce punteggi... Anche per questo motivo moltissime arti marziali "tradizionali" hanno sviluppato, al loro interno, soprattutto negli ultimi anni, un settore meno agonistico e più "di autodifesa", ciò non di meno l'aspetto psicologico continua a giocare un ruolo di primissimo piano in caso di aggressione reale, andando ben oltre la preparazione fisica ed atletica "da palestra".

Tornando al dramma dell'omicidio avvenuto a Saronno, stando a quanto divulgato fino ad ora dagli organi investigativi, pare che nulla lasciasse presagire lo scatenarsi della furia omicida: l'uomo è entrato in negozio, ha parlato con la vittima come un cliente qualunque... nulla, nel suo atteggiamento, ha messo in allarme nè la gioielliera, né gli esercenti dei negozi vicini, nè i passanti che percorrevano la via in quei momenti. Di fronte ad un'aggressione tanto improvvisa e, a quanto pare, immotivata probabilmente anche un esperto marzialista si sarebbe trovato in pericolo, non avendo tempo e modo di reagire. Quella che si è verificata in città è una tragedia che, a mio parere, non poteva essere prevista e, pertanto, evitata, né con un numero superiore di pattugliamenti da parte delle forze dell'ordine, né grazie alla pratica di qualche disciplina marziale. 
Detto questo, rimango convinta del valore delle arti marziali: sviluppare un senso critico verso la realà che ci circonda, essere in grado di avere uno spirito vigile ed attento, pronti a reagire in modo appropriato a determinati eventi esterni che ci minacciano, evitandoli per tempo o, in casi estremi, reagendo con decisione, può rivelarsi estremamente utile. Mantenendo però sempre la consapevolezza che nulla, neppure lo stile più famoso e "di tendenza", potrà renderci invulnerabili.

giovedì 8 agosto 2013

La fortuna è cieca, ma...

Se state attraversando un periodo non proprio baciato dalla fortuna, se vi sentite tristi e perseguitati dalla malasorte, ebbene, sappiate che c'è chi sta peggio di voi. E non è un modo di dire! Erik Norrie è un pescatore americano, dello stato della Florida, ed è balzato agli onori della cronaca dopo essere sopravvissuto al morso di uno squalo mentre si trovava in vacanza alle Bahamas con la sua famiglia ma, per quanto strano possa sembrare, non è stato l'attacco del re degli abissi a procurargli la notorietà mondiale, bensì la sua sfiga conclamata.

Erik, che ha perso parte della gamba in seguito all'attacco dello squalo e sta subendo una serie di interventi chirurgigi ricostruttivi, potrebbe tranquillamente fregiarsi del titolo di "Re della sfortuna" dal momento che questa disavventura marina è soltanto l'utlima delle iatture che si sono abbattute su di lui: è stato infatti colpito da un fulmine, morso da un serpente e persino attaccato da delle scimmie!

Nonostante questa indicibile sequenza di calamità, però, è stato proprio il morso dello squalo al largo delle Abaco Islands a fargli davvero temere per la propria vita, almeno secondo quanto riportato dal Daily Mail: "Quando mi sono voltato, lo squalo aveva appena finito di mordere e strappare la carne e si stava allontanando, così ho potuto vedere un pezzo della mia gamba nella sua bocca - ha raccontato - Poi lo squalo è tornato ad avvicinarsi, nuotando nella pozza di sangue che si era formata, ma a quel punto il mio patrigno si è gettato in acqua, mettendosi tra me e il predatore, e con la fiocina abbiamo cercato di scacciarlo; appena si è allontanato un po' siamo risaliti in barca e con gli elastici della fiocina ho cercato di fermare l'emorragia, ma ho davvero pensato che stavo per morire". Nel frattempo i suoi famigliari avevano chiesto aiuto via radio ed un medico giunto sul posto ha accompagnato il povero Erik in un ospedale locale.

Certo una simile disavventura fa vedere con occhi del tutto nuovi la "sfortuna" di essere incappati in un albergo al di sotto delle nostre aspettative o di aver dovuto posticipare la vacanza per un problema in ufficio...
Resta da capire il mistero di come possa, una sola persona, incappare in tante sfortune nel corso della propria giovane vite. I Norrie, ferventi cattolici, non si pongono domande e ringraziano Dio per questo nuovo, scampato pericolo, richiamando alla mente il biblico Giobbe e la sua stoica sopportazione di ogni prova. Ora Erik è rientrato in Florida e si sta rimettendo dalla brutta esperienza che, ci si augura, sia l'ultima della sfortunatissima serie.
(Si stima che le probabilità di venir attaccati da uno squalo siano una su 11,5 milioni e quella di essere colpiti da un fulmine negli Stati Uniti sia di una su 280 mila)
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