Nevica. Ma tanto tanto tanto! Tanto che ho dovuto prendere un'ora e mezza di permesso ed uscire prima dall'ufficio. Tanto che ho impiegato due ore e un quarto per percorrere trenta chilometri. Tanto che sono arrivata a casa stanca morta e bagnata come un pulcino, con i fiocchetti di neve appiccicati a cappello (rosso, of course, che fà tanto Babbo Natale), sciarpa (rossa, of course, che fà tanto Babbo Natale) e capelli (non rossi, ma nemmeno bianchi come quelli di Babbo Natale!).
Nevica. Lungo la strada le auto strombazzano impazienti, procedono a passo d'uomo e gli uomini (e donne) procedono con andatura spedita da lumaca letargica; i marciapidi sono insidiosi, il rischio-scivolata è in agguato... E in mezzo a tutto ciò io sono smisuratamente felice!
Lo so, lo so, almeno il 90% delle persone leggendo questa mia affermazione vorrebbe accopparmi seduta stante. Dopo un rapidissimo processo sommario, senza neppure uno straccio di perizia psichiatrica. Ma il fatto è che a me la neve piace da impazzire! Mi piace quel manto pulito e magico con cui ricopre ogni cosa, lieve lieve, come un piumotto; mi piace come trasforma gli oggetti anche più comuni: persino le biciclette sgangherate parcheggiate fuori dalla stazione sembrano belle se coperte di neve! Mi piace perchè fa diventare Puxi docile docile e coccolone (roba che giusto una volta o due all'anno, eh!), che arriva e ti si acciambella sulle ginocchia mentre scrivi al computer, come fosse la cosa più naturale del mondo, e attacca a ronfare beato mentre fuori continuano a cadere i fiocchi.
(Il Puxi ronfante...)
Mi piace perchè pulisce l'aria: davvero, provate ad annusare l'aria mentre nevica! Sa di fresco, di pulito, di nuovo. Come se tutte le sozzure del mondo potessero essere state spazzate via da qualche fiocco di neve...
Ecco, l'ho detto e l'ho pure scritto. Sono scandalosamente felice per questa nevicata. Adesso, se volete, via al processo sommario! :-)