mercoledì 7 settembre 2016

La favola del fico folle

C'era una volta un fico. 
Non era ancora nemmeno una piantina piccola piccola, era appena un germoglietto spuntato da un semino depositato da un soffio di vento bislacco del lago.
Forse il tivan, correndo la sera a scompigliare le onde, aveva trascinato con sé quel seme dalle montagne e poi, stanco di portarselo dietro, aveva deciso di lasciarlo lì, di non farlo entrare in città.
Fatto sta che il semino si era aggrappato, nessuno sa come, al muro che costeggia il lago ed aveva cominciato a crescere, spingendo le sue minuscole radici dentro quella parete tutta sassi.
"Nessuna pianta può crescere qui!", gli sussurrava la breva al mattino.
"Nessuna pianta può crescere qui!", gli ricordava il tivan la sera.
Ma lui stava zitto e spingeva sempre più a fondo le sue radici, sempre più in fuori il suo verde germoglio. 
"Nessuna pianta può vivere qui!", gli gridava il sole d'estate.
"Nessuna pianta può vivere qui!", gli urlavano le alte onde dai gelidi schizzi d'inverno.
Ma lui stava zitto e prendeva per sé i raggi del sole, faceva tesoro degli schizzi delle onde. E con l'acqua e con il sole cresceva e cresceva.
Fino a diventare un fico, una pianta impossibile cresciuta in un posto impossibile, dove la strada incontra il lago e non pare esserci neppure un dito di terra.
Fino a produrre, lui insolente, piccoli fichi che deliziano gli insetti, chiedendo in cambio soltanto che col loro ronzio raccontino al mondo la favola del fico folle cresciuto là dove nulla può crescere.
C'era una volta, sulla strada che da Como conduce a Cernobbio, un fico folle. 
E c'è ancora.

La vita è un lungo cammino e tanti sono gli inciampi. Ma il panorama è splendido e il viaggio vale la fatica. Oggi il fico folle me l'ha ricordato. 

12 commenti:

  1. Fantastica storia di tenacia e indomito coraggio!
    Brava. Grazie per avercela raccontata!
    Un abbraccio
    Francesca

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    1. Francesca, grazie a te per questo commento. Lieta che la storia ti sia piaciuta.
      A presto!

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  2. Viviana, hai scritto un bellissimo, davvero bellissimo post! Una favola che in realtà è vita vera... una storia che ci racconta tanto anche della nostra stessa vita, una storia che hai narrato tanto bene dopo che la tua sensibilità ti ha permesso di elaborarla a partire dall'osservazione di questo "fico folle". E anche molto bella la frase finale: "Ma il panorama è splendido e il viaggio vale la fatica". Ti abbraccio!

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    1. Silvia, ti ringrazio. In effetti questa favola è vita vera, forse più di quanto tu immagini. E resto convinta della profonda verità dell'ultima mia frase.
      Grazie per il commento, per l'apprezzamento e per l'abbraccio, che ricambio.

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  3. So quanto ci sia di autobiografico in questo racconto.
    Evviva la tenacia, evviva la follia!
    (Evviva tu!)

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  4. Grazie per questa storia meravigliosa, Viviana. Non ti conoscevo, sono giunta qui per caso, ho fatto pure una bella colazione in compagnia dei tutori post!

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    1. Curry, ben arrivata! E grazie per i complimenti.
      Sono lieta che i miei post abbiano contribuito a farti fare una buona colazione.

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  5. Il fico, emblema di Resilienza...
    Grazie
    A.A.

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    1. Agricoltore Anacronistico, grazie a te.
      Hai centrato in pieno la questione. A presto!

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  6. Sbaglierò ma mi pare di percepire molto di autobiografico in questa favola. Se davvero è così ti auguro di continuare ad essere forte e coraggiosa e determinata e... folle come questo bel fico affacciato sul lago!

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    1. Elena, non sbagli. Grazie per i meravigliosi auguri che mi fai!

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