lunedì 17 luglio 2017

Col violoncello contro l'OMS. Per i bambini

Con un violoncello, sfida l'OMS. 
Davide contro Golia. In musica. A fin di bene.
Il nostro Davide del nuovo millennio si chiama Beat Richner, è un medico pediatra nato a Zurigo ormai 70 anni fa e molto probabilmente non avete mai sentito parlare di lui, né l'avete sentito suonare il suo violoncello. 
Eppure quest'uomo ha cambiato la storia di un'intera nazione, sta - tutt'oggi - cambiando la storia di un'intera nazione: partendo dai bambini, un uomo alla volta, sta rivoluzionando la Cambogia. Sfidando l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
"Secondo l'OMS, la sanità di un Paese deve essere uniformata allo stato globale di quel Paese - ha spiegato il Dottor Richner in un'intervista rilasciata ai microfoni di Overland - Questo significa che un Paese povero deve avere un sistema sanitario povero, con vecchi ospedali e macchinari poveri. E' grazie a questa visione che, ad esempio, nella Repubblica Democratica del Congo si è scoperta con grave ritardo la nascente epidemia di Ebola. Personalmente trovo che questo punto di vista dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sia un misto di arroganza, ignoranza ed incompetenza: credo che, indipendentemente dal fatto che ci si trovi in Svizzera o in Cambogia, ogni vita abbia egual valore".

25 nascite in una sola notte.
Nuove vite possibili, in Cambogia
(foto da Schweizer Illustrierte)
E così il dottor violoncellista, col nome d'arte di Beatocello, ogni sabato sera si esibisce in un concerto gratuito all'interno dell'ospedale pediatrico Kantha Bopha in Siem Reap, uno degli ospedali completamente gratuiti nati grazie a lui nel corso degli ultimi 25 anni di attività; al termine di ogni esibizione, è solito rivolgere un invito al pubblico in sala: "I giovani saccopelisti possono donare sangue, i vecchi benestanti possono dare soldi, e chi si trova a metà strada può fare entrambe le cose".
Detto così, tutto questo può forse sembrare molto poetico e naïf, ma i risultati parlano chiaro: negli ultimi 24 anni l'ospedale Kantha Bopha ha trattato 14.837.155 pazienti esterni, 1.516.471 ricoverati, e ha eseguito 1.390.323 controlli in gravidanza; attualmente, ogni giorno si eseguono 75 interventi chirurgici, 3000 visite mediche, 400 ricoveri, 600 controlli di gravidanza e si registrano 70 nascite. Ogni giorno.
In un ospedale che, è bene ricordarlo, offre tutto ciò gratuitamente.
Se si vuol parlare di "Aiutiamoli a casa loro", credo che questo sia il modo giusto di farlo.

Per donazioni:
IBAN: CH60 0070 0111 3000 4581 4

Per approfondire:
Dr Beat "Beatocello" Richner - sito ufficiale
Kantha Bopha - A never ending quest for donation - Schweizer Illustrierte (in inglese)

domenica 16 luglio 2017

Latitante... a ragione

Ciao a tutti!

Volevo rassicurarvi: ci sono ancora - nel senso che esisto - e non sono stata rapita dagli alieni né espatriata. Sono, molto più banalmente, solo molto, molto indaffarata.

Il lavoro a Milano procede e, con esso, la mia vita da pendolare che non mi lascia molto tempo a disposizione.
Prosegue anche la collaborazione, iniziata quasi per caso (scrivo "quasi" perché chi di voi mi segue da più tempo sa come io sia convinta del fatto che il caso non esista), con l'autrice Lucrezia Monti che, dopo il suo libro d'esordio "Come lampo", mi ha chiesto consulenza anche per il romanzo "Vendetta sottobanco" e per altri lavori dei quali al momento non mi è consentito parlare. Il fatto, però, che "Come lampo" venga venduto pure in Germania credo possa dare una visione d'insieme del fenomeno...

A questo, naturalmente, vanno sommati gli allenamenti ed il tempo da dedicare a faccenducole come preparare i pasti, pulire la casa, gestire un minimo di vita di relazione.
E così il tempo da dedicare al web in generale ed al blog in particolare è davvero molto poco. Mi dispiace e me ne scuso.
Sono sincera.
E' vero che mi dispiace.
Perché amo visceralmente scrivere ed il blog ha rappresentato, fin dalla sua nascita, la possibilità per me di poter dare libero sfogo a questa mia passione, con il valore aggiunto di un confronto con i miei lettori, che spesso interagivano lasciando commenti e messaggi a quanto pubblicavo.
Ora, lo so, avrò perso molti di voi, fagocitati come me dagli impegni della vita o semplicemente migrati verso blog che vengono aggiornati con maggior frequenza. 
Mi dispiace, lo ripeto.
A chi è rimasto, dico grazie, rinnovando la promessa che cercherò di essere più presente e costante nelle mie pubblicazioni e negli aggiornamenti. 
E, sull'onda dell'emozione, vi mando anche un abbraccio.
A presto!
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