lunedì 24 dicembre 2018

Buone feste

Tanti auguri di buone feste a tutti!

mercoledì 19 settembre 2018

La vera storia del pirata Long John Silver

Quando ero piccola, proprio tanto tanto piccola, i miei genitori mi leggevano storie e fiabe. Appena sono stata un pochino più grande, ho voluto imparare a leggere da sola per poter scoprire quei mondi fantastici nascosti dietro alle parole. Il primo romanzo che lessi da sola fu "Piccole donne", il secondo "Il Corsaro Nero": i miei genitori mi hanno sempre lasciata libera di fare le mie scelte, non mi hanno mai rinchiusa negli stretti steccati delle "cose da femmina" o "cose da maschio" e così sono cresciuta giocando con bambole e macchinine, leggendo romanzi per ragazze e quelli per ragazzi, assecondando semplicemente i miei interessi. 
Ebbene, io del Corsaro Nero mi ero anche un pochino innamorata: amavo la sua libertà, il senso di giustizia e dell'onore, il suo coraggio e la possibilità di gironzolare per isole misteriose e porti affascinanti.
Quello che ho provato questa estate, leggendo "La vera storia del pirata Long John Silver", mi ha riportato alla mente le sensazioni vissute tra le pagine di quei primi romanzi "da ragazzo".
Il libro ha del pazzesco già di per sé, a ben pensarci: Long John Silver non è un personaggio storico, è uno dei pirati inventati da Robert Louis Stevenson per scrivere "L'Isola del Tesoro"; che qualcuno, centocinquant'anni dopo (anno più, anno meno) avanzi la pretesa di scriverne la vera storia è quantomeno bizzarro.
Eppure eccolo qui il nostro Silver, che si racconta a Larsson così come aveva fatto anni addietro con Defoe, seduto all'Angel Pub, ingollando rumfustian capace di incendiare le budella. 
Non tace niente, quel pendaglio da forca di Silver: scrive le sue memorie, il racconto di un uomo divenuto ormai più vecchio e più ricco di quanto avesse potuto immaginare, più vecchio e più ricco di tutti i suoi compagni ed avversari, passati a fil di spada o finiti impiccati dopo aver dilapidato autentiche fortune tra taverne e baldracche. 
Forse non ci credeva neppure lui fino in fondo, eppure eccolo qui, in un'isoletta del Madagascar, ancora ricco e vivo, seppur pieno d'acciacchi, ma ancora libero. Già, perché questo, soltanto questo aveva voluto ed inseguito per tutta la sua esistenza: la libertà. Pronto a pagare qualunque prezzo per non essere schiavo di niente e di nessuno. Libero e vivo.
Ora, vecchio e malandato nella sua isola, si concede anche un istante di riflessione: "Vivere. A qualunque prezzo. È stato questo il mio scopo, lo riconosco volentieri. Ma a chi è toccato pagare, mi chiedo, ora che posso farlo a mente fredda? A spese di chi e di quanti ho vissuto?".
Un libro meraviglioso, secondo me, nel senso più vero del termine: stupefacente, il racconto scorre via per oltre cinquecento pagine senza mai annoiare, avvincendo come le migliori storie di pirati sanno fare. 

Titolo: La vera storia del pirata Long John Silver
Autore: Björn Larsson
Traduttore: Katia De Marco
Editore: Iperborea
Anno d'edizione: 2017
ISBN: 9788870910759

(Anche questa è una delle mie letture d'agosto, uno dei quattro libri letti nel corso degli otto giorni di mare. Se volete leggere le mie recensioni degli altri le trovate a partire da qui).

martedì 18 settembre 2018

Cosa c'è dietro un saluto

Ricevo sul cellulare il messaggio di un genitore più o meno di questo tenore: "Mio figlio vuole fare M.M.A. Fate questi corsi?".
Rispondo: "Innanzitutto buongiorno" e poi proseguo dando stringate informazioni. 
Forse posso essere sembrata scortese al genitore, che si sarà sentito apostrofato dal mio richiamo neppure tanto velato, quasi certamente mi avrà trovata pedante se non un'immane rompicoglioni. Probabile.
Ma salutare non è solo segno di buona educazione.
E non è un caso se, prima di iniziare una lezione di una qualsivoglia arte marziale, allievi e Maestri fanno il saluto.
Il saluto è, innanzi tutto, segno di rispetto. Sul tatami ed ovunque.
Salutare significa "ti vedo, ti riconosco nel tuo ruolo - di Maestro, di postino, di segretaria o di dentista non importa - ma soprattutto metto da parte per un istante l'io per dare importanza al tu".
Il buongiorno dato o non dato, dunque, non è solo un saluto, ma un sintomo. Chi non riesce a scendere dal proprio piedistallo neppure per il breve istante necessario a dire - o scrivere - questa parolina difficilmente saprà dimostrare rispetto negli altri aspetti della vita, che si tratti di accettare le indicazioni del Maestro o di rispettare la fila alla cassa del supermercato, come di onorare la scadenza di un pagamento o dare la precedenza ad un segnale di stop lungo la strada. 
Quindi, no, un saluto mancato non è solo un saluto mancato. Non per me, non per noi dell'Accademia Marziale Saronno, non per chi crede e promuove certi valori.

giovedì 13 settembre 2018

Un inizio difficile

Non lo nego: tornare in palestra, a inizio settembre, è stato difficile. 

E difficile lo è ancora, certe sere. 
Forse qualcuno potrebbe dire che ho le paturnie, la verità è che il problema non è qualcosa che ho, ma qualcosa che manca. Qualcuno che manca.
Manca il Maestro. 
E lo so che è sempre stato a 800 chilometri di distanza e che i nostri incontri annuali si contavano sulle dita di una mano, ma c'era.
C'era. 
E adesso non c'è più.
E allora a volte ho l'impressione che le mie lezioni, per quanto accurate e preparate, siano tenute navigando a vista, perché manca il faro, manca quella luce ferma e certa che guidava ogni scelta e decisione.
Cerco la forza negli altri membri dell'equipaggio, per così dire, negli altri appartenenti alla famiglia del T'ienshu rimasti, come me, orfani, ed insieme si va avanti, cercando di far bene, cercando di non deludere le aspettative che il Maestro Caposcuola nutriva su di noi.
Ho ben chiare, nella mente e sulle pagine del quaderno in cui annotavo ogni nostro incontro, le sue parole. So cosa il Maestro si aspettava da me come Istruttrice e mi dico che, anche se manca il faro, queste sue parole sono le carte nautiche che mi ha lasciato per non perdere la rotta.
Così stringo i denti e, faticosamente a volte, si va avanti a vele spiegate. 

mercoledì 12 settembre 2018

Come lampo

Quella di Come lampo è stata una rilettura, a distanza di tempo, di un romanzo scritto da Lucrezia Monti, un'autrice emergente italiana. 

Letto la prima volta in veste di consulente, ho voluto prendere le distanze dal lavoro ed assaporare il romanzo per ciò che è: un racconto. Per meglio riuscire nell'impresa, ho deciso di leggerlo mentre mi trovavo in vacanza in Sardegna, così da "staccare" anche geograficamente. 
Marina e Luca sono due giovani che hanno appena iniziato a vivere la loro storia d'amore - coi dubbi e le paure che caratterizzano le prime esperienze sentimentali - quando un'aggressione sconvolge tutti i fragili equilibri.
Il romanzo, narrato a due voci, dà la possibilità di comprendere al meglio i diversi punti di vista dei due protagonisti e le strategie che ciascuno mette in atto per riemergere dalla violenza del passato, trovando la forza di creare nuovi equilibri personali e di coppia.
Sebbene il romance non sia esattamente il genere letterario che preferisco, ho molto apprezzato l'approfondimento psicologico dei personaggi messo in atto dall'autrice, che non si è limitata a raccontare una storia d'amore, ma ha voluto indagarne e svelarne i meccanismi, sentimentali e psicologici. 
Ben scritto e ben sviluppato, Come lampo è innegabilmente una storia d'amore e proprio nella descrizione di alcune scene di coppia ha, secondo me, il suo tallone d'Achille: personalmente non amo molto le scene di passione e di sesso raccontate troppo esplicitamente. 
Comunque una buona lettura, soprattutto se si considera che si tratta dell'opera di esordio di un'autrice emergente capace di entrare, con le sue sole forze, tra i cinquanta Bestseller di IBS

Titolo: Come lampo
Autore: Lucrezia Monti
Editore: Streetlib
Anno d'edizione: 2016
ISBN: 9788826416540

Questo è il secondo libro delle mie letture delle vacanze 2018, se vi incuriosiscono gli altri titoli, non perdetemi di vista.

mercoledì 5 settembre 2018

Il canto delle orche

Un amore ed una sparizione misteriosa in una piccola cittadina del Maine, alla vigilia delle elezioni che decideranno le sorti della comunità, divisa tra il desiderio di mantenere le proprie radici di pescatori e la tentazione di puntare sul turismo di massa. 
La narrazione delle vicende umane si intreccia con quella di un gruppo di orche, parte integrante dell'ambiente e le cui esistenze entrano in contatto - talvolta in conflitto - con gli esseri umani che vivono sulle coste. 
L'amore per il mare e le creature che lo abitano traspare con chiarezza dalle pagine di questo romanzo che miscela giallo e rosa senza addentrarsi appieno in nessuno dei due generi letterari.
Una buona lettura estiva i cui personaggi sono però un po' troppo stereotipati, secondo me: Ella, la protagonista, ad esempio è tanto perfetta da risultare o inverosimile o insopportabile.
È bella, è onesta, è intelligente, è leale, ama la natura, rispetta l'ambiente, è tosta, sopporta le asperità di un lavoro "da uomini" e riesce a farsi rispettare, tenendo testa anche ai più beceri attaccabrighe grossi il doppio di lei. E, ovviamente, fa perdere la testa al sexy avvocato arguto, affascinante, indomito ed appassionato difensore dei giusti e degli oppressi che, guarda caso, è pure il rampollo di una ricca famiglia.
Ben scritto, con una narrazione che scivola via liscia come una pilotina su un mare calmo, Il canto delle orche è certamente meglio di molti altri romanzi che si trovano in circolazione, ma non offre particolari guizzi che lo rendano un libro memorabile: una buona lettura da relax, da vacanza, leggera. 

Titolo: Il canto delle orche
Autore: Stuart Harrison
Traduttore: Gianna Lonza
Editore: Piemme
Anno d'edizione: 2004 (seconda edizione)
ISBN: 9771592825029

Questa è la prima recensione delle mie letture d'agosto, continuate a seguirmi per non perdervi le altre. 

mercoledì 29 agosto 2018

Letture d'agosto

Come una bambina negligente, eccomi qui negli ultimi giorni d'agosto a "fare i compiti delle vacanze", aggiornando il blog tanto a lungo trascurato. 
Il mese d'agosto è stato ricco di letture, per me, che ho battuto il mio personale record nel corso della vacanza in Sardegna: otto giorni di permanenza, quattro libri letti. Non male, direi. 
Qui accanto trovate i quattro libri le cui copertine, neanche a farlo apposta, si intonavano magnificamente alle tinte della stanza d'albergo.
Comunque: bando alle ciance, veniamo al sodo.
Scriverò la recensione di ciascun libro letto, a cominciare da questi quattro (eh già, non ho letto solo questi quattro!), quindi, se siete incuriositi dai titoli, non perdetemi di vista:
- Il canto delle orche, di Stuart Harrison (la recensione qui)
- Come lampo, di Lucrezia Monti (qui la recensione)
- La vera storia del pirata Long John Silver, di Björn Larsson (la recensione qui)
- Il libro del mare, di Morten A. Stroksnes

Oltre a questi quattro libri, nel mese di agosto ho letto anche La misura eroica di Andrea Marcolongo ed Accabadora di Michela Murgia in cartaceo, mentre su smartphone Emma di Jane Austen; anche di tutto questo scriverò prossimamente.
E voi? Avete letto qualcosa di interessante durante le vacanze? 
Aspetto di leggere i vostri commenti, a presto. 

lunedì 27 agosto 2018

Arti marziali, si riparte!

Passate bene le vacanze? Vi siete riposati, ritemprati, rilassati? 

Benissimo, perché è tempo di dire basta allo spaparanzo!
Riprendono i corsi dell'Accademia Marziale Saronno e, belli carichi, Maestri ed Istruttori (inclusa la qui presente) sono pronti ad accogliervi per iniziare insieme un nuovo anno scolastico!
Non mancate, dunque!
Ci vediamo lunedì 3 settembre, per cominciare insieme una nuova stagione di allenamenti e di crescita comune. 
A presto!

mercoledì 25 luglio 2018

Il profumo del tè e dell'amore, che orrore!

Caffè, perché il tè non sarebbe bastato a tenermi
sveglia. Ed amaretti consolatori. 
Brutto. 
Ma proprio tanto, tanto brutto. 
Non è infrequente che io sia in disaccordo con i critici, perlopiù cinematografici, ma questo libro, salutato entusiasticamente dal Times come "Superbo, divertentissimo, ricco di grandi verità sulla vita moderna" è forse il peggior romanzo che abbia letto negli ultimi cinque anni.
Noioso, tanto per cominciare, con uno stile narrativo soporifero, lento e spesso prolisso. 
Confusionario, con le vicende del presente che si intrecciano in modo piuttosto caotico con i ricordi e gli avvenimenti del passato. 

Tratta in inganno da una copertina accattivante e da un titolo che giudicavo promettente, sono giunta alla fine senza capire cosa accidenti centrasse il tè con quella masnada di quarantenni problematici, egoisti, concentrati soltanto su se stessi, in cui la crisi di mezza età si manifesta sotto le forme più disparate ma comunque detestabili (e ve lo dice una che quarant'anni ce li ha).
Trovato al costo di 2 € al Libraccio, mi ha fatto rimpiangere i soldi spesi e mi sono sinceramente dispiaciuta per le povere piante sacrificate per la stampa.
Poiché il mondo è bello perché vario, però, non escludo che a qualcuno questo libro possa piacere e, pertanto, ecco qui di seguito i suoi dati salienti. 

Titolo: Il profumo del tè e dell'amore (Friends, lovers and other indiscretions)
Autore: Fiona Neill
Traduttore: Daria Restani
Editore: Newton Compton
Anno di edizione: 2015 (sedicesima edizione)
ISBN: 97888854176799

lunedì 9 luglio 2018

Letture d'estate che parlano di mare

Estate, tempo di vacanze.
Il che, tradotto, significa tempo libero. 
Perché, che si vada o meno al mare o ai monti, le aziende chiudono, gli uffici si svuotano, le città si placano e finalmente arrivano le tanto sospirate ferie. Con più tempo da dedicare a se stessi e a ciò che si ama fare.
Non è un caso che proprio in questa stagione aumentino il numero dei lettori e dei libri letti.
Ed ecco allora ciò che mi ripropongo di leggere io durante le vacanze estive: una selezione che parla di mare, sale, viaggi eroici ed epici.
Non so se riuscirò a leggerli tutti e quattro entro la fine di agosto, ma di certo mi ci metterò d'impegno e vi terrò aggiornati recensendo di volta in volta ciascun libro.
Voi avete già pensato a cosa leggere durante le vacanze?

mercoledì 20 giugno 2018

Classici Feltrinelli: la grande promozione d'estate

Poche parole, veniamo subito ai fatti: Feltrinelli, fino al 31 agosto, propone questa offerta su ben cinquanta titoli dell'Universale Economica Feltrinelli. Due libri a soli 9,90 €.
Il che, ovviamente, si è tradotto in grandi acquisti per la sottoscritta. 
Per il momento mi limito a darvi notizia di questa bella, interessante ed irresistibile iniziativa, allegando foto di ciò che ha comportato per la sottoscritta, ma prometto che vi terrò aggiornati mano a mano che procederò nella lettura dei diversi libri. 
Che altro dire se non... approfittatene! 

giovedì 14 giugno 2018

Le fiabe del grande Nord


Ci sono molti modi per tentare di combattere l'afa estiva. Alcuni passano dalla tavola, come la pasta fredda d'estate o la torta alla menta, cocco e cioccolato; altri consistono in bevande rinfrescanti, come ad esempio il black gulaman; altri ancora... arrivano dalla libreria. 

In questi giorni, infatti, la casa editrice Iperborea, specializzata in letteratura nordica, sta proponendo uno sconto del 20% su molti suoi titoli e cadere in tentazione è davvero facile. 

Io sono partita con questi due titoli - e ho in programma un altro acquisto per le letture da spiaggia - raccolte di fiabe del grande Nord.
Questo ciclo è composto da: Fiabe lapponi, Fiabe danesi, Fiabe islandesi e Fiabe svedesi, pubblicate una all'anno. 

Cosa dire di questi libri? Be', sono raccolte di fiabe e, quindi, sono... fiabeschi.
Racchiudono al loro interno i miti, le leggende, i racconti che venivano narrati attorno al fuoco domestico nelle interminabili notti; sono scrigni di culture dimenticate, perse nel passato, di popoli oggi scomparsi che, però, ci hanno lasciato traccia delle loro paure, dei loro sogni, della difficoltà di sopravvivere in una natura sorprendente quanto dura e spesso crudele.

Chi, come me, ha ricordo delle favole di Esopo e di Fedro, non potrà far a meno di confrontare queste fiabe del Nord europeo con le favole mediterranee, scorgendone le differenze e restando, comunque, colpito da alcune similitudini che accomunano, a quanto pare, la storia dell'umanità.

Titolo: Fiabe lapponi - Fiabe svedesi
Autore: AA.VV. 
Curatore: Bruno Berni
Editore: Iperborea
Anno di edizione: 2014 - 2017

lunedì 11 giugno 2018

Wander Braga a Saronno

Il super campione di Vale tudo, Brazilian Jiu Jitsu e MMA Wander "the Crusher" Braga sta per tornare a Saronno, ospite dell'Accademia Marziale Saronno, per alcuni seminari tecnici ai quali potranno partecipare sia gli iscritti dell'Accademia sia quanti vorranno approcciarsi a queste discipline.
Il mio consiglio per i non addetti ai lavori è quello di non guardare filmati di queste discipline presenti su internet, che mostrano in gran parte incontri sportivi tra professionisti o comunque tra esperti e, di conseguenza, non lesinano certo tecniche violente pur di portare a casa il risultato.
Se volete davvero farvi un'idea di cosa siano queste discipline, sia in termini sportivi sia circa il loro utilizzo nell'autodifesa, la cosa migliore che potete fare è non lasciarvi sfuggire una simile occasione, sperimentando direttamente sotto la guida e la supervisione di un autentico esperto.
Per informazioni ed adesioni: 

martedì 5 giugno 2018

Mondiali di lettura Goodreads 2018

Good Reads Italia World Cup.
Il mio Mondiale è differente...
Siete pronti per i Mondiali?

...
Se questa domanda vi ha lasciati perplessi, se avete alzato gli occhi al cielo e se nella vostra mente la frase "Ma a me del calcio non frega un fico secco" è esplosa come un fuoco d'artificio, tranquillizzatevi: sto parlando dei Mondiali di Lettura.

Si tratta di una iniziativa organizzata da Goodreads Italia alla quale partecipa la scrittrice Lucrezia Monti e che consiste nel leggere libri scritti da autori delle stesse nazionalità delle squadre partecipanti ai Mondiali di calcio. In questi particolari Mondiali il punteggio viene attribuito in base al numero di pagine dei libri letti, ma anche - se non soprattutto - in base alla difficoltà di reperire i testi di determinati autori: se scovare un autore tedesco, francese o giapponese tradotto e pubblicato in Italia è un gioco da ragazzi, infatti, lo stesso non si può certo dire per autori del Senegal, dell'Uruguay o della Costa Rica. Ed ecco allora che chi legge i primi segna un solo goal, mentre chi legge i secondi si accaparra quattro o cinque punti in un colpo solo (tutto il sistema dei punteggi, così come il regolamento, lo trovate qui).

Saputo della partecipazione di Lucrezia, le ho suggerito la lettura di "Leggere Lolita a Teheran" e di un altro paio di titoli dei quali non vi anticipo nulla, ma le cui recensioni compariranno presto su questo blog. 
Quindi, se anche il vostro Mondiale è differente, seguite l'andamento della gara su Goodreads e... be', tenete d'occhio anche me se vi interessano le recensioni! 

mercoledì 30 maggio 2018

T'ienshu: buone vacanze bambini!

Con una cena, tutti insieme, si è concluso l'anno scolastico 2017/2018 di T'ienshu dei bambini che, dopo aver superato gli esami per il passaggio di grado, sono stati ben felici di potersi ritrovare "fuori dal tatami" per festeggiare in compagnia.
Come Istruttrice sono felice dei progressi fatti dai miei piccoli allievi e mi ha fatto piacere ritrovare i due più grandi agli allenamenti degli adulti, ai quali hanno potuto accedere in seguito al superamento dei recenti esami.
Si tratta, questo, di un "periodo di prova" per loro, un mese di lezioni del tutto differenti per metodologia, intensità e profondità; un passaggio, per rendere l'idea, equiparabile a quello che differenzia le scuole superiori dall'università. Se tutto andrà bene, come ci si augura, dopo questo mese di giugno ci si ritroverà insieme a settembre alla ripresa delle attività. 
Le lezioni per i più piccini, invece, sono terminate e riprenderanno a settembre con l'inizio del nuovo anno scolastico.
A tutti, bambini e genitori, auguro di trascorrere delle buone vacanze all'insegna del riposo e... della quiete e della pace interiore! 

giovedì 17 maggio 2018

Siddhartha. La ricerca umana

Siddhartha è certamente il libro più famoso di Hermann Hesse, letto da intere generazioni, amato o odiato, ma comunque ormai considerato a tutti gli effetti un classico della letteratura.


L'avevo letto attorno ai quattordici anni, in quel periodo terribile e magnifico in cui si cerca se stessi e, dibattendosi in un corpo non più bambino e non ancora adulto, si cercano quei "cartelli stradali" che indichino quale via seguire per diventare grandi.
Mi era parso che potesse essermi d'aiuto, in quell'epoca in cui panzane new age iniziavano a comparire con sempre maggior frequenza anche sugli scaffali delle librerie italiane, affidarmi ad un classico. Scoprii così che quelle che negli anni Novanta erano panzane new age erano state precedute, poco meno di un secolo prima, dalla pubblicazione di questo libro: la ricerca, la spiritualità, la consapevolezza umana di essere qualcosa di più di semplice polvere, non erano invenzioni recenti, ma bisogni che accompagnano l'essere umano nel corso di tutta la sua storia. 
(Per la cronaca: la prima pubblicazione di Siddhartha è datata 1922).

Di anni, da quella mia prima lettura, ne sono passati parecchi; Siddhartha mi portata ancora una volta con sé nella foresta, mi ha accompagnata di nuovo tra i samana e si è fermato insieme a me lungo il fiume, ma ancora non sono diventata grande. Né credo lo diventerò mai.
Sono cresciuta, questo sì: il mio corpo non è più da un pezzo quello della pubertà, le cellule hanno continuato a nascere, svilupparsi e morire, qualche ruga è arrivata a solcarmi il viso (mi sto sforzando di sorridere spesso, perché, dal momento che la gravità ed il tempo svolgono comunque il proprio lavoro, vorrei avere un viso scavato da rughe di gioia invece di sembrare un pitbull triste dalle guance cadenti), ma grande, questo no, non lo sono diventata di certo.

Non sono ricca, né famosa, né grande secondo i canoni del mondo e del tempo corrente. Sono un'adulta che percorre la propria via, senza più cercare "cartelli stradali" tra le pagine di un libro ma guardando nel proprio intimo, seguendo ciò che ritiene giusto e cercando sempre, come Siddhartha, semplicemente, di diventare un individuo un po' migliore di ciò che è stato fino al giorno prima. 
Il γνῶθι σαυτόν, quel conosci te stesso raccomandato dal Tempio di Apollo a Delfi riecheggia ancora oggi in me, quell'incoraggiamento a conoscere davvero, profondamente se stessi non mi ha mai abbandonata e guida i miei passi. Sono, come Siddhartha, un essere umano che cerca. E che, nella ricerca, di tanto in tanto, ama tornare sui propri passi, per vedere quanto è differente l'oggi dall'allora. 

Titolo: Siddhartha

Autore: Hermann Hesse
Traduttore: Massimo Mila
Editore: Adelphi
Anno di edizione: 1995
ISBN: 9788845901843

sabato 5 maggio 2018

Maggio dei Libri a Saronno

In occasione de Il Maggio dei Libri (http://www.ilmaggiodeilibri.it/) vorrei proporre il seguente calendario di letture condivise all'interno del Parco del Lura di Saronno

- Venerdì 11 maggio - ore 10,30 - "Una passeggiata nei boschi" di Bill Bryson 
- Venerdì 18 maggio - ore 10,30 - "Come lampo" di Lucrezia Monti 
- Venerdì 25 maggio - ore 10,30 - "A spasso con Ollie" di Stephen Foster

Si tratta di un'iniziativa del tutto gratuita, non a scopo di lucro, che mira a diffondere il piacere della lettura all'aria aperta, coniugando cultura e natura, ed è un'iniziativa aperta a chiunque desideri prendervi parte.
Ci troveremo presso il monumento degli Scout, all'interno del Parco del Lura di Saronno, ingresso da via Don Volpi. 
Nel corso degli incontri, ai quali è possibile partecipare senza bisogno di prenotazione, si leggeranno collettivamente stralci dei libri sopra elencati e si discuterà di queste letture. 

Gli incontri verranno annullati in caso di maltempo.

Eventuali modifiche al programma verranno segnalate qui, su questa pagina, e tempestivamente comunicate all'organizzazione de Il Maggio dei Libri.

Per eventuali informazioni, lasciate un commento a questo post. 

giovedì 26 aprile 2018

T'ienshu, raduno "difficile" a San Severo

Non mentirò, poiché non ne sono capace.
Non importa se questo articolo suonerà "poco da guerriera" a chi lo leggerà, verità è ciò che il T'ienshu propone e verità è ciò che da me avrete.
Quello che quest'anno abbiamo trascorso a San Severo, in provincia di Foggia, è stato senza dubbio il raduno nazionale di T'ienshu più duro e più difficile al quale io abbia mai preso parte: eccola, la verità.
Ed è stato così devastante non per la difficoltà degli esercizi sperimentati, né per i principi di teoria affrontati, bensì per la mancanza del Maestro Caposcuola.
Quello del 21 e 22 aprile, infatti, è stato il primo incontro dopo la morte del Maestro Tronnolone e, per quanto sia stato bello ritrovare gli altri Maestri e gli Istruttori, coloro che negli anni sono diventati una sorta di "famiglia marziale", la mancanza del Maestro ha segnato indelebilmente quelle giornate nella mia memoria e nel mio cuore.
Però si va avanti.
Come lui certamente avrebbe volto.
Come, fino all'ultimo, ha raccomandato che facessimo.
Uniti, nello spirito di questa straordinaria disciplina e nel suo ricordo.

mercoledì 4 aprile 2018

Pulizie di primavera


Piove. 
Fitto fitto, sotto un cielo di piombo che fa pensare a novembre. 
Ma è il 4 aprile ed io ho deciso che è primavera, è tempo di rinascere, di fare le proverbiali pulizie, di gettare il vecchio e spalancare le finestre - almeno metaforicamente - per lasciare entrare aria nuova.
E dunque eccomi qui. 
Potrei far finta che va tutto bene, che sto bene, che la mia vita è un sogno, che il passato è passato. Ma non è così e non intendo fingere. Non va tutto bene, il passato non è passato, perché non riesco a far finta di niente e ciò che sono oggi è il frutto di ciò che sono stata ieri.
Si va avanti, questo sì. 
E non posso far altro che essere profondamente, infinitamente grata a chi in tutti questi giorni mi è rimasto accanto, con una forza ed una dolcezza smisurate, supportandomi e sopportandomi. 
Ci si fa forza e si guarda avanti, cercando di prendere gli insegnamenti che la vita e le persone ci hanno dato e di cavarne fuori il meglio. Con energia, si spazzano via le brutture e si cerca di trattenere solo ciò che di bello e di prezioso ci è stato lasciato in eredità, facendone nuove fondamenta per ciò che ancora deve venire. 
Si ritorna in palestra, si riprendono gli allenamenti, si trasmette ciò che si sa a chi ancora c'è e - in questo sono particolarmente fortunata - alle nuove generazioni. 
Si guarda avanti. Si fa quel che si può per fare la propria parte, consapevole di non essere il tutto, ma soltanto un piccolo pezzetto di un mosaico andato in frantumi. Ma si raccolgono i cocci e si va avanti. 

Si fanno le pulizie di primavera anche nel blog, rispondendo a commenti lasciati mesi e mesi fa (scusate il ritardo!), aggiornando qualche post con doverose precisazioni, scrivendo qualcosa di nuovo, andando a far visita a chi, in tutti questi mesi, ha avuto la costanza di non abbandonare né Nonsolobotte né me (grazie di vero cuore!).
E si riparte. Senza più ragnatele. Forza: è primavera!

giovedì 22 marzo 2018

Il "Presagio triste" di Banana

La copertina del libro e, sullo sfondo, i villini di Karuizawa
Ho trovato questo romanzo molto... nipponico, se mi passate il termine.

Il mistero e l'inconscio che si stringono e s'intrecciano, con sogni molto realistici e realtà oniriche, intessendo una trama famigliare che è ben diversa da quella che appare all'inizio, svelando legami e sentimenti sottaciuti, nascosti, dimenticati.

Le poche pagine del libro (neppure 130) potrebbero essere fagocitate in un battibaleno, eppure la narrazione ha il ritmo lento delle grandi ricerche, tra introspezione ed analisi del mondo circostante, un ritmo da goccia zen che fa oscillare docilmente la canna di bambù in un laghetto, una melodia densa di malinconia e d'attesa suonata ad un vecchio pianoforte.
Una lentezza dolce, forse ormai sconosciuta e quasi certamente dimenticata in Occidente. Molto nipponica.

Titolo: Presagio triste
Autore: Banana Yoshimoto
Traduttore: Giorgio Amitrano
Editore: Feltrinelli - Super UE
Anno di edizione: 2003
ISBN: 88-07-84022-7


domenica 11 febbraio 2018

Un San Valentino... insolito.

Già in passato avevo consigliato dei film per San Valentino, alcuni italiani, altri internazionali

Questo, però, è un film che consiglio perché è decisamente nelle mie corde, per così dire. 
"Come ti ammazzo il bodyguard" (titolo originale: "The hitman's bodyguard") viene definito action-comedy, così come "Innocenti bugie" di cui avevo già scritto in passato e, proprio come quest'altro film, ha tutti gli ingredienti necessari per piacermi: c'è la storia d'amore - qui ce ne sono due, per la verità, dal momento che entrambi i protagonisti hanno una donna che fa battere loro il cuore - c'è l'ironia, c'è l'azione... Insomma, l'avrete capito: se volete gustarvi un film romantico ma non melenso, che sia adrenalinico e possa piacere anche vostro lui, questo potrebbe fare al caso vostro.

Micheal Bryce (Ryan Reynolds) è una guardia del corpo impeccabile, da tripla A, come ama definirsi lui stesso: pianifica ogni azione con precisione quasi maniacale, mette la sicurezza del cliente sopra ad ogni cosa, conosce il suo lavoro e vi si dedica con grande passione e coinvolgimento. La sua vita è perfetta: un lavoro che ama e nel quale eccelle, una buona quantità di soldi, una donna splendida e che ama al suo fianco (Elodie Young).
Tutto meraviglioso fino a quando il killer professionista Darius Kincaid (Samuel L. Jackson) non gli accoppa un cliente sotto il naso, ad incarico ormai concluso, facendolo precipitare nella disperazione e al più infimo gradino del personale addetto alla sicurezza. 
Ovviamente, anche la sua storia d'amore naufraga.
Riuscite ad immaginare la sua gioia quando, due anni dopo, l'ex fidanzata ed agente dell'Interpol - il cui numero di telefono lui ha salvato nell'agenda dello smartphone come Male Assoluto - lo contatta affinché lo aiuti a far giungere sano e salvo fino al tribunale dell'Aja proprio il killer che gli ha rovinato la vita?
Micheal e Darius non potrebbero essere più diversi: uno protegge le persone, l'altro le ammazza dietro compenso; uno è meticoloso e pianificatore, l'altro è impulsivo ed istintivo; uno è innamorato di un'agente dell'Interpol, l'altro di una cameriera che ha ammazzato un paio di tizi che l'avevano importunata troppo pesantemente. 
Eppure, come Yin e Yang, si completano e si equilibrano. Fino al felice epilogo, che giunge dopo una buona dose di sparatorie, inseguimenti mozzafiato, lotte corpo a corpo e battute a non finire. 

"Come sei stato romantico a evadere per il nostro anniversario, mi amor!"
Cosa c'è di più romantico che ballare abbracciati, in un bar
malfamato mentre infuria una rissa ed il locale va a fuoco?...
La trama, che potrebbe sembrare banale ad una prima, sommaria occhiata, in realtà non lo è: (spoiler alert!) gli uomini uccisi da Darius non erano mai meno che criminali, mentre quelli salvati da Micheal il più delle volte avevano una condotta non proprio esemplare ed una morale quantomeno dubbia; ce n'è abbastanza per porsi qualche domanda sul bene e sul male, soprattutto se si prende in considerazione la storia di Darius, che viene svelata soltanto negli ultimi minuti. (Fine spoiler)

Dal punto di vista marziale, le tecniche sono realistiche, sebbene velocizzate ed esasperate come in ogni buona americanata che si rispetti, ma nel giusto quantitativo e ad una velocità umana sarebbero applicabili. Per intenderci, non c'è gente che sferra pugni mentre vola. E, credetemi, già questo è un buon motivo per apprezzare il film. 
Ci sono leve articolari, proiezioni, oltre, naturalmente, a calci e pugni, ginocchiate e gomitate... Sonia, l'adorabile mogliettina di Kincaid (Salma Hayek) oltre a prendere a bottigliate nella carotide i suoi assalitori si esibisce in un paio di leve niente male ed esegue un'arm-bar davvero pregevole.
Tutto merito della combriccola di stunt capitanata da Kevin Beard, perché pare che né Samuel L. Jackson, né Ryan Reynolds e neppure Elodie Young né Salma Hayek pratichino arti marziali o sport da combattimento. Peccato. Ma il film è comunque godibilissimo e decisamente consigliato.

sabato 27 gennaio 2018

Autodifesa femminile: parliamone

Vogliamo aspettare la Festa della Donna per parlare di autodifesa femminile? O, forse, preferiamo aspettare che il prossimo femminicidio, il prossimo stupro, la prossima aggressione venga strillata dalle prime pagine dei giornali o faccia parlare di sé in tv?
Meglio parlarne prima, secondo me. 
Meglio parlarne ora. Ancora.
Perché in un mondo perfetto le donne non avrebbero bisogno di conoscere tecniche di autodifesa, dal momento che, semplicemente, nessuno mai le attaccherebbe. Ma non viviamo in un mondo perfetto.
E allora, mentre vi ricordo che presso l'Accademia Marziale Saronno sono attivi corsi di arti marziali e di autodifesa - anche formulati specificamente per le donne - vi lascio consigliandovi la visione di questo filmato, che trovo molto condivisibile e ricco di tecniche simili a quelle che è possibile apprendere nei nostri corsi.
Buona visione.


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