martedì 17 giugno 2014

Che fallito!

Fallito è, secondo la definizione del Grande Dizionario Italiano di Gabrielli Aldo, "Chi non è riuscito a realizzare le proprie aspirazioni nè a conseguire risultati validi, spec. nel campo professionale". Non si fa specifico riferimento al conto in banca - una persona potrebbe benissimo realizzare le proprie aspirazioni senza diventare milionaria, così come un milionario potrebbe covare dentro sè un senso di insoddisfazione - sebbene nell'immaginario collettivo la persona "arrivata", quella "di successo", il "non fallito" insomma, è chi possiede grandi somme di denaro, magari accompagnate dal potere sociale o politico.

Laura Pausini, vincitrice del
Latin Grammy Awards
Ma è l'incapacità di "realizzare le proprie aspirazioni" ciò che veramente contraddistingue il fallito.
Chi non riesce al primo colpo, ma crede in se stesso e nel proprio sogno tanto da perseverare, difficilmente sarà un fallito.
Prova ne è, ad esempio, Laura Pausini, arrivata ultima al Festival di Castrocaro - così come pure Fiorella Mannoia, "bocciata" diversi anni prima allo stesso festival canoro - e, per restare in ambito musicale, è impossibile non citare i Beatles che nel 1962, prima di contribuire a fare la storia della musica, si videro venir rifiutati dalla Decca Records.
E che dire di Fred Astaire? Alla sua audizione il regista scrisse sulla relazione: "Non sa recitare. Non sa cantare. A malapena sa ballare". La star tenne poi quella nota e la appese nella sua abitazione di Beverly Hills, per ricordarsi da dove era venuto. Mentre svariati decenni addietro John Ruskin definì come rumore di "un sacco di chiodi rovesciato e un martello che cade" la musica di un certo Ludwig Van Beethoven.

In ambito completamente diverso, altra stroncatura incredibile, a posteriori, è quella dell'allenatore di basket della Emsley A. Laney High School in North Carolina che rifiutò il posto in squadra a Michael Jordan, il quale potè iniziare a giocare a basket soltanto dal secondo anno. E molto probabilmente la dirigenza del Calcio Como si sta ancora mangiando le mani per aver rifiutato quel quindicenne mingherlino di nome Lionel Andrés Messi, quel calciatore poi diventato famoso a livello mondiale come Leo Messi, vincitore di una serie infinita di riconoscimenti sportivi, paragonato a Maradona e riconosciuto come uno dei migliori attaccanti del pianeta.

Walt Disney con 4 Premi Oscar
(fu nominato 59 volte e ne vinse
ben 26 nel corso della sua vita)
Un super fallito doveva essere Walter Elias Disney: licenziato dal giornale in cui lavorava perchè "senza immaginazione e privo di buone idee", creò una sua compagnia di animazione che fallì miseramente e lui perse tutto. Si ridusse al punto di doversi nutrire di cibo per cani, perchè non aveva abbastanza denaro per procurarsi di che vivere dignitosamente, e quando nel 1927 presentò Mickey Mouse agli MGM Studios si sentì rispondere che un topo gigante non avrebbe mai potuto avere successo perchè avrebbe terrorizzato le donne. Ma Walt Disney non si lasciò abbattere, continuò a credere nei propri sogni e, alla fine, costruì ciò che è diventato un vero e proprio impero.
E pare che Sylvester Stallone abbia dovuto bussare a 1500 porte prima di trovare chi finanziasse la produzione di "Rocky".

"Carrie", il primo romanzo di Stephen King, venne rifiutato la bellezza di 30 volte prima di trovare un editore che lo desse alla stampa e la versione rilegata del romanzo vendette solo 13.000 copie, ma l'edizione economica fece registrare un successo di vendite incredibile e "Carrie" divenne un film (con successivi remake), un musical (1988) e persino un fumetto (la vicenda di questa ragazzina ha ispirato Pasquale Ruju per l'albo n. 135 di Dylan Dog, "Scanner").
Vogliamo parlare poi di Steven Spielberg? Il regista statunitense che ha collezionato 4 Premi Oscar, 12 Emmy Awards, 4 Golden Globe ed una serie interminabile di nominations; il "papà" di film come "Lo Squalo", "E.T. l'extreterrestre", "Jurassic Park", "Salvate il soldato Ryan" e la saga di Indiana Jones; ebbene, questo tale è stato rifiutato non una ma più volte dalla Univeristy of Southern California - School of Theatre, Film and Television, tanto da rinunciare e laurearsi in un'altra facoltà.

Svariati "No, grazie", intervallati da numerosi e molto meno cortesi "Siete dei pazzi, fallirete" hanno segnato il cammino di Federico e Guido, due amici, verso la nascita di quello che oggi è uno dei nomi dell'eccellenza italiana: Grom (l'intera vicenda la trovate qui).
Brian Acton, co-fondatore di WhatsApp, nel 2009 venne rifiutato sia da Facebook che da Twitter ma, evidentemente, non si lasciò abbattere e, con il socio ucraino Jan Koum, diede vita ad una startup per realizzare e lanciare l'applicazione di messaggistica istantanea oggi più famosa al mondo (e comprata, nel 2014, proprio da Facebook per 19 miliardi di dollari).

La caricatura di Charles Darwin - scimmia
E gli esempi di "stroncature celebri" non si fermano qui: anche in ambito scientifico si trova un gran numero di "falliti", a cominciare da quel tal Galileo Galilei, oggi ritenuto il padre della scienza moderna, la cui teoria eliocentrica - in opposizione alla concezione geocentrica accettata e diffusa all'epoca - venne non solo duramente attaccata dall'Inquisizione ma nel 1633 gli costò persino la libertà.
E che dire di Charles Darwin? I suoi studi naturalistici e la sua opera più nota, "L'origine delle specie", gli valsero aspre critiche da parte dagli scienziati e da buona parte della società contemporanea, di idee creazioniste, e gli procurarono, tra molte derisioni, anche quella celebre caricatura che vede il suo viso sormontare il corpo di uno scimpanzé.

In tempi più vicini a noi, l'IBM si rifiutò di comprare la licenza di MS-DOS ideata da Bill Gates, divenuto fondatore e presidente della Microsoft nonché uomo più ricco al mondo dal 1996 al 2009 (con l'eccezione dell'anno 2008, in cui dovette "accontentarsi" del terzo posto) mentre Carlo De Benedetti, noto imprenditore italiano, ha raccontato in un'intervista a Radio 24 di aver rifiutato un finanziamento di circa 200 mila dollari, quando era proprietario della Olivetti, a due giovanissimi americani con un'idea: quei due ragazzi erano Steve Jobs e Steve Wozniak, fondatori della Apple.
Chi è, dunque, davvero un fallito? Forse chi si arrende alle prime difficoltà, rinunciando alle proprie aspirazioni? Oppure chi, come Homer Simpson, le aspirazioni non le ha neppure?

2 commenti:

  1. Devo dire che io, da un po', mi sento spesso così...

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    1. Senza aspirazioni tipo Homer Simpson? I'm so sorry!

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