venerdì 28 ottobre 2016

Non tutti gli adolescenti vengono per nuocere. Conoscere e supportare i nativi digitali, adolescenti navigati

Criticare i giovani d'oggi è il primo sintomo di vecchiaia, avevo detto una volta, ormai qualche anno addietro, parlando con mio marito. 
Queste parole, pronunciate quasi come una battuta, trovo che in realtà siano molto vere: ricordo gli sguardi pieni di disapprovazione che gli allora adulti lanciavano a me ed ai miei compagni di scuola quando, quindicenni o giù di lì, vestivamo in modo per loro incomprensibile e ci sparavamo nelle orecchie la musica dei walkman che per loro era soltanto rumore assordante.
E ricordo anche che i miei genitori mi hanno più volte raccontato come i loro genitori trovassero orribili le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones, come ritenessero Celentano, Gianni Morandi e Patty Pravo degli urlatori, quanto inorridissero al pensiero che in tv le gemelle Kessler esibissero tanto le loro gambe (questo infastidiva soprattutto mia nonna; a quanto ne so i miei nonni maschi non hanno mai avuto nulla da ridire al riguardo...).
Il divario generazionale c'è sempre stato e sempre ci sarà, ma soprattutto si nota in questi anni vissuti ad alta velocità: nel Medioevo il figlio del contadino, pur magari con qualche ribellione adolescenziale non tramandata dagli annali, finiva col fare il contadino e a generare contadini; noi, nel volgere di qualche decennio, siamo passati dalla tv in bianco e nero al blu-ray ed alle trasmissioni on demand, dal telefono a gettoni nel bar del paese allo smartphone.

La questione, dunque, è semplice: desideriamo limitarci a criticare questi giovani d'oggi o, piuttosto, vogliamo provare a capirli e, se possibile, aiutarli a crescere e a realizzarsi, diventando gli adulti che vorremmo popolassero la civiltà di domani?

Una domanda simile se la pone anche l'autore di questo libro, che getta uno sguardo lucido ed attento sui cosiddetti nativi digitali (i ragazzi nati attorno al 2000, quelli che hanno come madrelingua il web e la tecnologia, mentre noi siamo immigrati digitali, persone che - spesso per motivi professionali - si sono avvicinati alle nuove tecnologie informatiche e smart).
Come vivono la loro adolescenza? Quando è davvero il caso di preoccuparsi per tutto il tempo che trascorrono connessi? Quali meccanismi si celano dietro a fenomeni tanto inquietanti per noi adulti come il sexting ed il cyberbullismo? Come possono genitori ed insegnanti supportarli e sostenerli in questo periodo tanto delicato della loro vita, accompagnandoli verso l'età adulta? 

I giornali - anche quelli online, diffusisi non a caso in quest'epoca di elevatissima digitalizzazione e di informazione condivisa - accompagnano spesso i fenomeni di sexting e di cyberbullismo con le parole "allarme" ed "emergenza", ma è davvero così oppure, più semplicemente, si tende ad amplificare un fenomeno alla ricerca dello scoop invece di tentare di capirne le reali cause?
Come accade con molti altri disturbi che fanno la loro comparsa soprattutto in età puberale ed adolescenziale (anoressia, uso di sostanze stupefacenti, uso od abuso di fumo ed alcol ecc.), infatti, anche questi legati al web non sono problemi "a se stanti", ma hanno cause profonde nel vissuto dei ragazzi, nella loro difficoltà ad affrontare la crescita ed i cambiamenti psicologici e fisici che questa comporta.

Titolo: Adolescenti navigati - Come sostenere la crescita dei nativi digitali
Autore: Matteo Lancini
Editore: Erickson
Anno di edizione: 2015

Per approfondire:

2 commenti:

  1. Ciao Camy, scusa ma vedo soltanto ora il tuo commento.
    Lieta ti sia piaciuto il mio articolo!

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