lunedì 9 gennaio 2012

I Berserkir, i combattenti uomini-orso vichinghi

Indomiti e senza paura, spietati e brutali, bestiali: questi erano i Berserkir, gli uomini-orso delle battaglie vichinghe che, nel Medioevo, divennero sinonimo di distruzione e terrore nel nord Europa.

Il loro nome deriva da due parole norrene: bera che significa orso e serkr che significa camicia. Questi guerrieri combattevano infatti senza corazza, coperti soltanto da una pelle d'orso che loro stessi avevano cacciato, ucciso e del quale avevano bevuto il sangue e mangiata la carne per farne propria la forza.

Altrettanto temuti e sanguinari erano gli Ulfhednar, gli uomini-lupo. In un Europa dal clima ostile e dalla natura selvaggia gli animali più temibili acquisivano un valore totemico; uccidere un orso o un lupo, lavarsi col suo sangue e mangiarne la carne consentiva al cacciatore guerriero di ereditarne la forza, il coraggio. Indossando poi la sua pelliccia la trasformazione era completa: il guerriero era ora una belva assetata di sangue, pronta a dilaniare i nemici e assicurarsi la sopravvivenza.

Poco si sa per certo dei Berserkir e degli Ulfhednar: le scarne testimonianze scritte non sono univoche e alle cronache di Sassone Grammatico, che nell'XII secolo parlò di antichi guerrieri danesi che usavano uccidere orsi e berne il sangue per diventare temibili quanto quelle bestie, si contrappone il "Dialogo del Corvo", opera scritta attorno al 900 dopo Cristo per celebrare le gesta del primo re di Norvegia, secondo cui Berserkir e Ulfhednar costituivano un'elite guerriera, giuravano fedeltà al sovrano e ne divenivano le guardie del corpo più fidate.

Quale che fosse la verità, certo è che già in epoca carolingia venne proibito a tutti gli abitanti del Sacro Romano Impero di cibarsi di carne d'orso, ma pare che questo divieto venne tutt'altro che rispettato, soprattutto nelle regioni del più remoto nord, dove gli uomini-lupo e gli uomini-orso continuarono ad esistere e resistere per lungo tempo.

Celibi - così da non aver troppe preoccupazioni in caso non fossero tornati vivi dalla battaglia - e votati al sommo dio norreno Odino, i Berserkir ingaggiavano lo scontro dopo aver assunto funghi allucinogeni come l'Amanita muscaria o essersi presi una solenne sbronza di idromele e birra. In uno stato di coscienza fortemente alterato, dunque, avveniva l'ultimo passaggio della fusione tra il guerriero e l'animale totemico, tra l'uomo e la belva.

Brandendo l'ascia di guerra o una lunga lancia acuminata, protetti soltanto da uno scudo e dal credo in Odino, si lanciavano a gruppi di dodici nello scontro levando alte grida simili a quelli delle belve con cui si erano ormai fusi. La tecnica di battaglia era probabilmente simile a quella dei numerosi clan celti presenti nel resto d'Europa: assalti violenti e improvvisi, agguati tesi approfittando della profonda conoscenza del terreno circostante. I primi cristiani giunti in quelle terre remote e ostili li identificarono come presenze demoniache, poi, lentamente, Ulfhednar e Berserkir vennero soppiantati dagli ideali della cavalleria cortese e di loro restarono soltanto i racconti di licantropi, uomini che si trasformano in belve feroci col calar delle tenebre.

14 commenti:

  1. Paurosi questi nordici antichi.

    RispondiElimina
  2. @ Alberto, assolutamente sì!

    @ Baol, ed è vera al 100%! :-)

    @ Martina, mooooolto massicci! :-)

    RispondiElimina
  3. interessanteeee, ciaoo da Riccardo e forza karate, eh eh

    RispondiElimina
  4. @ Rik, grazie. E forza arti marzialiiii!!! Tutte! :-)

    RispondiElimina
  5. Sto svolgendo una ricerca sui diversi tipi di guerrieri nella Storia e questo tuo articolo mi è stato utilissimo! E' praticamente impossibile trovare qualcosa sui guerrieri vichinghi in italiano. Bravissima e grazie!
    Giulia

    RispondiElimina
  6. @ Giulia, in effetti trovare notizie sulle popolazioni che genericamente vengono chiamate Celti non è affatto facile, anche perchè le poche testimonianze scritte che ci sono pervenute sono state redatte dai "vincitori" (i Romani, in massima parte) e, quindi, non si sa mai quanto possano essere attendibili. Fortunatamente i Vichinghi sono sopravvissuti piuttosto a lungo e, scavando con un po' di pazienza tra le fonti, è possibile trovare qualche loro testimonianza in più rispetto, ad esempio, agli Insubri. Grazie del commento, lieta di esserti stata utile!

    RispondiElimina
  7. Sono un Capitano dei Consubin G.O.I. reparti speciali della marina. Divertente in rete ma non ci fate giocare i Bambini. Io ho visto Bimbi di 8 anni in Africa con Ak47 in mano pronti a spararci. Evitate di far giocare i bambini x ke dei gioki si stancano subito e se passano oltre??? Questa è una nostra responsabilita' di non fargli giocare ad uccidere.

    RispondiElimina
  8. grazie Valerio !! Condivido, io sono stato nel 1991 alla caserma Mameli, ero bersagliere pilota VCC2 e mitragliere Browning, seconda compagnia Leoni,andai a Teulada in Sardegna per il corso browning, bersagliere per sempre, ero nel 18.mo BTG Bersaglieri, nel 1992 vinsi cattedra nelle scuole pubbliche, diverse classi di concorso, adesso insegno filosofia nei licei, piacere, se vuoi e il lavoro lo consente privacy etc aggiungimi pure nei miei network, magari abbiamo amici comuni, soldati, o capitani, io uso profili fb due, Riccardo Fenizia, Riccardo Maria Fenizia, qui un blog e vari network, ciaoo e notte serena da Riccardo e per i Bersaglieri Ipp Ipp Urrah Urrah Urrah...di corsa, ciaooo

    RispondiElimina
  9. sapete quanto vorrei essere un vichingo........chissà...un giorno .....non si sa mai...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che si sono estinti da un pezzo... :-)

      Elimina
  10. Risposte
    1. Oddio, strafarsi di funghi allucinogeni forse non è proprio una grande idea...

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...