giovedì 7 gennaio 2010

Vi racconto il nostro Avvento in Germania

Doveroso racconto di un magnifico "arretrato".
...
Quest'anno no. Me l'ero ripromessa: in Europa ci sono un sacco di bei posti che certamente meritano di essere visitati, luoghi in cui fuggire con mio marito per un paio di giorni, senza bisogno di andare ancora in Germania. In fin dei conti, eravamo già stati a Monaco sia per motivi di lavoro che di studio, sia come turisti, quindi... perchè mai ancora in Germania? No, quest'anno no. E infatti, puntualmente, davanti a tutte le proposte possibili, a tutti gli itinerari immaginabili, a tutte le alternative valutabili... ho optato per la Germania! Regolare! Perchè, secondo me, in nessuna parte del mondo l'Avvento è vissuto come in Germania.
Niente Monaco, però. Quest'anno si va a zonzo lungo la valle del Neckar, a caccia di mercatini e di storia.

Prima tappa... vediamo se indovinate!


















Bravissimi! Beh, il cagnone è piuttosto famoso... si tratta del Rottweiler e, quindi, siamo a Rottweil! Cittadina molto graziosa, in cui Rottweiler in metallo si trovano sovente, anche "vestiti" da Santa Claus fuori da case e negozi





















Poi si riparte, destinazione: Villingen



















Il duomo
































e la particolare fontana in metallo, raffigurante diverse situazioni legate all'acqua. Naturalmente, al nostro arrivo non era in funzione... e ti pareva!
Se volete vedere come funzionano gli zampilli potete andare in questa piacevolissima cittadina della Foresta Nera o, in alternativa, senza muovervi da casa, cliccare qui









Tutto bello, eh, senza dubbio, ma i mercatini di Natale dove stanno? E, cosa ancora più importante, dove sono mele caramellate, bastoncini di zucchero, i dolciumi assortiti e decorazioni natalizie?
Ma certo! A Bad Wimpfen!



























































Qui, tanto per andare sul sicuro, ci siamo anche procurati una leggerissima nevicatina serale, giusto quel po' che basta a creare ulteriore atmosfera.
Dopo una cena pantagruelica nel nostro albergo, il Best Western Palatin di Wiesloch, ed un decisamente opportuno sonno ristoratore, il mattino seguente siamo partiti alla volta di Maulbronn e del suo celebre chiostro (patrimonio dell'Unesco, nel quale sono state girate anche alcune scene del film "Il nome della rosa")



















Il chiostro è davvero incantevole, si respira la storia ad ogni angolo, e racchiude diversi stili architettonici, quindi se l'arte medievale o l'architettura vi interessano, una capatina qui è veramente consigliata!





























Anche la cittadina è davvero graziosa, con le tipiche case in graticcio













e una locanda parla di un certo "gatto del chiostro" ("zur Kloster Katz")









...gatto che in effetti avevamo incontrato, all'interno del chiostro, in relax su una lapide!









Ultima tappa del nostro girovagare, il mercato medievale di Esslingen.
Qui viene davvero ricreata l'atmosfera medievale, con tanto di abiti, giochi e pietanze dell'epoca.
Ad un certo punto mi era persino venuta la tentazione di calarmi maggiormente nel clima, acquistando un abito, ma i costi esorbitanti mi hanno trattenuta dal folle gesto... e mi sono limitata a fotografare.











































A tratti sembrava di trovarsi di fronte ad un dipinto rinascimentale! Ma la musica, i profumi, il vociare festoso e chiassoso, facevano capire di trovarsi nella realtà, una realtà estremamente caotica ed affollata, ma piacevolissima!

mercoledì 6 gennaio 2010

Aiutiamo i nostri amici piumati


L'appello giunge dalla LAV: in questi giorni il clima rigido e le nevicate hanno reso ancor più dura la vita degli uccellini, che già devono affrontare un pericolo non da poco come la caccia. Bacche e semi, nascosti dalla neve o ghiacciati, sono divenuti inutilizzabili come fonte di cibo.
Ciò che viene chiesto è semplicemente di gettare le briciole delle nostre tavole in luoghi accessibili, preferibilmente riparati come terrazzi o balconi (ovviamente se non ci sono cani e peggio ancora gatti nei paraggi!), in modo da poter sfamare queste creaturine. Chi poi fosse dotato di spirito d'iniziativa può spingersi oltre, realizzando con materiali di recupero una piccola mangiatoia, o preparando con le proprie mani delle leccornie da offrire a cince, passeri, pettirossi e merli (qui trovate la ricetta).

domenica 3 gennaio 2010

Dio


Mi son tenuta dentro questa cosa per troppi giorni, incerta se parlarne o meno, ma visto che il silenzio non mi ha aiutata... beh, eccola qui.

Non sono mai stata una buona cristiana, nonostante m'impegni cado sempre nei medesimi inciampi (come ben sa il mio confessore, al quale ripeto praticamente sempre le stesse cose...), tuttavia recentemente è avvenuto un fatto che mi ha portata a dover confessare un inciampo tutto nuovo e, poichè, nonostante l'assoluzione, non mi sento ancora in pace con me stessa nè con Dio, ho pensato di rivolgermi a degli... "esperti del settore" e di chiedere anche a voi, se lo desiderate, il vostro parere.

Qualche tempo prima di Natale è morta una mia conoscente, quarantenne, moglie e madre di tre bimbi piccoli, l'ultimo dei quali di soli due anni. E' morta dopo oltre un anno di battaglia contro il cancro, che l'ha mangiata dentro, scavandola e consumandola tra dolori giorno dopo giorno.
Questo mi ha portato a pensare che o Dio è onnipotente ma se ne frega ampiamente di quanto accade ai suoi figli oppure non è onnipotente.
Come spiegare, altrimenti, non solo quanto accaduto a Sara ed alla sua famiglia (perchè, anche se ora lei è nella pace, di certo non lo sono suo marito ed i suoi piccoli...), ma anche il massacro degli ebrei durante la seconda Guerra mondiale, i morti nei campi di concentramento russi e nelle foibe, i morti odierni di Sud America ed Africa, le tante "Sara" che nonostante fede in Dio e chemioterapia ogni giorno lasciano mariti vedovi e figli orfani?

Spero possiate aiutarmi a trovare una risposta (che non sia quella del "misterioso disegno divino", che mi porta alla prima ipotesi, ovvero Dio onnipotente che, per i suoi insondabili scopi, se ne frega ampiamente di quanto accade ai suoi figli, come fossimo in realtà cavie da laboratorio...), chiedo ancora scusa per l'argomento, ben poco festaiolo, ed aspetto fiduciosa commenti.

(Ho parlato di fede anche qui, qui e qui)

lunedì 28 dicembre 2009

Joyeux Noël



E' la vigilia di Natale dell'anno 1914 e in Belgio, a Ypres, soldati inglesi, francesi e tedeschi si scambiano favori e regali invece di pallottole. Joyeux Noël viene non a caso sottotitolato "una verità dimenticata dalla storia", perchè di questo episodio non si legge sui libri di testo scolastici e non si parla. Come se fosse disonorevole mostrare la propria umanità.
Perchè un gatto si può chiamare Felix per un tedesco e Nestor per un francese, ma resta sempre un gatto; allo stesso modo un uomo può indossare una divisa anzichè un'altra, ma resta sempre un uomo.

Nei pressi di Ypres, dopo una sanguinosa battaglia, i soldati si trovarono ben presto impantanati in un'estenuante e logorante guerra di trincea: da questi fossati profondi un paio di metri i soldati si lanciavano quotidianamente all'assalto del nemico, guadagnando o cedendo pochi metri di terreno, e trascorrendo il resto del tempo rintanati nelle buche come topi, tra fango, gelo e cadaveri in decomposizione. Questa situazione, logorante e disumanizzate, era comune a tutti i soldati, indipendentemente dalla fazione d'appartenenza, e proprio questo portò ad episodi di solidarietà tra nemici ed allo scambio di alcuni favori, come quello di non sparare durante i pasti; ciò che contava era salvare le apparenze (per non essere accusati di tradimento) e la pelle.

Così, la notte della vigilia di Natale, dalle trincee tedesche si alzò un canto natalizio. E qualche metro più in là, oltrepassata quella che veniva chiamata "terra di nessuno", nelle trincee nemiche qualcuno rispose intonando un canto natalizio nella propria lingua. All'alba del giorno seguente, dalle trincee tedesche spuntarono alcuni piccoli cartelli: "Non sparate - c'era scritto sopra - Noi non spareremo". Iniziò così una tregua scandita da scambi di doni, piccoli favori e persino una partita di calcio giocata nella "terra di nessuno" che, raccontano le cronache del tempo (ma questo nel film non c'è), venne vinta dai tedeschi per 3 goal a 2.

Non tutti apprezzarono questa tregua: un soldato tedesco di origini austriache, di stanza in prossimità di Ypres all'epoca, ebbe a definirla una "stupida tregua" e gioì alla ripresa dei combattimenti. Il suo nome era Adolf Hitler. (Fonte: Focus Storia n. 38 - dicembre 2009)

Il film è davvero bello, candidato a Premio Oscar e Golden Globe nel 2006 nella categoria "film straniero", purtroppo - a parer mio - è rimasto escluso dall'olimpo, ma merita certamente di essere visto. Chi di voi, poi, è solito piangere per "Christmas Carol" di Dickens nelle sue varie declinazioni, non potrà non commuoversi davanti a questa incredibile storia di autentico Natale ed umanità.

Le notizie su questo avvenimento non sono moltissime, ma chi desiderasse iniziare ad approfondire può guardare qui e qui.

Titolo: Joyeux Noël
Anno: 2005
Regista: Christian Carion
Guesselin - Lucas Belvaux
Ponchel - Dany Boon
Horstmayer - Daniel Brühl
Luogotenente Audebert - Guillame Canet


giovedì 24 dicembre 2009

Cos'è il Natale?









Natale: Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, per i Cristiani figlio di Dio e della Vergine Maria. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano).
Il termine italiano Natale deriva dal latino natalis che significa "natalizio", "relativo alla nascita".

Questo è quanto dice Wikipedia, ma significati simili sono riscontrabili in buona parte di dizionari e vocabolari, telematici e non.

Allora come cavolo si spiega che su Google per trovare un'immagine della Sacra Famiglia bisogna digitare "Santo Natale", perchè altrimenti ti compaiono, nel migliore dei casi, immagini come questa


...o questa...

...o quest'altra.

Mentre nei peggiori dei casi ci si imbatte in "cose" come questa

...o questa...

Com'è possibile, dico io? Che fine hanno fatto tutti i paladini dei crocefissi nelle aule scolastiche? Dove sono finite le femministe incallite che si battono contro l'uso ed abuso del corpo femminile? Tutti ridotti al silenzio perchè a Natale si è più buoni? O perchè Google non è islamico e allora fa nulla se travisa il senso del Natale?

Va bene, mi è esplosa la vena polemica e ne è scaturito questo embolo ben poco pacifico e condiscendente. Lo ammetto.
Quindi chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di chicchessia ed auguro a tutti un felice ed autentico Santo Natale!

martedì 22 dicembre 2009

Hanno rapito Persefone!

Non stupisce che gli antichi cercassero di spiegare, con miti più o meno verosimili, l'avvicendarsi delle stagioni. Oggi mi sono addentrata un poco nel Parco del Lura e quanto segue è ciò che ho visto.









Il cartello che indicava l'area rimboschita era così, stamattina.
Mentre ecco qui sotto come si presentava sei mesi fa (giorno più, giorno meno)








I cespugli i cui fiori sfamavano bombi ben pasciuti, lo scorso giugno...








...li ho ritrovati scheletrici e rinsecchiti.

Il campo dorato che mi aveva riempita di meraviglia...








...si è tramutato in una distesa da cui sono banditi i colori: bianco e nero, con qualche fugace virata sul grigio, a perdita d'occhio.








Del sentiero che si addentrava nel bosco...












...non è rimasta praticamente nessuna traccia












Inutile dire che non si sentiva nessuna cicala, tutte morte stecchite come da esopico copione! Silenzio quasi irreale, rumore dei miei passi nella neve, il canto dei merli che si rincorrono tra i rami (a proposito, caro Darwin, come lo spieghiamo il colore non proprio mimeticissimo dei merli nella neve?), il gracchiare nervoso di qualche cornacchia grigia che perlustra il territorio in cerca di cibo.









Tutto innevato...













...tutto ghiacciato...









...tutto come morto, mentre l'adirata Demetra attende che le venga restituita la figlia Persefone, rapita dal dio dell'Ade (no, non ho dato di testa a causa del freddo, si tratta di un racconto della mitologia greca per spiegare l'avvicendarsi delle stagioni! Qui trovate il mito).

Tutto ad un tratto mi sento osservata e percepisco un leggero rumore alle mie spalle, nel silenzio quasi completo. Mi giro con cautela, per non perdere l'equilibrio nella neve alta (che se cado io, poco importa, ma la mia amata Canon nooooo!!!), ed eccolo lì, il mio osservatore! Un Erithacus rubecula!









Come "non si vede un tubo!"?
Ah scusate, proviamo così:
















Se ne stava lì, a controllarmi, e a farmi rimpiangere di non aver portato con me lo zoom "serio". Ma chi se lo aspettava, in tutto quel bianco, di trovare tracce di vita?
In fin dei conti, hanno rapito Persefone!
...Già, ma il pettirosso ed un altro paio di indizi (uno qui sotto)









mi fanno pensare che Demetra sta già operando attivamente per il rilascio dell'ostaggio!

* Per la foto del pettirosso, valgono le "regole" di tutte le altre immagini da me pubblicate: chi fosse interessato può richiedermene una copia "ripulita" dal mio nome, ovviamente a titolo gratuito, ed utilizzarla, purchè non ne tragga profitto alcuno ed indichi la fonte.
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