lunedì 17 agosto 2015

Piloxing, fitness all inclusive

Viveca Jensen in action
Non sapevamo nemmeno che esistesse, ma ora che ne siamo a conoscenza già smaniamo dal desiderio di entrare a far parte del nutrito numero di praticanti di Piloxing, c'è da scommetterci! Di che cosa si tratta? Dell'ennesima trovata, ovviamente "made in USA", che promette a chiunque di mantenersi sani, tonici, in forma smagliante, di contrastare l'invecchiamento e pure una mezza dozzina di acciacchi.
I praticanti, già oggi oltre un milione e mezzo sparsi in 30 Stati disseminati nel mondo, seguono i dettami della guru svedese Viveca Jensen la quale probabilmente nel Paese natìo veniva guardata con qualche sospetto e che nell'assolata Los Angeles ha trovato il modo di far quattrini a palate mescolando insieme... tenetevi forte... meglio: mettetevi seduti onde evitare svenimenti... pilates, danza e boxe
Ta-daaan! 
Ebbene sì, signore e signori, la "nobile arte" adesso viene miscelata con il pilates e la danza. E voi, poveri illusi, che credevate che il fondo lo si fosse toccato con la fit boxe
La bionda svedesona, ovviamente giovane, bella e dal fisico scultoreo, nei suoi video e nelle foto promozionali è affiancata da altrettanto avvenenti fanciulle così da diffondere il verbo subliminale: "Fate come noi, sarete come noi". Forte di un master in danza conseguito presso l'Accademia di Stoccolma e di solidi studi di Pilates, la Jensen ha avuto modo di sperimentare i benefici fisici che derivano dalla pratica del pugilato ed ha così pensato di intervallare pliè e spine stretch con jab e cross.

"I benefici del Piloxing sono innumerevoli - si legge su Dica33 - Piloxing fa lavorare ogni muscolo del corpo, grazie a squat, affondi, esercizi di leg lifts, colpi di boxe e molto altro. Rinforza i muscoli del core (volgarmente detti addominali, ma chiamandoli con il termine caro ai praticanti di pilates si rende maggiormente l'idea della multidisciplinarità, ndr) durante tutta la sessione di allenamento, con il risultato di un miglioramento dell'equilibrio e della postura e addominali scolpiti. 
La "solo pugile" Simona Galassi, più volte campionessa
europea EBU e campionessa mondiale IBF e WBC.
In gran forma, anche senza Piloxing.
photo by Michele Vecchiotti
Per mantenere l'equilibrio e tirare pugni nella maniera corretta tutti i muscoli devono lavorare all'unisono. Piloxing tonifica le braccia, rassoda i glutei e snellisce le gambe (perchè, avete mai visto una "semplice" ballerina con i glutei flaccidi o una "normale" pugile senza addominali scolpiti?, ndr). Oltre alle tecniche di pilates e boxe, questo programma di allenamento comporta l'utilizzo di guanti con pesi da 200 grammi, che tonificano ulteriormente le braccia e massimizzano la salute cardiovascolare".

Se non altro non viene detto da nessuna parte che questa... non so nemmeno come chiamarla... disciplina?... può rivelarsi utile per l'autodifesa, come invece la nuda e cruda boxe.
Personalmente, trovo che il Piloxing sia perfettibile: se praticato in piscina, si potrebbe sfruttare l'attrito offerto dall'acqua per aumentare il carico di lavoro muscolare ed ottenere una maggior tonicità. Lo scrivo perchè, se tra qualche mese, verrà lanciato il Water Piloxing, avanzerò pretese sul suo sfruttamento commerciale.

martedì 11 agosto 2015

Buone vacanze!

Almeno nella settimana di Ferragosto lo vogliamo fare un attimo di pausa? E allora niente notizie di arti marziali nè di allenamenti, niente suggerimenti per mantenersi (o ritornare) in forma, niente di tutto questo. Solo un augurio di buone vacanze, e che siano davvero vacanze secondo il significato latino del termine: mancanza! Allontanatevi da tutto ciò che vi da noia, che vi infastidisce, che vi causa stress. Godetevi il vostro tempo, facendo ciò che più vi piace. E se ciò che più vi piace è  stare in panciolle, gozzovigliando tra fritti, dolci ed insaccati beh... per una settimana fatelo!

Godetevi la vita appieno, almeno per una settimana, ricaricando le batterie per tutto quello che arriverà dopo. Fate in modo che questa vacanza sia una mancanza molto ricca, da ricordare!

mercoledì 5 agosto 2015

Il successo di Ronda Rousey? E' questione di fisica

Uno dei grafici che spiegano il "super potere" di Ronda Rousey,
realizzato da Rhett Allain. 
La fighter dell'UFC "Rowdy" Ronda Rousey è ben nota per le sue rapide vittorie, avendo spesso ragione delle avversarie in meno di un minuto. Come ho scritto, il 1 agosto ha battuto la brasiliana Bethe Correia in soli 34 secondi, ma questo non è stato il suo record di rapidità: l'incontro che l'ha vista contrapposta a Cat Zingano, infatti, si è concluso dopo soltanto 14 secondi, con la vittoria della Rousey grazie alla sua celebre tecnica di armbar.
Ma qual è il suo segreto? Secondo Rhett Allain, il cui articolo è stato pubblicato su Wired e ripreso dallo Smithsonian Museum, il merito è tutto della fisica. Non del fisico (che pure conta non poco, in fatto di atlete di questo livello), ma proprio della fisica.

Allain ha comparato i dati della durata degli incontri (solo quelli vinti), sia amatoriali che professionistici, della Rousey con quelli di Jessica Andrade e della recente avversaria Correia ed il risultato appare chiaro: Ronda ha un tempo medio di combattimento di soli 69 secondi, rispetto ai 277 della Correia ed ai 212 dell'Andrade.
Rousey vs. Correia.
Photo by Buda Mendes/Zuffa LLC/Getty Images
La rapidità delle vittorie è, secondo lui, da attribuire al numero di colpi che la Rousey riesce a mettere a segno in così poco tempo: la rapidità di esecuzione delle tecniche sarebbe essenziale e, secondo i calcoli di Allain, "Rowdy" ha una media 0,306 colpi al secondo, uno ogni 3,27 secondi.
Il che significa che, se mantenesse inalterata la media nel tempo, in un incontro di cinque minuti la Rousey colpirebbe il bersaglio 91,8 volte.
E lo farebbe, secondo i calcoli riportati nell'articolo, sviluppando con ogni pugno un'energia cinetica di 25 Joules. Che può non sembrare molto, ma Allain prova a rendere più comprensibile il dato anche a quanti non praticano MMA nè altre discipline da combattimento e lo fa con un esempio: "Sarebbe come prendere due libri di testo in faccia ogni 3 secondi. Non stupisce che le avversarie della Rousey vadano al tappeto tanto presto".

Non va dimenticato, poi, che nonostante questi dati strabilianti la Rousey non è celebre per i suoi pugni, bensì per la sua chiave articolare armbar, con la quale ha chiuso la larga maggioranza degli incontri da lei disputati. Ed anche le chiavi articolari si basano sui princìpi fisici legati a leve e fulcri. Chissà che Allain non ci regali presto un interessante aggiornamento in merito. 

martedì 4 agosto 2015

La salute passa dal percorso vita

Quando d'estate le palestre sono chiuse o, almeno, non ci sono molti corsi attivi, le persone si dividono in due categorie ben distinte e separate: da un lato, quelle che intendono passare un paio di mesi in completo relax, godendosi anche il lato più godereccio delle ferie e dedicandosi anima e corpo alle gioie della tavola e della pennichella; dall'altro, quelle che proprio non ce la fanno a stare fermi e si "inventano" allenamenti, partendo dalla semplice corsetta mattutina fino ad arrivare veri e propri tour de force del fitness. Gli appartenenti alla seconda categoria conoscono forse già le meraviglie del percorso vita.

Si tratta di un fantastico sistema d'allenamento all'aria aperta, che permette di coniugare il desiderio di fare attività fisica al piacere di godersi la natura durante la bella stagione: i percorsi vita sono circuiti situati all'interno di parchi pubblici, normalmente lungo sentieri di pochi chilometri, che prevedono tappe distanziate tra loro circa un centinaio di metri.
Nati nel cuore dell'Europa e diffusissimi in Svizzera e Germania, i percorsi vita hanno preso piede anche in Italia e sono diversi i Comuni che ne sono ormai dotati; il "segreto" del loro successo è di essere adatti a tutti, dai bambini agli anziani, dagli atleti ai più sedentari: i pannelli, infatti, illustrano ad ogni stazione gli esercizi da eseguire, a corpo libero o utilizzando gli attrezzi disposti lungo il percorso, ma il numero di ripetizioni può essere aumentato o diminuito a seconda della propria condizione fisica e del risultato che si desidera ottenere. Non c'è poi nessun obbligo di eseguire tutti gli esercizi del percorso, quindi l'allenamento può essere eseguito in totale libertà, privilegiando ad esempio un gruppo muscolare piuttosto di un altro o preferendo una tipologia di esercizi ad altri.

Le tappe normalmente si raggiungono ad un leggero passo di corsa, per sfruttare appieno la componente aerobica del percorso, ma nulla vieta a principianti, anziani e persone in pesante sovrappeso di camminare. Un altro indiscutibile pregio di questi percorsi è la totale libertà di scelta di giorni, orari e frequenza, che lo rende ideale anche per chi ha poco tempo libero a disposizione. La combinazione di attività aerobica con esercizi di tonificazione rende i percorsi vita estremamente adatti anche a chi vuole perdere peso, perchè si tratta di un tipo di allenamento che fa salire e scendere continuamente le pulsazioni, pur mantenendole sempre nella fase aerobica, ovvero sia quella che consente di smaltire le riserve di grasso.
Quella effettuata lungo il percorso vita, così come qualsiasi attività sportiva, consente di ottenere dei risultati se praticata con costanza; l'ideale sarebbe una frequenza di due/tre volte a settimana, con un intervallo di due o tre giorni tra un allenamento e l'altro.
Insomma, tanti pregi, zero difetti: Dio benedica il percorso vita!

lunedì 3 agosto 2015

Ronda Rousey sconfigge Bethe Correia

Bethe Correia urla a Ronda Rousey prima dell'incontro 190 UFC
Va bene, forse sarà stato per fare spettacolo. Ok, magari l'avrà detto per rispettare il copione della "dura combattente". Fatto sta che vedere Bethe Correia fronteggiare Ronda Rousey prima del loro incontro in Brasile lasciava presagire un duello senza esclusione di colpi, tanto più che la lottatrice brasiliana aveva detto che sperava che la Rousey "non si suicidasse dopo la sconfitta"; Ronda, il cui padre si tolse la vita quando lei era soltanto una bambina, non ha gradito la cosa: "Tutto quello che era stato detto fino a quel momento poteva far parte del marketing, ma con la frase sul suicidio ha davvero passato il segno. E' diventata una questione personale".

Bethe Correia era stata da più parti definita come l'unica lottatrice in grado di tener testa alla fighter californiana: partendo da una base marziale di Kung Fu e di Brasilian Ju Jitsu, era entrata nel circuito UFC nel 2012 e vi aveva disputato nove incontri risultando sempre vincitrice, l'ultimo dei quali contro la statunitense Shayna Baszler terminato per KO tecnico.

Ronda Rousey però non solo non si è lasciata intimidire, ma era evidentemente intenzionata a chiudere presto e bene la "questione personale" aperta dall'avversaria con le sue sprezzanti dichiarazioni: le sono bastati 34 secondi di combattimento per spedire al tappeto la padrona di casa, dopo una poderosa scarica di pugni che ha decretato la fine dell'incontro per KO, terminando così il suo quindicesimo combattimento UFC ancora da imbattuta regina della gabbia ottagonale. 

domenica 2 agosto 2015

Il regalo perfetto per chi ama le arti marziali

Cosa si regala ad un appassionato di arti marziali per il compleanno? Mi rendo conto solo adesso di non aver mai affrontato l'argomento, e ciò è abbastanza vergognoso se consideriamo il filone portante di questo blog, perciò cerco subito di porre rimedio a questa incresciosa dimenticanza. 
Il primo consiglio è: indagate bene e scoprite quale arte marziale di preciso pratica o appassiona la persona che riceverà il regalo.

Le discipline marziali sono moltissime: in pratica, ogni popolazione che abbia combattuto in un passato più o meno remoto, in qualunque parte del mondo, ha sviluppato un sistema di combattimento, a mani nude o a mano armata; "marziale" deriva da Marte, il dio della guerra, perchè è proprio per la guerra che venivano studiate le varie tecniche, affinchè fossero efficaci e letali sul campo di battaglia. Solo l'avvento delle armi da fuoco ha messo fine ai combattimenti corpo a corpo e le arti marziali sono diventate così più "artistiche" e maggiormente incentrate sul mantenimento della forma fisica, oppure si sono indirizzate verso il combattimento agonistico, comunque nel rispetto di regole prestabilite. Potenzialmente, non c'è angolo del pianeta che non abbia sviluppato una propria disciplina marziale.

Coltello da allenamento di Kali,
uno dei regali di mio marito per il mio compleanno.
Esistono lo Judo giapponese, il Wushu cinese, il Taekwondo coreano, il Kali filippino, il Dambe africano, la Lotta mongola, il Vovinam Viet Vo Dao vietnamita, la Capoeira brasiliana, la Muay Thai thailandese, il Kalaripayattu indiano, la Lua hawaina, il Naban della Birmania, il Silat della Malesia e chi più ne ha, più ne metta; non va dimenticato, poi, che Paesi come Cina e Giappone hanno sviluppato un'infinità di arti marziali diverse, spesso a loro volta suddivise in differenti stili: Kendo, Aikido, Karate, Iado, Ninjutsu, Kobudo, Sumo, Taijiquan, Hung Gar, Wing Chun, Sanda, Chin Na...

Regalare ad un praticante di Wing Chun dei bastoni da Kali sarebbe perfettamente inutile, un praticante di Capoeira potrebbe usare uno judogi soltanto come pigiama ed un hakama sembrerebbe una gonna molto poco virile ad un praticante di Sanda.

Paratibie con parapiede a calza.
Una volta scoperta l'esatta disciplina praticata, potete davvero dare sfogo alla vostra fantasia: dall'abbigliamento alle protezioni, passando per armi ed accessori, gli articoli che possono interessare un praticante di arti marziali sono pressochè infiniti, inclusi anche libri e dvd.
Esistono negozi specializzati in articoli di arti marziali e discipline da combattimento, molti dei quali sono ormai pienamente operativi anche online, quindi non avrete particolare difficoltà a trovare - e ricevere comodamente a casa - il regalo più adatto al marzialista del vostro cuore. 
Un'ultima accortezza: se decidete per un articolo da utilizzare in gara, assicuratevi che quello che vi piace esteticamente - e che vorreste regalare - sia adatto alla disciplina praticata ed approvato dalla federazione che organizza gli incontri. Le "paratibie con parapiede", ad esempio, possono essere a calza o con chiusura a velcro e quelle accettate per certe discipline e determinati combattimenti non necessariamente vanno bene per altre (quelle che vedete nella foto qui accanto, altro regalo del maritino*, io le utilizzo per Sanda e MMA); un discorso similare vale per i guanti: guantoni e guantini non sono affatto la stessa cosa (i guantoni sono quelli da boxe occidentale e possono variare di peso, i guantini lasciano le dita libere e si utilizzano nelle discipline in cui sono ammesse le prese e le proiezioni). 

*Nel corso degli anni, io e mio marito ci siamo scambiati un sacco di "regali romantici": un numero imprecisato di coltelli, guantoni da 10 once, guantini da MMA, bastoni in rattan da Kali Escrima, paratibie...

sabato 1 agosto 2015

Cifra tonda

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi... E anche se non sono Roy Batty, sebbene non abbia mai visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e nonostante questa sia vita vera e non "Blade Runner", è pur vero che ho visto cose che molti di voi lettori non hanno mai visto nè men che meno utilizzato.

Cose come le lettere e le cartoline, scritte a mano e spedite tramite il sistema postale, ad esempio, o anche come i floppy disk, i dischi in vinile, le musicassette ed i cd (i primi compact disk ci sembravano cose da fantascienza, altro che iPod!), per non parlare poi delle videocassette... Eh già cari miei, perchè "ai miei tempi" i film si guardavano in tv e quando uscirono sul mercato i videoregistratori e le VHS ci sembrò incredibile poter vedere e rivedere quello che più ci piaceva senza dover aspettare i capricci dei palinsesti televisivi e senza doverci sorbire la pubblicità, per non parlare poi dell'infinita gioia che ci procurava il poter registrare i nostri programmi preferiti!

Lo so, lo so, cari i miei nativi digitali, tutto questo vi sembra preistoria. Vi capisco, voi siete nati nell'era delle e-mail, dei computer e degli smartphone. Il mio social network era il cortile di casa e, più cresciuta, i giardini pubblici di quartiere: era lì che si stringevano le amicizie, che all'epoca erano reali e non virtuali. 
Perchè sto scrivendo tutto questo? Perchè, accipicchia, sono arrivata alla cifra tonda: 40 anni. 
E la cosa "grave" è che non mi sento poi così diversa da quando ne avevo 25 o 30.

A farmi sentire la differenza è proprio tutta questa tecnologia - che comunque uso con gran sollazzo, anche perchè è molto più semplice oggi che non vent'anni fa, quando dovevi conoscere almeno le basi di programmazione e di html per poter usare un minimo i pc - e, naturalmente, siete voi, miei lettori, compagni d'allenamento o allievi, che in mezzo a tutta questa tecnologia ci siete nati e cresciuti e che, magari, non avete mai scritto una lettera di vostro pugno nè imprecato perchè l'autoradio si "mangiava" il nastro della cassetta con la vostra musica preferita. Ma, d'altro canto, siete sempre voi a far sì che non mi senta poi tanto diversa da quando avevo 25 anni: perchè è cercando di stare al passo con voi, di capire il vostro mondo che poi è anche il mio, che mi mantengo giovane... dentro. 
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