domenica 17 giugno 2012

Vi piace il gelato? Amerete Grom!


Cosa c'entra il gelato con un libro? Beh, tanto per cominciare niente vieta che questi due piaceri della vita possano andare a braccetto e che si possa leggere un buon libro gustando un altrettanto buono gelato. In questo caso specifico, poi, il gelato è proprio parte integrante del libro, perchè è dal sogno di uno dei due protagonisti - quello di fare il gelato "come una volta", il gelato più buono del mondo - che prende il via la straordinaria esperienza di vita vera che è stata poi racchiusa in queste pagine.

Federico e Guido sono amici da una vita, quel genere di amici che si completano a vicenda, che non sempre si capiscono ma che sempre si vogliono bene e che sanno che il loro sodalizio può vincere ogni avversità; non importa se uno fa il manager e l'altro l'enologo, se uno è pragmatico e l'altro sognatore. Si completano a vicenda. Sono amici. Punto e basta. 

Da questa amicizia e da un sogno condiviso è nata prima una piccola gelateria, in un negozietto di venticinque metri quadrati a Torino, poi una piccola azienda, poi una realtà imprenditoriale che ha aperto gelaterie Grom non soltanto in Italia, ma anche in Giappone, negli Stati Uniti, in Francia… E, chiaramente, da questa amicizia e da un sogno condiviso è nato pure questo libro, scritto con colori diversi a seconda se a parlare è Federico o Guido. Un libro che si collega idealmente a quello dell'"Ufficio di Scollocamento", che ne segue i principi e ne abbraccia le idee, anche se probabilmente i diversi autori non si sono mai incontrati nonostante siano tutti e quattro italiani, tutti e quattro rappresentanti dell'Italia migliore. Quel Paese che non teme di cambiare e, anzi, ne percepisce l'urgenza; quell'Italia che vuole e sa essere ancora oggi innovatrice e rivoluzionaria.

In "Grom - Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori" si trovano frasi che tutti dovremmo leggere e che soprattutto chi ha la nostra età o è persino più giovane dovrebbe appuntarsi sul frigorifero, sullo specchio del bagno, sull'anta dell'armadio e meglio ancora all'interno del cervello e del cuore, per essere certo di non scordarle; frasi come "Non dovremmo mai abbandonare i nostri sogni: è volgare, perchè così non rispettiamo noi stessi", "I muri non servono per fermare chi desidera davvero qualcosa. Servono per fermare quelli che non ci credono abbastanza" e anche "Se fosse una cosa semplice, che senso avrebbe chiamarla impresa?".

In questo libro non troverete una favola, anche se le pagine sono allegre e scandite dai magici disegni di Gabriella Bianco; troverete la storia vera di due giovani amici e di un sogno. Un sogno che si realizza, che a tratti va persino oltre le più rosee aspettative, ma che richiede costanza, impegno, sacrificio. Prima di arrivare a trattare con in sindacati per trovare orari soddisfacenti e salari dignitosi per i propri dipendenti, questi due ragazzi hanno provato sulla propria pelle a lavorare venti ore al giorno dividendosi i turni di notte in gelateria per la preparazione delle miscele e per la mantecazione; prima di arrivare a parlare a quattr'occhi con personaggi del calibro di Riccardo Illy, questi due ragazzi hanno subìto l'umiliazione di venir trattati con sufficienza dal titolare di un'azienda specializzata in banconi per gelateria: "Non vi farò una proposta, sarebbe inutile: fallirete così in fretta che non fareste nemmeno in tempo a pagarmi la fattura". Chissà cosa sta facendo ora, quel tronfio imprenditore, sapendo che si è lasciato scappare i fondatori di Grom? 

Insomma: se state pensando di scollocarvi, se cercate di capire se sia giusto o meno seguire il vostro sogno o anche se, semplicemente, volete leggere una bella storia di vita vissuta, non potete perdervi questo libro. Magari letto con calma, su una panchina di un parco, mangiando un buon gelato fatto "come una volta".

Titolo: Grom - Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori
Autore: Federico Grom, Guido Martinetti
Editore: Bompiani
Anno di edizione: 2012
Ulteriori info qui

7 commenti:

  1. Il gelato di Grom è buono non solo nel gusto, ma soprattutto perchè è sostenibile: biologico, fatto con ingredienti selezionati e con attenzione per chi soffre di intolleranze alimentari, è celiaco o vegano. Sia estate o inverno, è ormai diventato un vero rito di socializzazione, quando mi capita di conoscere qualche blogger a Milano. Mentre si scioglie in bocca, scioglie anche ogni possibile timidezza nell'incontro. :)

    RispondiElimina
  2. Il gelato di Groooooooom, meravigliosoooooooooooooooooo

    RispondiElimina
  3. Conoscevo la loro storia perchè (per nemesi??) li stanno pubblicizzando a manetta su riviste, giornali, Internet.
    E' davvero una storia che fa sperare chi davvero vuole sperare.

    RispondiElimina
  4. Ci sono cose di una volta che hanno raggiunto la perfezione e quindi bisogna farle come allora. Il gelato di Grom e fra queste. Verso le sei me ne leccherò uno. Ciao.

    RispondiElimina
  5. Senza nulla togliere al gelato, indubbiamente buonissimo e di qualità, a me piace moltissimo la storia di questi due ragazzi.

    RispondiElimina
  6. Ciao Vivi, anch'io ne lessi qualcosa tempo fa e di recente vedo spuntare gelateri Grom ovunque. Io non vado matto per le catene, anche se "sostenibili", ma ammetto che la storia dei due sia indubbiamente una bella storia che permette di crederci ancora.
    Continua a scrivere di storie come questa, fanno bene all'umore :-)
    A presto,
    Wal

    RispondiElimina
  7. @ Walter, in tutta onestà nemmeno io amo le catene, ma sono contenta che tu, come al tuo solito, sia andato "oltre", riuscendo a cogliere lo spirito che sta dietro questa storia: bisogna crederci, in quello che si fa!
    I sogni e la passione sono il motore della nostra vita!
    Un grande abbraccio, a presto!

    RispondiElimina